Credits: Annalisa Russo
Credits: Annalisa Russo

Ed ecco una nuova intervista. Ora facciamo quattro chiacchere con Andy Martongelli:

Innanzitutto grazie e un saluto a voi Arthemis da parte di tutto Metalpit.it, è un gran piacere ospitarvi sulle nostre pagine.

1- quindi partiamo subito con la domanda uno, forse un filino scontata: Come avete vissuto
questo nuovo tour con Gus G?
Lo scorso anno tour europeo con lui e ora quello italiano, cosa potreste dirci di più e di differente? Ricordate con piacere qualche altra band con cui avete condiviso queste date?

Andy: Ciao a tutti voi Metalheads!! Il tour con Gus G, mitico chitarrista di Ozzy Osbourne e Firewind, è stato spettacolare. Io e Gus siamo amici da 10 anni quando per la prima volta siamo stati on the road
per un tour Europeo che vedeva Power Quest (UK band dove ho militato per ben 4 dischi) , Firewind e Angra di Kiko Loureiro. E’ nata un’amicizia micidiale, siamo molto simili e carichi a mille allo stesso modo perciò era inevitabile
incontrarci di nuovo, ancora e sempre di più per invadere l’Europa con le nostre rispettive band. Tra GUS G Band e ARTHEMIS si è formata una vera e propria famiglia con puro spirito Rock’n’Roll, che include anche tutta la crew
e booking agency. E’ sempre come una grande festa e ne succedono di tutti i colori hahaha ce ne sono un sacco di storie da raccontare, non so nemmeno da dove iniziare….

2- Lo so che sembra una domanda sciocca, ma sovente mi è capitato di sentire artisti stranieri provare a dire qualche frase in italiano, a volte più stentato a volte più scorrevole, quindi: ma a Gus G avete insegnato qualcosa
del nostro idioma? magari non solo le parolacce ahah

Andy: …ehm..direi solo ed esclusivamente parolacce e frasi sconcissime! A noi interessava insegnargli solo quelle e lui stesso voleva imparare i classici dell’Italia volgare hehehehe

3- Avete fatto uscire nel 2014 “Live From Hell”, primo album live firmato Arthemis durante l’Hard Rock Hell VII in Gran Bretagna (N.d.A.), vi è stato un conflitto interno per decidere la scaletta e di conseguenza
la track list di questo album live o è stato più semplice e naturale?

Andy: Certamente! Non è cosa facile scegliere le songs da inserire in un live album, non è “mai” facile, soprattutto per una band come gli Arthemis, con un background discografico così ampio.
Sicuramente il titolo “Live From Hell” ci ha aiutati nella scelta. Volevamo dare prova al 100% dell’impatto sonoro e selvaggio che la band ha in sede live e di conseguenza abbiamo scelto gli episodi più
rappresentativi della nostra carriera e tutto ciò che rendeva al massimo per il pubblico, non solo quello britannico, ma di tutto il mondo. Un biglietto da visita infuocato per chi non ci conosce ancora
e allo stesso tempo per chi non ha occasione di vederci on stage; allo stesso tempo un bel ricordo, una foto musicale scattata in un determinato periodo di tempo che immortala gli Arthemis in un momento specifico del proprio
percorso musicale in continua evoluzione.

4- In generale, quali sono le motivazioni che vi hanno spinto a voler realizzare un album live?

Andy: La voglia di far sentire il “real deal”, ciò che veramente noi siamo e siamo in grado di trasmettere live; LFH è uno dei dischi più apprezzati da chi ci segue ed ha avuto un riscontro veramente sorprendente
anche per noi, qualcosa di inaspettato ma che allo stesso tempo, dopo aver calcato i palchi dei major festival e svolto tour in giro per il mondo, ti gratifica e spinge a fare sempre meglio. La cosa positiva della nostra
band è che non ne abbiamo mai abbastanza, vogliamo migliorarci costantemente, per noi e per chi ci ascolta e vede in sede live.

5- Credete che questo album possa far capire a chi non vi conosce sia come lavorate da studio e che approccio avete da live oppure è più da considerarsi come un “regalo” ai fans che vi seguono da quasi vent’anni?

Andy: Sì l’intento è proprio far capire che dal vivo non eseguiamo esattamente quello che abbiamo suonato in studio nel disco vero e proprio, ma che il Live è un momento unico e nel nostro live show si possono
trovare molte cose nuove, arrangiamenti, momenti unici che uno può toccare con mano solo in quel modo!

6- Potrebbe essere che a breve possa “nascere” un  “Live from Hell 2” oppure un “best of” degli Arthemis?

Andy: Ci stiamo pensando…non è una cosa impossibile, specialmente unendo le due cose.

7- Secondo voi quali brani i vostri fans preferiscono sentire da live? E quali, so che è difficile, preferite voi suonare on stage?

Andy: Wow…bella domanda impegnativa dato che ognuno nella band ha gusti musicali simili ma allo stesso tempo diversi, quindi le possibilità di scelta di ciò che suoneremmo noi più volentieri sono infinite.
In realtà comunque Scars On Scars, Vortex, Still Awake, Metal Hammer, Home, 7 Days…sono canzoni che amiamo suonare e che arrivano al pubblico spontaneamente, sia per noi che per loro!

8- Domanda particolarissima, visti i vostri trascorsi live, con chi risuonereste? E con chi nella storia della musica vorreste duettare (anche artisti del passato oramai non più tra noi)?

Andy: Ce ne sono un sacco, veramente. Direi che i Megadeth sarebbero una delle prime della lista hehehe nel 2014 abbiamo suonato sul main stage di Bloodstock Festival (Derby – UK) in apertura a Megadeth, Saxon, Amon Amarth
e per noi sia Saxon che Megadeth rappresentano una grande fonte di ispirazione. Ma sarebbero veramente molte le band da nominare. Personalmente, duettare con Dimebag o Randy Rhoads sarebbe per me epico, ancor di più
con Y.J. Malmsteen. So che Fabio D (voce) duetterebbe con David Coverdale, JT (Basso) con Billy Sheehan sicuramente e Kekko (drums) con Neil Peart, batterista dei Rush.

9- Dagli albori ad oggi è cambiato qualche cosa come approccio complessivo? sia in fase compositiva che nel portare la vostra musica su un palco.

Andy: Ci siamo evoluti e siamo in continua evoluzione di sicuro. Non vogliamo mai ripeterci troppo, vogliamo aggiungere sempre quell’elemento di sorpresa a tutto ciò che facciamo quindi prossimamente ne vedrete delle belle.

10- Una domanda d’attualità: Cosa secondo voi penalizza maggiormente la scena italiana rispetto a quella europea e a quella mondiale?
Rimanendo in tema, cosa vi sentite di consigliare a chi in ambito “underground” e vorrebbe fare il salto di qualità?

Andy: La scena Italiana vanta alcune tra le migliori bands in assoluto nel panorama mondiale e non ho paura di dirlo con estrema certezza. La cosa che manca talvolta sono le risorse effettive che abbiamo per poter emergere
anche nel nostro stesso paese ma più di quello manca il coraggio di spingersi oltre, di fare sacrificio veramente per quello che si dice di amare alla follia in campo musicale. Ci vuole dedizione, sacrificio, pazienza
e forza di spirito costante e non bisogna mai perdere un singolo giorno, ma non tutti sono disposti ad arrivare lì perchè c’è troppo da perdere, troppe comodità, abitudini andrebbero perse. Ecco dove sta il problema talvolta.

11- Cosa dobbiamo aspettarci dagli Arthemis nel futuro?

Andy: Molte cose, più di quanto abbiamo mai dato al nostro pubblico, stiamo lavorando per Voi!….per il momento è tutto in fase di completamento, ma tenetevi informati sulla nostra pagina facebook ( Arthemis Official Page )
e sul nostro sito ufficiale www.arthemisweb.com , ci siamo quasi!

Bene, le domande sono finite. Quindi vi ringraziamo e vi diamo libero sfogo, volete aggiungere qualunque cosa?

Andy: Hey metallers! Grazie mille per aver dedicato il vostro tempo a leggere questa intervista! Verremo nella vostra città e vogliamo vedere del sano headbanging ad ogni concerto!
Tenete d’occhio il nostro sito web www.arthemisweb.com …ci sono grandi news in arrivo! Stay tuned, stay Metal!
…Grazie mille Metalpit!
Andy Martongelli (ARTHEMIS)

Credits: Annalisa Russo
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