Chi non conosce Maurizio Iacono, fondatore e ideatore di Kataklysm ed Ex Deo?
Un personaggio, questo è certo, il quale mi ha gentilmente invitato a scambiare quattro chiacchiere nel suo tour bus. Abbiamo iniziato parlando un po’ in italiano ed è così che ho potuto apprezzarne la perfetta grammatica e l’accento meridionale. Dopo aver rotto il ghiaccio ho acceso il registratore ed iniziato l’intervista. Ecco le sue risposte per i fan degli Ex Deo e per i seguaci di MetalPit!

English version


Quanto bene conosci l’Italia? Perché sei così attaccato a questa terra?

Beh, il mio sangue è italiano. Mia madre e mio padre sono nati in Italia. Mia madre è di Bari e mio padre di Catania… quindi mi sento legato al Sud, e parte della mia famiglia si trova a Ravenna. Ci vado parecchio, provo a raggiungerli almeno due volte l’anno. Ho diciannove cugini, sai, la famiglia è laggiù, sono praticamente tutti lì… Fin da quando ero piccolo, sono cresciuto come italiano, anche se ho vissuto in Canada per molti anni e ora vivo negli Stati Uniti. Mia madre e mia nonna condividono la stessa tradizione: a casa mia la domenica in tavola c’è la pasta, il venerdì non mangiamo la carne… tutte queste cose! Quindi sì, ho un forte attaccamento.

Cosa ti piace dell’Italia e… cosa non ti piace?

(Ride, NdR) Dunque, la cultura non si tocca! La storia non si tocca! Il modo di vivere è il migliore al mondo. Come ho detto, la cultura non si tocca, dal Nord al Sud. Secondo me è il Paese più bello del mondo. Cosa non mi piace? Certo, non mi piace la politica in Italia: avere tot primi ministri in 60 anni è decisamente… troppo. Questo è il problema principale. Ognuno agisce per se stesso invece che per la gente e poi pare ci sia ancora questo conflitto tra Nord e Sud, con cui non sono affatto d’accordo. Per me, l’Italia è tutta Italia. Per me, l’Italia è tutta l’Europa! Sai, con l’Impero Romano e così via… (ridiamo)

Ah ok, vuoi espanderti!

Davvero, è così una bella cultura… come ho detto, tutta l’Italia è bella, c’è qualcosa di veramente buono al Nord e qualcos’altro al Sud. E le due parti insieme insieme fanno l’Italia.

Hai citato l’Europa … Cosa pensi dell’Italia nel contesto dell’UE?

Guarda, se l’Italia tornasse alla Lira, sarebbe un vantaggio per il mercato interno, con più scambi e molti posti di lavoro che arriverebbero in Italia. Ma la Lira non varrebbe nulla e poi sarebbe difficile uscire dal Paese per tutti gli italiani (guardandomi sapendo che mi sono trasferita in Austria, scoppiamo a ridere, NdR). Mi piacerebbe viaggiare ovunque… Quindi alla fine sarebbe davvero difficile. Basta guardare il caso della Polonia: sta diventando molto più forte con l’UE. Un sacco di posti di lavoro vengono spediti lì perché c’è manodopera più economica, ma non so se sarebbe una buona cosa per l’Italia in generale. Potrebbe essere, ma a parte questo, penso che sia una buona idea avere un’unione con tutti… Mi piace l’idea dei “confini aperti”, specialmente come musicista perché non devo fermarmi in ogni Paese. In Europa c’è un Paese nuovo ogni due-tre ore, e se dovessi fermarmi ogni volta e dare i passaporti… no, non esiste! Ovviamente, nulla è perfetto. Ma non posso dire di essere contro l’Unione Europea. Certo, sarebbe meglio essere meno controllati da Francia e Germania, forse un po’ più flessibili per dare una possibilità a tutti. Perché non tutti i Paesi sono trattati allo stesso modo e non è giusto. Questa è la mia opinione… ma cosa ne so della politica?

Più di quanto pensi, evidentemente! Ma hai menzionato la Polonia… e questo mi porta alla prossima domanda: l’argomento è il contenuto della musica metal e il fatto che ormai da alcuni anni il mercato è dominato da tematiche riguardanti tribù vichinghe e slave. Tu hai iniziato a fare qualcosa di diverso e hai voluto sottolinearlo. Con quanto successo, secondo te?

Sai, sono molto ambizioso… e questo può essere un vantaggio e uno svantaggio. Ho iniziato pensando subito di realizzare qualcosa che riprendesse la Storia romana, perché non tutti hanno radici vichinghe, sai… ok, mi piace ascoltare alcune di queste band, come Amon Amarth, Ensiferum e così via, ma non ho attaccamento a questa cultura! E poi noi latini siamo milioni, tra Sud America, Spagna, Italia, Francia… e persino in Inghilterra andiamo forte: sai, l’Inghilterra era sotto le regole romane – Londra si chiamava Londinium – e il pubblico capisce questa connessione storica. Ma non lo faccio solo per quello, anzi è solo un piccolo elemento, più che altro per me il soggetto storico romano si adatta perfettamente al Metal, c’è quel che di brutale, duro, oscuro… E poi la gloria degli Imperatori ed il tema della ribellione… Inoltre mi piace esplorare anche le idee filosofiche.
Certo, lo faccio anche perché sono italiano. Ed è divertente perché sono cresciuto ascoltando e guardando programmi sull’Impero romano in TV, e venivano rappresentati come i cattivi per eccellenza… fondamentalmente a causa di Gesù, infatti i film più popolari venivano trasmessi durante la Pasqua, quando il focus principale era sulla Crocifissione. In famiglia abbiamo avuto uno strano rapporto con le nostre radici: da un lato c’era questo, e dall’altro lato eravamo orgogliosi delle origini romane per aver civilizzato il mondo conosciuto. Quindi non c’è stato solo il lato negativo, anche se naturalmente avvenivano cose brutte come in ogni popolazione, ma allo stesso tempo abbiamo esportato e creato la democrazia con i greci, così come abbiamo invaso e inventato anche dittature e terribili forme di potere… ma è così che abbiamo dato il via al concetto odierno del mondo, che può essere sia grande che caotico. E poi pensa al fatto che avevamo i bagni quando nessuno li aveva, come pure le strade per collegare il mondo… non pensi che sia qualcosa di incredibile? Dovremmo essere orgogliosi della nostra storia. Le persone cercano di mettere questa etichetta nera su tutti per catalogare qualcosa come “malvagio” o “cattivo”, ma per me… sai, ho esplorato di più il mondo dell’Impero Romano e me ne sono innamorato. Per quanto sanguinoso, era romantico allo stesso tempo.

Sembra che tu sia più consapevole del passato italiano rispetto agli italiani stessi…

(Ride) Certo! Ad essere onesti, quando suono con gli Ex Deo in Italia è sempre lo spettacolo più strano. Se lo porto ovunque nel mondo lo amano, impazziscono per esso, come è capitato ad esempio in Inghilterra: la gente si è presentata vestita da romani, uno spettacolo incredibile con 800 persone di una forza incredibile!
Ma quando vado in Italia tutti sono come… (si guarda attorno attonito): eppure questa è la loro cultura e Storia! Quindi non sono sicuro di come lo percepiscano, sai? Certo, quando lo spettacolo finisce, sono tutti con quello sguardo come: “È stato grandioso!”. Ma si vede che hanno avuto difficoltà a capire qual è la loro cultura, forse perché tutto ciò che è stato distrutto nella Storia ad un certo punto risulta come disconnesso… e ci si vuole adattare ad altre culture e influenze… forse l’Italia è in questa fase.

Ah, non dirlo a me, che vengo da una regione che era sotto l’Impero austro-ungarico (Gorizia-Trieste) e abbiamo ancora bisogno di fare i conti con la nostra Storia locale… e intanto i secoli passano…

Ovviamente! So che ad un certo punto, dopo la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, il tuo posto fu ripartito da estranei che decisero cosa fosse qui e cosa là…
Lo so perché ho un amico nei Graveworm, lui è altoatesino, vicino a Innsbruck. Tu vai lì e tutti parlano il tedesco, sono austriaci. E ci sono gli italiani. Voglio dire, la Storia è complessa. Dobbiamo rendercene conto.

Però noto che hai avuto due date in Italia per questo tour, una a Milano e l’altra a Bologna. Roma non era in lista. L’ho trovato davvero interessante…

In primis perchè non siamo gli headliner, sono infatti gli Ensiferum a decidere dove andiamo. E poi penso che Roma non sia un terreno fertile per il Metal… non ancora per lo meno. Se saremo headliner con gli Ex Deo, potrei pensarci e mi piacerebbe farlo, ovviamente. Ci proverò, almeno. Sarebbe troppo speciale… Il mio piano è di creare un teatro, come se si stesse vivendo a Roma, con pilastri, colonne e così via… Ma ovviamente è molto costoso e si devono correre molti rischi. Per adesso sto tastando il terreno, anche se siamo in giro per dieci anni.

Hai detto che Roma è una scena difficile. Il tuo progetto sarebbe anche una possibilità di diffondere il Metal come concetto e genere?

In Italia? Mmm, l’Italia ama la discoteca, lo sai. È molto difficile realizzare progetti lì… nel Nord questa musica è più accettata, ma nelle aree del Centro-Sud è davvero dura, davvero pochi ci vanno… proverò a coglierne l’occasione, e farò magari un tour, ma non è così semplice come si pensa. In Spagna ci adorano, specialmente con quest’ultimo album perché parla di Cartagine e ha molto a che fare con la Spagna. Quindi ci sono così tanti concetti e idee da mettere in pratica… è il tempo che manca, non certamente le idee. Ad esempio, mi piacerebbe fare un video in un’arena o in un antico colosseo, potrebbe generare un certo interesse.

Anche dopo l’uscita di “Meditations”, il nuovo album dei Kataklysm, tu, comunque, avresti intenzione di andare avanti con il progetto Ex Deo. Sarà davvero gestibile? Due band, allo stesso tempo, due tour e così via?

Difficile, perché i Kataklysm continuabi a crescere ed anche gli Ex Deo dopo l’uscita dei primi due album hanno continuato inaspettatamente a crescere… ad un certo punto temo che sarà difficile da coordinare il tutto, ma ci proveremo o sceglieremo.
I Kataklysm sono davvero il nostro bambino perché tutto è partito da quello ed è quello con cui ci sentiamo più a nostro agio. Gli Ex Deo sono stati qualcosa di più pianificato, sono più il mio figlio e amo portarlo avanti, ma è chiaro per me che dobbiamo lasciare che sia la gente a decidere. Ma gli darò più tempo…

Anche perché hai fatto una pausa tra il secondo e il terzo album…

Dovevo… per motivi personali. Anche perché stavo per impazzire, avevo bisogno di un periodo di riposo. Pensa che questo tour dura sei settimane e siamo stati due settimane a Los Angeles e in Canada per provare per questo tour, quindi siamo fuori casa da due mesi… e anche quando tornerò, due settimane dopo avrò già quattro date negli Stati Uniti, per l’uscita del nuovo album dei Kataklysm. Poi è il momento dei festival e dovremo venire in Europa altre quattro volte…

Una sfacchinata… ma posso chiederti come vengono percepiti gli Ex Deo negli Stati Uniti e in Canada?

È più difficile negli Stati Uniti, in Canada li amano, amano l’idea. Abbiamo fatto il primo spettacolo lì prima di venire qui e c’erano molte persone. Gli Stati Uniti sono un Paese un po’ più “viziato”, abbiamo fatto solo un tour con i Septicflesh, i nostri amici dalla Grecia… il tour è andato bene ma è stato difficile perché non potevano etichettarlo immediatamente. Ma hanno colto il concetto, anche perché in un certo senso l’Antica Roma e lo stato attuale dell’America sono molto simili, si rispecchiano un po’…
Ma non ho mai spinto più di tanto gli Ex Deo in America, sono più concentrato sull’Europa. Ma l’Inghilterra è un buon indicatore, perché tutto ciò che funziona in Inghilterra funziona anche negli Stati Uniti e viceversa. In Inghilterra sta creando molto movimento e quindi forse negli Stati Uniti può venire fuori qualcosa… in questa situazione, si deve davvero studiare il mercato.

E comunque, verrai etichettato come canadese (Maurizio ride assertivamente). E c’è un punto di arrivo per gli Ex Deo? In tre album si può vedere che i pattern sono omogenei, ma musicalmente parlando quali sono le differenze? Cosa vuoi raggiungere?

Abbiamo tre diversi concept album… perché la storia di Roma è così grande, con mille anni di storia. Il primo era centrato su Romolo e la fondazione, con alcuni dettagli della vita di Cesare. Il secondo riguardava Caligola e il terzo prende in considerazione le Guerre Puniche. Quindi concettualmente per me sono radicalmente diversi l’uno dall’altro. Dove andremo a finire… ho delle idee, ma è ancora troppo presto per dirlo. Dipende molto da dove vorrò andare io. E voglio espandermi di più in un modo più filosofico. Amo molto gli Imperatori, i loro personaggi erano atipici e talvolta erano incredibilmente intelligenti e veri e propri intellettuali, mentre, dall’altra parte, ce n’erano di incredibilmente perversi e pazzi. Mi piace l’estremo di entrambe le parti che sono presenti anche nel Metal in generale.

Anche se va tenuto in considerazione che i loro insegnanti erano greci …

Sì certo, ma hanno preso le idee e vi hanno messo dietro un esercito! (Ridiamo entrambi rumorosamente) Si tratta di evoluzione, immagino…

E musicalmente parlando, quali sono state le grandi differenze tra i tre album?

Penso che quello prima di questo fosse un po’ più orecchiabile, quindi si tiene meglio a mente la melodia. Questo nuovo album è più un unicum, l’intero album è una storia, quindi devi suonare le canzoni una dopo l’altra perché stiamo parlando dell’infiltrazione di Annibale nella penisola italiana con elefanti… non si può sezionarlo, è più una narrazione continuativa. Il prossimo sarà di nuovo più accattivante, con canzoni che rimarranno nel cervello.
Comunque il terzo è stato incredibile per noi, abbiamo venduto molto e avuto riscontri positivi… ma tutti gli album hanno un sapore diverso, non si può suonare sempre la stessa cosa.

Un’ulteriore domanda basata su questioni culturali: hai suonato così anche con Septicflesh, Nile e altre band. Sono anch’esse molto radicate nella cultura da cui provengono. Cosa ne pensi delle band che invece non appartengono ad una particolare cultura e tuttavia ne prendono i suoi archetipi come fonte d’ispirazione?

In verità non importa da dove vieni, ti porterai sempre dietro un po’ della tua educazione e delle condizioni in cui sei vissuto. Sono condizionato perché sono cresciuto con genitori italiani, tutto il tempo assieme alla famiglia, con le tradizioni che si sono portati dietro. Sì, certo, si sono adattati al Paese che li ha ospitati, ma hanno mantenuto la loro genuinità in casa.
Quindi penso che sia lo stesso per tutti. Hai menzionato Septicflesh e c’è così tanta storia in Grecia… c’è da andare fuori di testa, è la culla della democrazia! E poi i filosofi! Socrate e così via… vengono tutti da lì.
È qualcosa che non morirà, non importa ciò che le persone in qualsiasi tipo di cospirazione stanno cercando di fare per creare un mondo. Ci sono tuttavia regioni e in queste regioni sono successe cose. E non puoi eliminarlo.

Non si può quindi ‘mcdonaldizzare’ tutto …

Sì, infatti, puoi mettere l’ambasciata degli Stati Uniti – o come li hai chiamati, McDonald’s – in tutti i Paesi… ma non puoi cambiare le radici dei luoghi. Per me, è importante preservarli. Alcune persone si oppongono a questo punto di vista. Certo, tutti sono uguali, ma noi abbiamo la nostra cultura. Quando vado in Spagna, voglio vedere la Spagna… non la Germania. E quando sono in Austria, voglio mangiare una Wiener Schnitzel. Non vorrei che questo cambiasse. Amo quando sono in tour e posso esplorare cose diverse.
Ora sembra più come dici tu, che il mondo vuole etichettarti anche se tu ti percepisci come questo e quello. Ma rimango coerente con ciò che ho detto: Colosseo e persone che parlano italiano in Italia, cose ceche in Repubblica Ceca… e così via. Questa è la bellezza del mondo: i colori. Non voglio un mondo solo bianco o solo nero.

E pensi che sarebbe possibile imporre un solo colore?

Ci stanno provando con tutte le loro forze. Internet non aiuta, perché a mio avviso sta rendendo il mondo molto piccolo. Il mondo era molto più grande. Quando ero bambino, sognavo di andare su un aereo e viaggiare in Europa o in Sud Africa o altrove… Mio padre mi diceva: “Se scavassimo una buca qui, saremmo in grado di raggiungere il Giappone!” Ero così eccitato… potevo sognare. Ora navighiamo con internet e… ci siamo già, in un altro luogo.
Certo, ci sono molti vantaggi, come connettere il mondo e così via, ognuno poi ha una voce… ma i lati negativi rendono il mondo piccolo. Questo sta eliminando la possibilità di sognare ad occhi aperti. Almeno possiamo ancora toccare con le nostre dita, prima di diventare dei robot!

Un’ultima domanda sulla tua vita e attività, tornando al tema della tua italianità… hai avuto una pizzeria, giusto?

Sì, a Chicago. Sono infatti 15 anni che vivo negli Stati Uniti. Ho avuto il ristorante per tre anni e poi ho dovuto chiuderlo perché era troppo difficile per me seguirlo. Avevo un partner, ma ero sempre in tour. E quando tornavo non riuscivo a riposare e dovevo andare direttamente al ristorante. Lavoravo sempre. Non avevo mai tempo per me. E ricordo quando tornavo a casa, sì, mio figlio era lì, ma non riuscivo nemmeno a vederlo, potevo solo metterlo nel mio ufficio a giocare ai videogiochi mentre lavoravo. Quello non ero io. Mi sono disconnesso in quel modo.
È stata una grande esperienza e molte band sono venute a trovarci, come i Disturbed, gli Hypocrisy, i Death Angel… era divertente. E abbiamo fatto il catering per l’Ozzfest a Chicago. Ozzy lo adorava: mi ha mandato una foto con su scritto “la pizza migliore che abbia mai mangiato”. Stavamo andando molto bene, eravamo tra i primi 5 a Chicago e stavamo iniziando a crescere nel Paese. Ma ho capito che non ero felice e l’ho venduto. Era troppo.

Certo, mio padre era un cuoco davvero bravo e avrei sempre voluto essere come lui. Ormai non è più tra noi, ma l’ho fatto per lui.
Sfortunatamente… il socio possedeva un altro ristorante con lo stesso nome. All’inizio, quando ha aperto, era in una zona fantastica. Ma i tempi sono cambiati e vent’anni dopo era in una zona davvero brutta. Però era popolare e ha fatto un sacco di soldi, così hanno deciso di rimanere lì. Ma un giorno sono stati derubati. Il mio amico ha cercato di proteggere i risparmi e l’incasso ed il ragazzo gli ha sparato, uccidendolo sul colpo. Sì, è stato condannato e così via, ma è stata una vera tragedia nella nostra comunità.
Ma sai, Chicago è Chicago… io vivo in periferia dove ci sono cavalli come nel Midwest. La città in sé è un posto incredibile, ma alcune aree sono davvero pessime, con spacciatori di droga e così via. Come in ogni grande città. La differenza è che in America hai le pistole.

Mi dispiace davvero per quanto è capitato. Posso solo immaginare cosa significhi.
Grazie mille per aver condiviso tutto questo con noi e per il tuo tempo…

Grazie a te e un saluto a tutti i lettori!

Subito dopo l’intervista, sono entrata allo Szene per assistere allo spettacolo di Ex Deo, che ho riportato qui.
Ho potuto chiacchierare anche successivamente con Maurizio, anche perché racchiude in sè la figura di tipico “italiano caloroso ed accogliente”. Inoltre, la sua competenza e sensibilità per gli eventi passati e la loro interconnessione con il presente hanno toccato la mia anima di storica e antropologa così tanto da non vedere l’ora di incontrarlo di nuovo davanti a una birra fresca.

Ubi cerevisia, ibi amici! You know!