DaRKRam è lo pseudonimo dark del musicista Ramon Moro, trombettista attivo da venti anni in ambiti jazzistici, che grazie al dono della sua grande improvvisazione ha messo la sua arte all’interno di molteplici arti visive e teatrali. Ciò che lo ha portato a creare questo nuovo progetto è l’immensa voglia di dare al pubblico molto di più di ciò che ci si possa aspettare. Cercare di creare qualcosa di diverso e vedere fin dove ci si può spingere sia nel pensare un suono del genere, sia nel vedere fino a che punto verrà capito.

Come è nato “Stone and Death”?

Un giorno mi son trovato ai piedi di una grande frana, in alta montagna, si riconosceva esattamente il percorso di questi enormi massi ora incastonati perfettamente. Mi sono sentito veramente piccolo e ho iniziato ad avere brutti pensieri, tipo essere sommerso da una valanga di pietre, devastazione totale, essere travolto e sepolto. Poi risvegliarmi dopo settant’anni in un mondo di pietra e pian piano ritornare a vivere, con una missione, accogliere le anime che non si meritano di stare al mondo, accatastarle, fare ordine e pulizia.

Dove hai avuto modo di far nascere musicalmente “Stone and Death”?

Ho registrato in un open space con quattro amplificatori in linea portati all’ estremo, collegati alla mia solita pedaliera di effetti, praticamente un quartetto di amplificatori ognuno dei quali reagiva in modo diverso ai miei input, solo con tromba e flicorno.

Hai qualche musicista/compositore in particolare che ti ha ispirato ?

Ho registrato prima solo un grande magma profondissimo improvvisando totalmente, poi dopo mesi di ascolto ho composto dei riff e delle linee melodiche che ricordano molto temi di Sostakovic, Wagner e musica classica in generale che io adoro. Poi il mio tecnico Claudio Tortorici ha mixato e definito il tutto.

Nonostante “Stone and Death”sia un lavoro strumentale/ambient, hai scritto qualche testo che ti aiutasse a dar vita a uno scenario in particolare per la composizione delle tracce? 

Poesie dark, molte poesie dark, praticamente la storia del mio viaggio sommerso dalle pietre. Ho deciso di tradurlo in sei lingue e ho quindi pubblicato l’album in 66 copie, un mediabook con artwork, testi e cd finale, una sorta di breviario in pelle nera, molto elegante. L’artwork è stato realizzato da un grande artista/fotografo, Gianni Ferrero Merlino, ha affumicato dei vetri e poi li ha applicati sul mio volto: l’effetto è stato spaventoso e di grande impatto, come la copertina dell’album.

Hai intenzione di portare il tuo album dal vivo?

In questo momento sto cercando di portare il mio album in sede live, ricercando delle cornici suggestive che si sposino bene con il mio concept. In particolare luoghi come castelli, chiese sconsacrate, grotte ecc.

In conclusione, “Stone and Death” e lo stesso DarKRAm non vogliono essere solo delle espressioni musicali oscure, bensì un riallacciare la musica a delle immagini ben precise. 
Come si suol dire “l’una al passo con l’altra”, e se anche le immagini immortalano ciò che la musica vuol trasmettere, allora non chiudete gli occhi per catapultarvi nel suo sogno oscuro, ma teneteli ben aperti… perché sarà direttamente DaRKRam a guidarvi !