Defrosted“, pubblicato nel 1997, è stato il primissimo album live dei GOTTHARD. Ancora oggi è visto come una pietra miliare della carriera del gruppo che ha aiutato a rafforzare la propria reputazione di maggiore band di successo in Svizzera. Per oltre 25 anni, i GOTTHARD hanno prosperato sotto i riflettori di tutto il mondo, con una carriera che include sedici album primi in classifica, oltre tre milioni di dischi venduti, diversi premi e oltre duemila concerti in tutto il pianeta.

E oggi, ventun anni dopo la prima edizione, il cerchio si chiude con il ritorno dei GOTTHARD su SONY Svizzera e Nuclear Blast con “Defrosted 2“, una compilation acustica dei più grandi successi della band, registrati durante il “Defrosted Tour” a marzo. Sebbene il concept fosse lo stesso di quello di vent’anni fa le circostanze in cui il gruppo si è trovato sono differenti. Sia la band che il suo pubblico sono cresciuti, ma dopo 25 anni è la stessa impareggiabile intimità che i GOTTHARD portano nei loro concerti a rendere questo album ciò che è. Dopo la celebrazione delle “nozze d’argento” con l’ultimo album in studio che ha raggiunto record in classifica e ha visto la band salire sul palco di diversi prestigiosi festival, “Defrosted 2“, includendo ventidue delle più rappresentative tracce della band, unisce l’orgoglio di una lunga storia allo sguardo verso il futuro con due nuovi brani racchiusi nella stessa opera. Fornisce un perfetto spaccato della formidabile carriera dei GOTTHARD che può essere da tutti apprezzata.

Appena Leo, Freddy, Hena e Marc iniziano a suonare le prime note di un sound puramente acustico e il cantante Nic allieta il pubblico in tre diverse lingue, anche chi non conosce i GOTTHARD si sentirà subito a casa. E se questo non fosse abbastanza convincente, il primo ritornello della prima traccia dell’album, la sensuale e groovy “Miss Me“, servirà a ricordare che l’unica cosa importante è la gioia della musica live. Andy Pupato è ancora tanto impeccabile dietro alla batteria quanto nel primo “Defrosted“, Ernesto Ghezzi ancora una volta prova il suo talento come tastierista live e “The G-Strings” (il quartetto d’archi incentrato su Barbara Kubli), che talvolta ha suonato live con la band, dona una perfetta dose di eleganza. Le delicate voci e la potenza radiosa delle nuove vocalist Maram El Dsoki e Barbara Comi colorano “Defrosted 2” di un nuovo emozionante fascino.

Che sia “Hush” del 1992, la dorata”Heaven” del 2000, il ‘singolo di ritorno “Remember It’s Me” dopo la tragica perdita del primo cantante Steve Lee, la hard rocking “Bang!” dall’eponimo album del 2014, la tenera “Beautiful” o la recente “Stay With Me“, “Defrosted 2” è un viaggio attraverso gli anni, che include assoli mozzafiato, intervalli più selvaggi (“Sweet Little Rock ‘N’ Roller“) e sincere dichiarazioni d’amore. E se si pensa di aver ascoltato tutto dopo questo viaggio attraverso 25 anni di classici, ci sono altre due nuove tracce. La prima è la potente ballata “What I Wouldn’t Give“, che distrugge tutto in una possente ondata di emozione, e poi la hit più festaiola “Bye Bye Caroline“, che è anche il primo singolo tratto da “Defrosted 2“. Il testo si ispira alla hit degli STATUS QUO del 1973, “Caroline“, la traccia di apertura live dei rockers inglesi per 25 anni, creata con lo stesso Francis Rossi, che è stato coinvolto contribuendo con chitarra e voce. La canzone è stata scritta spontaneamente nel backstage durante l’ultimo Rock Meets Classic Tour, quando Francis, Leo e Nic hanno rafforzato la loro amicizia scrivendo direttamente una nuova canzone insieme.

La band ha lanciato il video della canzone ‘What I Wouldn’t Give (Acoustic Version)‘: