Sono bastati appena 35 secondi per scatenare l’indignazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni. “Deutschland” dei RAMMSTEIN è diventato un caso ancor prima di essere rilasciato integralmente, ennesima dimostrazione di quanto la capacità di senso critico si stia estinguendo a ogni livello sociale.

Accuse di spregevolezza e immoralità, di voler far profitto grazie alla tragedia della Shoah, di aver varcato la linea rossa oltre la quale si parla di oltraggio e non più di provocazione. A riprendere fuoco, insomma, è l’antico pregiudizio che vede nei RAMMSTEIN una band filonazista, o comunque di estrema destra.

Non deve allora sorprendere che siano bastati pochi frame per rievocare lo spettro dell’antisemitismo. E che ingenui tutti coloro che, vedendo un riferimento all’Olocausto, hanno pensato a un video di denuncia! Perché questo è “Deutschland”, un vero e proprio mini-film che ripercorre la storia germanica e ne sviscera le tremende contraddizioni. O almeno così ci pare. Il testo, che prendiamo in prestito dai gentili amici di Metal Germania, sembra quasi una satira di quegli ideali superomistici di matrice Nietzschiana (opportunamente manipolati dalla sorella del filosofo per farne un apologeta reazionario) che la propaganda nazista ha piegato ai propri scopi.

Tu (tu hai, tu hai, tu hai, tu hai)
Hai pianto molto (pianto, pianto, pianto, pianto)
Separata nello spirito (separata, separata, separata, separata)
Unita nel cuore (unita, unita, unita, unita)
Noi (noi siamo, noi siamo, noi siamo, noi siamo)
Siamo già da molto tempo insieme (voi siete, voi siete, voi siete, voi siete)
Il tuo respiro freddo (così freddo, così freddo, così freddo, così freddo)
Il cuore in fiamme (così caldo, così caldo, così caldo, così caldo)
Tu (tu puoi, tu puoi, tu puoi, tu puoi)
Io (io so, io so, io so, io so)
Noi (noi siamo, noi siamo, noi siamo, noi siamo)
Voi (rimanete, rimanete, rimanete, rimanete)

Germania! Il mio cuore in fiamme
Voglio amarti e maledirti
Germania! Il tuo respiro freddo
Così giovane, e tuttavia così vecchia
Germania!

Io (tu hai, tu hai, tu hai, tu hai)
Non voglio mai abbandonarti
(tu piangi, tu piangi, tu piangi, tu piangi)
Ti si può amare
(tu ami, tu ami, tu ami, tu ami)
E voglio odiarti
(tu odii, tu odii, tu odii, tu odii)

Arrogante, più forte
Prendere, consegnare
Sorprendere, invadere
Germania, Germania sopra tutto

Germania! Il mio cuore in fiamme
Voglio amarti e maledirti
Germania! Il tuo respiro freddo
Così giovane, e tuttavia così vecchia
Germania! Il tuo amore
È maledizione e benedizione
Germania! Non posso darti
Il mio amore
Germania! Germania!

(Tu. Io. Noi. Voi)
(Tu) superiore, inutile
(Io) superuomini, stanchi
(Noi) Chi troppo sale dà maggior percossa
(Voi) Germania, Germania sopra a tutto

Germania! Il mio cuore in fiamme
Voglio amarti e maledirti
Germania! Il tuo respiro freddo
Così giovane, e tuttavia così vecchia
Germania! Il tuo amore
È maledizione e benedizione
Germania! Non posso darti
Il mio amore
Germania!

Siamo ormai giunti a un paradosso: i gruppi sociali oggetto di discriminazione s’indignano persino quando si condannano i loro aguzzini. Ma no, il problema probabilmente non è nemmeno loro. E’ che oggi bisogna avere risonanza con qualunque mezzo. Bisogna fissare la propria identità con urgenza e velocità, prima che venga fagocitata dall’infinita mole d’informazioni che passano per i media. Informazioni che, in pochi secondi, potrebbero attrarre l’attenzione dell’opinione pubblica e metterci nell’ombra. I social ci instillano un complesso d’inferiorità perenne che esorcizziamo facendo più rumore possibile, perché se facciamo rumore otteniamo attenzioni.

E non tiene nemmeno l’accusa secondo cui si sta sfruttando la Shoah per il mero profitto. Non hanno forse tratto profitto Benigni e Spielberg dalle loro famose pellicole? Perché “Deutschland” è più assimilabile a questo tipo di opere che a una provocazione in stile “Praise Abort” (visto che siamo in tema, provate a cercare la dissacrante “Gomito a gomito con l’aborto” di Elio e le Storie Tese N.d.R.)

Vediamo allora di apprezzare il fine lavoro di regia e sceneggiatura, così come il carisma esibito dai RAMMSTEIN nell’urlo che dà senso all’intero brano: “DEUTSCHLAND!”

Tu a che coro vuoi unirti?