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Incontro Peter Baltes, lo storico bassista degli Accept, in un pomeriggio assolato.
Manca poco al concerto e il tempo è tiranno, ed è un onore intervistare questa storica band tedesca.

Nati addirittura nel 1968 e considerati una delle più importanti dell’intero panorama Heavy Metal, hanno venduto ben 27 milioni di album nel mondo.
La mia emozione è tangibile e se ne accorge anche Peter, gentilissimo, e il tutto si rivelerà come una simpatica e semplice chiacchierata.
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MP: Ciao Peter ! Ti ringrazio per la scelta e per la tua disponibilità e scusa se sono emozionata ! Trovarmi tra voi, mostri sacri, non è facile…

Peter: No no tranquilla, grazie a te! Anzi scusa se il tempo sarà breve, ma tra mezz’ora dobbiamo salire sul palco!

MP: Andrò veloce! Pensi che la vostra forza risieda anche nella musica che fate, nello stile,oltre ovviamente alla vostra bravura e professionalità?

Peter: Sì, un po’ penso di sì, sarò sincero.. Siamo assieme da così tanto tempo, abbiamo iniziato tanti anni fa dai più svariati generi di musica. Ci è stato detto che abbiamo influenzato moltissime band, spingendole ad iniziare a suonare o comunque progredire, quindi sì, credo che durante gli anni abbiamo stabilito una nostra identità tale da influenzare altri artisti. Magari posso sembrare presuntuoso, ma penso sia un fatto oggettivo. Gli Accept sono da tanto un punto di riferimento per molte band..

MP: Voi siete la storia dell’ Heavy metal. Quanto sono cambiati i testi delle vostre canzoni negli ultimi anni?

Peter: All’inizio, il nostro manager si occupava della parte pratica, in quanto noi non parlavamo inglese. Ora viviamo tutti negli USA e parliamo correntemente inglese, abbiamo molta più dimestichezza con la lingua e possiamo quindi parlare di molte cose che per noi sono importanti, rilevanti riguardo al mondo e alla società. La nostra musica parla di cose che contano, non sono “chiacchiere”. E’ importante per noi che i nostri testi abbiano un significato, siano critici, spingano la gente a porsi delle domande, a pensare. E negli ultimi anni tutto ciò si è amplificato, dato il momento delicato e preoccupante che sta passando l’intero pianeta.

MP: Che ne pensi del metal moderno?

Peter: Penso che ogni generazione debba avere la propria musica, il proprio metal, che cambia ed è giusto che cambi, che si evolva.. Il metal è come una nave: ogni generazione è come una piccola barca, che cerca di navigare nel mare della musica. Non ha senso affermare che un determinato periodo musicale sia migliore di altri, in quanto ognuno possiede la propria peculiarità, i propri eroi. Tu non vuoi avere gli stessi idoli di tuo padre, pretendi i tuoi eroi personali , ed è giusto così! Quindi, il metal sopravviverà sempre. Mutando forma, certo, ma le radici rimarranno le stesse!

MP: Quali sono gli altri generi di metal che ami?

Peter: Non ascolto molta musica Metal, a dire il vero, perché quando scrivi, componi, tutto questo potrebbe costituire un’influenza. Ed io non voglio essere influenzato, quindi ascolto musica classica, country… generi che non hanno niente a che vedere con il metal, e vedo che funziona..( ride )

MP: Qual è il futuro degli Accept? C’è qualche.. news?

Peter: Il futuro degli Accept è brillante, splendente. Si può dire che siamo una nuova band: nel 2009 due nuovi membri sono entrati nella band, 3 nostri album sono stati al primo posto in classifica in Germania. Ci sentiamo molto ottimisti a riguardo, siamo in ottima forma e lavoriamo duro, facciamo del nostro meglio, e ci attende certamente un futuro brillante. Stiamo già lavorando ad un nuovo album che uscirà però penso nel 2017, per ora posso dire solo questo.

MP: Peter, se potessi mettere sul piatto di una bilancia il successo degli Accept negli anni ‘80 e la sfida per la conquista del mondo ed il presente, in cui suonate nei più importanti festival, quali sarebbero le differenze?

Peter: E’ una domanda molto interessante! I fans dell’ Heavy Metal sono gli stessi ovunque: Brasile, Corea del Nord, in Italia, a Barcellona, in Finlandia, a Stoccolma, in Germania, USA. I fans del Metal sono fedeli, per sempre. Abbiamo fans di 50 anni che portano i figli di 14 anni ai concerti. I fans sono gli stessi, ma ogni esibizione è differente, non sai mai cosa potrebbe accadere. I fans ci hanno reso ciò che siamo, a loro dobbiamo tutto e cerchiamo di dare tutto ciò che possiamo. In definitiva, viviamo per il presente! Gli anni, i tempi sono cambiati ed è meraviglioso vedere così tanta gente che dopo tanti anni, ancora ci segue con affetto ed entusiasmo! Non finiremo mai di ringraziarli, se possiamo continuare è solo grazie a tutti loro, a tutti voi!

MP: Peter, ti ringrazio molto per l’ospitalità (nd: mi avevano fatto accomodare direttamente nei loro spazi /camerini), per la gentilezza e simpatia, e vi auguro altri..50 anni di successi e affetto!

Peter: Ti aspetto ancora qui allora nel… facciamo 2050? Ahah non allarghiamoci troppo!
Grazie infinite a te per la pazienza e la simpatia! A presto e horns up!

Photocredit : DraconianHell