Metalpit.it intervista i veneti Awake The Sun. La band Industrial Metal è fresca di uscita con “ The Barren Sleep” di cui potete leggere la recensione QUI nel nostro sito.

 

Vi auguriamo buona lettura!!!

MP: Innanzi tutto, benvenuti in Metalpit.it.

Giuliano: Ciao a voi e ai lettori!! Grazie per lo spazio che ci date e per il lavoro che fate per la musica metal underground e non.

MP: Come sono nati gli Awake the Sun?

Giuliano: L’embrione del progetto è nato credo almeno una decina di anni fa da un bisogno di sviluppare in
un modo diverso l’approccio alla musica quando ancora stavamo portando avanti il progetto
Ensoph. Il genere doom e affini è stato quello con cui mi sono approcciato al metal, la mia
prima band suonava doom, e ho sempre portato nel cuore queste sonorità.
Una volta messo in stand-by il progetto Ensoph per divergenze interne, era venuto il momento
di dare piena voce a questa idea e insieme con parte del Nucleo degli Ensoph, ovvero il
batterista Cristian (Xenos) e il tastierista Leonardo (Next sanctum), abbiamo imbastito la
prima incarnazione della band sotto il nome di “Die Wunde” reclutando da altre valide band che
conoscevamo per il loro lavoro la seconda chitarra Matteo (dalla band Cube) e Francesco al
basso (ex Argento) e infine Alberto alla voce.A quel punto abbiamo lavorato alla stesura di un demo
sviluppando le strutture dei brani del nostro attuale disco di debutto e non ti nascondo che è
stata una genesi molto lunga e travagliata per riuscire a capire come unire tutte le
sensazioni diverse che volevamo dare ai brani.
Giunti alla fine delle registrazioni ci siamo accorti che tante cose non funzionavano,
sopratutto la voce. Abbiamo fatto un processo severo di analisi e quindi abbiamo contattato e
convinto ad entrare bella band Nicola “Mel” che conoscevamo per il suo lavoro con la sua band
“Owl of Minerva”

Da qui è partito un lavoro di riarrangiamento e cesellatura dei brani per adattarlo alla
tavolozza di sfumature che la sua voce ci consentiva di sviluppare e che son sfociate in
THE BARREN SLEEP”

MP: Forse pochi sanno che siete tutti ex membri di bands ormai sciolte. Che eredità avete trasmesso al progetto Awake the Sun?

Giuliano: Come scrivevo prima venivamo dagli Ensoph, band che ha fatto del non omologarsi ad un genere e seguire il proprio istinto senza porsi limiti il suo vessillo. Credo che gli Awake The Sun
ereditino questo approccio alla musica. Seppur son cambiate le coordinate di partenza,
giocando su un substrato meno estremo, lo sforzo primario è di cucire nella maniera più
lineare e naturale possibile le diverse influenze che percepiamo dai nostri ascolti e dal
mondo. Non mi è mai piaciuto parlare di genere per la band ma piuttosto di un unico
denominatore comune sotto cui i brani crescono e si sviluppano. Certo è che poi l’aggiunta
anche dei nuovi membri ha portato un nuovo bagaglio di esperienze e dinamiche che ci è stato
utile per forgiare qualcosa che sia solo è al 100% Awale the sun!

MP: Un’ atmosfera di “latente malinconia” è quello che trasmette “The Barren Sleep” il
vostro primo full. Cosa vi ha dato ispirazione durante la stesura degli arrangiamenti e di
che trattano i pezzi?

Giuliano: I brani hanno avuto una genesi molto lunga, in parte son frutto di una inquietudine
emozionale che si è sempre agitata dentro di noi e chi ci spinge a ricercare un certo tipo di
feeling nelle letture, nelle visioni e nella musica quasi come cercare uno specchio per
poter bloccare questo tarlo che ci rode dentro.
In parte credo siano anche dovute all’amaro che ci ha lasciato dentro lo stop con gli Ensoph.
Vedere come si stava trasformando la scena musicale, sia a livello di opportunità che di onestà intellettuale e professionale, vedere rapporti di amicizia decennale naufragare e sogni e speranze sfumare. Questi son tutti elementi che ritroverete nello scheletro dei brani che compongono “THE BARREN SLEEP”

MP: “The Barren Sleep” titolo sicuramente interessante … “Il Sonno Sterile” che cos’è per voi ?

Giuliano: Ormai vediamo attorno una generale perdita di interesse verso quelli che sono gli ideali che hanno mosso per secoli l’essere umano, che sia un senso di appartenenza religioso o politico o di un movimento artistico. Sta prevaricando un senso di egocentrismo e di misantropia di intenti
che sacrifica la ricerca di una Fede e impulso alla ricerca interiore.
Questo è dovuto sia la massiva esposizione di input che il mondo globalizzato e
standardizzato ci impone, sia ad una progressiva perdita di speranza per il miglioramento
delle situazione di vita. Si perdono tradizioni e rituali e si livellano le differenze inducendo quello che è un sonno sterile della coscienza. Non più un momento di ritiro per rigenerarsi ma invece un abbandono verso un oblio dovuto all’apatia.

MP: In questo lavoro, come abbiamo detto, avete incrociato e fuso insieme moltissime esperienze
strumentali, tra le quali anche l’ uso di una voce più Rock. E’ stata una scelta ponderata o casuale?

Giuliano: La scelta dell’utilizzo di una voce pulita è stata fortemente voluta, abbiamo seguito
l’evoluzione del metal in tutte le sue forme e sinceramente trovo che il growl appiattisca
tutto nelle canzoni e non sia più sinonimo di sfogo di rabbia interiore anzi tante volte risulta alquanto
ridicolo.. per esempio trovo osceno il ritorno all’uso del Growl dei Paradise Lost (band
fondamentale nei mie ascolti) giusto ritornare nelle grazie dei metallari quando Nick Holmes con le sue liriche melodiche ha scritto pietre miliari del metal.. il growl tante volte è scelto come scappatoia per una voce poco funzionale. Con l’uso della voce “pulita” puoi esprimere altrettanta rabbia e sofferenza che con il growl/scream e allo stesso tempo declinarle in mille modi diverso

MP: Descrivi “The Barren Sleep” in 3 parole.

Giuliano: Introspettivo, possibilista e stratificato.

MP: A breve partirà il tour in cui sarete opener per i NOVEMBRE. In che date potremmo vedervi
on stage?

Giuliano: Al momento siamo confermati alla data di Torino con gli amici Alba di Morrigan. Sarà un vero
onore suonare ancora dopo più di otto anni con i maestri del metal melanconico italiano! Per noi è una grandissima occasione di visibilità e di metterci in gioco per portare la nostra musica a un pubblico che non ci conosce.

MP: Situazione Metal in Italia, sopratutto live. Come vedi il fattore affluenza, qualità e possibilità negli eventi organizzati da e per le bands nostrane?

Giuliano: La situazione è assolutamente critica. Le affluenze sono sempre più basse ed i numeri
di vendita esigui.. ormai internet si è rilevata un’arma a doppio taglio, dove da un lato da a
tutti la possibilità di proporre la propria musica e di farsi conoscere ovunque, ma allo
stesso tempo ha esponenzialmente saturato e livellato l’offerta. Colpa anche di label che non
fanno più di nessun tipo di selezione e prendono tutti per di racimolare i soldi per
sopravvivere. Una volta ci mettevi la faccia per emergere, dovevi andare ai concerti per incontrare chi come te amava il metal. Per conoscere nuove band e farti conoscere ora si fa tutto demandando ad una mail o ad una chat. Non c’è il sacrificio per ottenere le cose. Aggiungo che ormai tutti bene o male suonano o reclamano un ruolo chiave nella “scena”, trasformando il tutto in una guerra tra poveri per la poca visibilità disponibile… son rimasti ben pochi quelli che potremmo definire ascoltatori. Non ho soluzioni solo vorrei chiedere a tutti di fare un po’ di autocritica e cercare di essere onesti.Bisognerebbe ripartire dal concetto di amicizia delle band e di supporto reciproco.

MP: Domanca immancabile. Awake the Sun e il futuro. Che cosa bolle in pentola?

Giuliano: Ah qui apriamo un bel capitolo!!! Ci sono sempre mille idee e progetti, siamo già al lavoro sui
nuovi brani che saranno più particolari rispetto a “The Barren Sleep” approfondendo le parti
ambient/drone e post black e gli arrangiamenti “sghembi”, stiamo cercando di sviluppare un concept che avvolgerà sia l’aspetto musicale che visuale. Nel frattempo stiamo preparando un pezzo per una compilation tributo ai Therion e in fine a breve annunceremo i dettagli di alcune date in est Europa.

MP: Metalpit.it ti ringrazia per la cortesia. E ti lascia uno spazio se vuoi aggiungere qualcosa per i nostri lettori!

Giuliano: Amici non ponete limiti ai vostri ascolti, cercate ovunque quei “riflessi” che sentite che vi
appartengono, continuate ad ascoltare le numerose band che ogni giorno pubblicano qualcosa di
nuovo tra mille sacrifici economici e di vita. La scena in Italia contiene tantissime realtà
splendide che nulla hanno da invidiare all’estero! Date una possibilità alla nostra musica!

Grazie Metalpit!!! WE WILL AWAKE THE SUN! Giuliano & Awake the sun

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