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Con l’uscita del sesto studio album “Manifest” (qui la nostra recensione), gli Amaranthe tornano alla carica come mai visti prima, con impeto ed energia, catturando l’attenzione di tutti gli appassionati dell’alternative metal e non solo. Con il successo che sta riscontrando la band in queste ultime settimane, abbiamo avuto l’immenso piacere di intervistare via Skype il chitarrista e co-fondatore Olof Mörck, già militante nei Dragonland e Nightrage.
Buona lettura e che il metallo (anche quello alternativo) sia con voi!

Ciao Olof, benvenuto! È un grandissimo piacere conoscerti ed averti qui con noi, come stai?

Ciao Federico! Grazie, è un piacere anche per me conoscerti. Mi sto un po’ rilassando, dato che purtroppo non possiamo andare in tour, ma va molto bene!
Vedo che sei di Savona!

Si, sono di Savona! La conosci?!

Si, si trova in Liguria se non sbaglio.

Si! Come fai a conoscerla?!

Esiste un vino rosso di quelle parti, si chiama Rossese! Molto buono, come tutti i vini italiani in generale! (ride)

Oh wow, incredibile, grazie! Dunque, cominciamo con il parlare della vostra band. Da anni proponete un sound che si discosta molto dai classici canoni metal. In un vostro unico brano si possono trovare una miriade di influenze provenienti da quasi ogni genere. Da cosa nasce l’idea di proporre queste sonorità particolari? Quali sono le vostre più grandi ispirazioni?

Penso che noi siamo tutte persone con un’ampia gamma di gusti musicali differenti. Ovviamente Elize ha influenze molto diverse rispetto al nostro bassista Johan, che ascolta musica punk, ma sia io che Elize amiamo la musica metal e siamo cresciuti con essa, quindi di fatto questa è la nostra base. Elize ha anche molte influenze di musica dance e pop. Ma anche a me piace questo tipo di musica perché comunque credo che il songwriting e la produzione siano molto buoni.
Quindi io ed Elize scriviamo praticamente tutta la musica ma anche gli altri membri della band propongono le loro idee. Tutti quanti nella band ascoltano stili musicali totalmente differenti ed è molto bello cercare di inserire tutte queste diverse influenze nella nostra musica.

Ora una domanda sull’ultimo album, “Manifest”. Arriva in un periodo molto negativo per il mondo della musica, soprattutto quello della musica dal vivo. Come è stata fatta la scrittura e come sono stati registrati i brani nonostante le difficoltà logistiche legate alla pandemia?

Beh, considerando quanto sia andato male tutto, siamo stati piuttosto fortunati all’inizio dell’anno perché siamo riusciti a fare l’intero tour con i Sabaton tra la metà di gennaio e la metà di febbraio, anche se stavamo già iniziando a sentir parlare del casi di metà febbraio a Milano e abbiamo avuto un po’ paura di dover interrompere il tour. Dopo il tour abbiamo avuto circa un mese e mezzo per finire le registrazioni dell’album ed è stato proprio in questo periodo che abbiamo iniziato a renderci conto di quanto stessero andando male le cose nel mondo. Solo un paio di giorni prima che dovessimo partire per la Danimarca, il nostro batterista ci ha chiamato e ci ha detto che stavano per chiudere il confine il giorno dopo, quando dovevamo registrare l’album. Quindi abbiamo dovuto preparare i bagagli e imballare le attrezzature molto velocemente per partire alle 6.30 del mattino e passare il confine appena 40 minuti prima che lo chiudessero. È stato tutto un po’ caotico, ma una volta iniziato a registrare siamo stati in “isolamento”, sai, molte persone hanno dovuto fare la quarantena ma quando decidi di registrare un album musicale passi tutto un periodo in una specie di quarantena, o almeno ha sempre funzionato così con noi.

E per quanto riguarda le difficoltà personali, sono stati mesi difficili anche per voi?

Eravamo molto impegnati con la realizzazione dei video per l’album, le sessioni fotografiche, i promo e stavamo anche facendo interviste quindi eravamo veramente pieni. Avremmo dovuto fare un tour negli Stati Uniti all’inizio di agosto e avremmo anche dovuto iniziare il nostro tour europeo all’inizio di novembre. Ora che abbiamo meno lavoro da fare con l’album, iniziamo a sentire un po’ di più quanto siano diverse le cose oggi.

“Manifest” rappresenta forse il punto più alto che la band abbia mai raggiunto sino ad ora. Con la vostra ultima formazione sembra che siate riusciti a trovare un perfetto equilibrio, è forse questo lo stato più maturo che la band abbia mai avuto?

Si, assolutamente. Ovviamente ci sono stati un paio di cambi di formazione ma, sai, abbiamo trascorso la maggior parte degli ultimi dieci anni in tour e, quando trascorri così tanto tempo viaggiando insieme, conosci in diversi modi i membri della band, quasi meglio della propria famiglia! In un certo senso possiamo crescere insieme, abbiamo iniziato ad andare sempre più nella stessa direzione con gli ultimi due album. Anche se non abbiamo litigato, non è mai successo niente del genere, penso che ora siamo molto più confidenti e sicuri di come dovrebbe essere il sound degli Amaranthe ed è proprio questo quello che stavamo cercando di ritrarre con l’ultimo album, dove abbiamo capito come dovrebbero essere gli Amaranthe nel 2020. Penso sia stato decisamente un processo di maturazione.

Ok Olof, adesso toglimi una curiosità: come mai il brano “BOOM!1” riporta il numero 1 dopo il primo punto esclamativo?

Sei uno dei primi che me lo chiede! (ride) Quando stavamo registrando con Nils e GG6, il growler, stavamo scrivendo il titolo del documento e Nils ha digitato molto velocemente e ha scritto “1” al posto del punto esclamativo, questo perché il tasto si trova sulla stessa posizione nella tastiera. Ma penso però che sia molto bello così, dà l’impressione che qualcuno stesse scrivendo molto arrabbiato e velocemente, per questo lo abbiamo lasciato così.

E, parlando sempre di “BOOM!1“, ho letto recentemente nel booklet del CD che il growl femminile è fatto da Heidi Sheperd (Butcher Babies), giusto? Perchè inizialente ero convinto che fosse di Elize, il che mi ha fatto pensare a possibili canzoni future con qualche suo growl/scream. Potrà mai succedere?

Beh, in realtà è proprio Elize che fa la piccola parte in growl! Dice: “Hey, let me try it” e poi fa la parte “Boom” in growl. Heidi ha fatto solo la parte parlata, questo perché siamo molto amici con le Butcher Babies, abbiamo anche fatto un tour con loro nel 2015. Il fatto è che stavamo facendo un sacco di demo per gli ultimi tre album e molto spesso capita che Elize faccia delle parti in growl nei demo. Per esempio nella canzone “Drop Dead Cynical” stava effettivamente facendo la parte growl nella demo. Quindi chissà, un giorno forse farà più parti in growl!

Quindi se proporrete, come spero, “BOOM!1” in live, la parte growl femminile la farà Elize?

Questo non lo so ma dobbiamo parlarne! Comunque lo spero, e una cosa che posso dire con certezza è che suoneremo sicuramente “BOOM!1” dal vivo. È decisamente quel tipo di canzone da live soprattutto se possiamo suonarla nei festival con fiamme, fuoco e cose del genere. Sarebbe perfetto! E posso anche dire che tra un paio di settimane ci sarà anche un video davvero fantastico per la canzone.

Grandioso! Ora dicci un paio di pregi e difetti per ogni membro della band, te compreso.

Allora, potrei dire per me stesso che sono abbastanza bravo nello scrivere canzoni (ride) e nel spronare questa band in molti modi diversi! Purtroppo però, a volte, quando dobbiamo andare in aeroporto o incontrare persone sono un po’ in ritardo, questo è uno dei miei difetti!
Elize sicuramente è una fantastica songwriter come una fantastica cantante e un’ottima amica, ma a volte tende ad avere problemi nel prendere decisioni! Cosa mangiare, che tipo di vino prendere, che titolo scegliere per quale canzone, questo tipo di cose.
Per quanto riguarda Henrik “GG6” , vediamo, è un ragazzo molto divertente, gli piace festeggiare che è sia uno dei suoi pregi che uno dei suoi difetti perché, a volte, il giorno dopo uno spettacolo può essere molto… stanco! (ride)
Parlando di Nils, è un cantante fenomenale, un ragazzo molto colto e anche molto intelligente e per quanto riguarda uno dei suoi punti deboli, beh, capita che magari sia un po’ introverso, quindi a volte dobbiamo tirarlo fuori dal guscio!
Poi abbiamo Morten, che oltre ad essere un fantastico batterista è anche estremamente bravo con tutti i tipi di sollevamento pesi e con la ginnastica in generale, lui è un personal trainer istruito e quindi ha sempre bisogno di mangiare ogni ora più o meno.
Infine Johan, un ragazzo fantastico, ha un talento assoluto per la vela, non molte persone sanno questo! Come difetto direi che ascolta troppa musica punk per i miei gusti! (ride)

Quante ore lavorate al giorno per il progetto Amaranthe solitamente e come impiegate queste ore lavorative?

In realtà dipende molto! A volte un po’ di più e a volte un po’ di meno, ora per esempio con la situazione del Covid-19 ci sono stati due o tre giorni della scorsa settimana in cui non ho fatto niente oltre che qualche mail qua e là. Tipicamente con un’intera band in studio o in tour, sai, dipende da come definisci il lavoro perché quando ti svegli la mattina e ti prepari per fare uno show lo stesso giorno non hai molto tempo libero perché ci vuole molta preparazione mentale e cose del genere. Quindi di solito, escludendo il periodo Covid-19, siamo sempre impegnati tutto il tempo.

È capitato che si siano presentati dei momenti difficili all’interno della band? Come siete riusciti a superarli?

Oh sì, per esempio quando sia Andy che Jake se ne sono andati, in quel momento ci siamo un po’ spaventati perché avevamo fondato la band insieme e quando qualcuno se ne va è sempre un po’ come quando si rompe una relazione. Continuate a rimanere amici ma questo cambierà comunque le dinamiche della band. Entrambe queste volte abbiamo superato i momenti difficili incontrando e integrando nel gruppo nuove persone fantastiche.

Quali sono i cambiamenti che il mercato musicale ha portato negli ultimi anni secondo te?

Beh, pensando allo streaming per esempio o al mercato digitale online, penso che sarebbe stato difficile per band come gli Amaranthe crescere rapidamente senza di essi. Già con la prima demo rilasciata su Myspace nel 2008 /2009 siamo riusciti a raggiungere molte persone in un brevissimo lasso di tempo. Se fossimo stati negli anni ‘90 saremmo dovuti andare dalla prima etichetta discografica e cercare di convincere l’etichetta che avremmo potuto vendere con quello stile musicale heavy metal combinato con la musica pop e dance. Penso sia stato molto utile per gli Amaranthe anche, per esempio, durante questa pandemia. Se se non fosse stato per Spotify probabilmente non avremmo potuto lavorare, invece ora stiamo ottenendo un buon supporto finanziario proveniente da queste piattaforme streaming.

Qual è stato il momento più bello che hai vissuto con gli Amaranthe?

Oh, in realtà ne sono passati molti! Dipende un po’, penso ad esempio alla prima volta che abbiamo suonato in un palco molto grande quando gli Amaranthe erano in Giappone al Loud Park Festival, nel 2011. Era uno spettacolo al coperto di fronte a 50.000 persone, sai, dopo poche settimane dal primo album, quindi è stato pazzesco, un grande passo avanti. Ma di recente, quando abbiamo pubblicato l’album “Manifest”, abbiamo avuto i migliori numeri come vendite e streaming settimanali di tutta la nostra carriera, il che è stato fantastico per noi! Ci sono molti alti e bassi ma la maggior parte di loro sono alti per adesso!

Sono rimasto incantato dal tuo matrimonio ripreso per il video di “Endlessly“, oltre che farti le mie congratulazioni vorrei chiederti: cosa posso fare per avervi come ospiti al mio? Lo voglio identico, cazzo!

Beh facciamo così: mandami un invito, se io e mia moglie potremo venire ad un matrimonio ligure, lo faremo! (ride)

Oh wow, lo farò, stanne certo!

Non vedo l’ora!

Ti è mai capitato di venire in Italia unicamente per fare delle vacanze? Dove sei stato e cosa ti è piaciuto?

Parlando giusto di matrimoni, io e mia moglie siamo andati in Toscana per la nostra luna di miele! Mi piace visitare i maggiori luoghi di interesse durante i tour ma con lei siamo andati in questo piccolo paese chiamato Poggibonsi e abbiamo alloggiato in un antico castello del XII secolo chiamato Castello di Badia, assolutamente fenomenale! Oltre a questo, sono stato in vacanza a Venezia e due volte a Firenze quindi sì, principalmente in Veneto e Toscana, e ovviamente anche Roma! Le cose che preferisco dell’Italia… sai, tutti menzionano l’architettura, il vino, il cibo… ma dietro tutte queste cose ci sono anche le persone. Solitamente gli italiani sono molto aperti, molto gentili e davvero amichevoli!

Oh, grazie! Ora, potresti spiegarci il simbolo degli Amaranthe? Intuisco sia una “A”, ma c’è qualche significato particolare dietro, o è semplicemente una scelta stilistica?

Di base si tratta di una scelta estetica, ma il motivo per cui voglio che sia un po’ più di quello è la “piramide ad A” che rappresenta anche il concetto degli Amaranthe con i suoi tre cantanti con tre tipi di canto diversi.
Puoi vederlo anche nel disco precedente che ci sono molte piramidi, anche nell’album “Manifest”, quindi è questo il duplice significato: la “A” sta per “Amaranthe” e la piramide rappresenta il numero tre.

Oltre la musica, quali sono le tue più grandi passioni e quelle degli altri ragazzi?

Amo cucinare, in generale sono molto portato, soprattutto nella cucina italiana e francese.
Oltre a quello, mi piace molto la storia, la pittura, scrivere poesia e un sacco di cose che ora forse ho tempo di fare in questo periodo vista la pandemia.
Gli altri ragazzi invece, vediamo. Morten ama fare ginnastica e giocare ai videogiochi, a Niels piace viaggiare molto ma probabilmente non potrà farlo al momento, anche a lui piacciono i videogiochi. A Henrik invece piace fare karaoke in un rock bar di Stoccolma, per divertimento gli piace fare questo quando ha tempo. Elize adora andare nei ristoranti, bere del buon vino e ovviamente è una grande fan dei vini italiani! Johan come detto prima ama la vela ed è appassionato di tatuaggi e la loro cultura, si è fatto un tatuaggio sul collo proprio oggi!

Con quali altri artisti ti piacerebbe collaborare all’interno di un progetto degli Amaranthe?

Credo che una collaborazione Rammstein-Amaranthe possa spaccare i culi! Il sound dell’elettronica dei Rammstein è uno dei miei preferiti di sempre.

Se potessi scegliere di suonare da co-headliner con una band, quale sceglieresti?

Direi con Rammstein o Metallica. Sono fan dei Metallica da quando avevo 6-7 anni. Non li ho mai incontrati di persona. Avremmo dovuto suonare con loro un paio di anni fa, ma hanno cancellato la data, avremmo dovuto suonare lo stesso giorno al Graspop Metal Meeting, rimasi deluso dalla notizia.

Sono convinto che la musica con il passare degli anni si evolva ed è giusto che sia così. Voi sicuramente con il vostro sound molto moderno portate una ventata d’aria fresca in ambito metal, questo però non è sempre apprezzato dai più nostalgici del classico metal anni ’80. Dai tre buoni motivi a questi “puristi del metal” per ascoltare gli Amaranthe.

Per prima cosa, è metal dopotutto! E alla prima risposta posso aggiungere che il metal si è sempre evoluto nel corso della storia, se il metal non si fosse sviluppato dalla sua nascita ogni band suonerebbe come i Black Sabbath e nemmeno ai grandi puristi piacerebbe questo.
La seconda ragione è che siamo una band divertente da ascoltare e rappresentiamo l’intrattenimento, non devi essere sempre serio o depresso solo perché ascolti musica metal.
Terzo ed ultimo motivo è che siamo anche, dal mio punto di vista, una live band molto divertente anche se ad alcuni può non piacere la nostra musica. Ho sentito persone dirci: “Non mi piace la musica ma è stato uno spettacolo davvero divertente da vedere!”.

Quale giovane band consigli di scoprire agli amanti del rock/metal?

Mi piacciono veramente tanto i Dynazty, il loro ultimo album “The Dark Delight” è forse uno dei migliori dischi dell’anno, con il nostro Nils Molin alla voce. Consiglio veramente questa band a tutti, non solo perché canta Nils ma perché mi piace per davvero.

Grazie Olof per le tue risposte e per la tua disponibilità, auguro a te e alla band un buon proseguimento di successo con “Manifest”, sperando di vedervi il prima possibile sul palco!

Grazie mille! (in italiano) Ci vediamo al tuo matrimonio! (ride)

Non dimenticartene!

Non lo farò! Abbi cura di te e buona serata!