Recentemente abbiamo recensito “Virtues of the Vicious” (recensione a questo link), interessante album di debutto dei Let Us Prey, che lascia ben sperare per il futuro della formazione. Abbiamo avuto anche l’occasione per intervistare Marc Lopes, cantante del gruppo e già conosciuto per la sua attività con Ross The Boss. Buona lettura!

Ciao Marc! Benvenuto su Metalpit! Come stai? Come gestisci la quarantena?

Ciao qui va tutto bene, grazie. Sono stato impegnato con la scrittura del nuovo materiale dei Let Us Prey, con i vari progetti di Ross the Boss e la gestione del mio business.

Oltre alla musica, quali sono i tuoi hobby e le tue passioni?

Adoro mangiare la pizza (sono alla ricerca eterna della migliore pizza del mondo), fare escursioni, stare all’aria aperta nella natura, allenarmi, viaggiare, cucinare, collezionare i Lego di Star Wars, guardare film e creare contenuti.

Quali sono gli obiettivi che ti sei prefissato tu con i Let Us Prey? Diciamo da qui ai prossimi 5 anni.

Voglio continuare ad espandere il suono, la scrittura e la visione dei Let Us Prey, registrare il più possibile e fare un tour ovunque sia possibile andare.

Durante questi tempi difficili immagino che i tuoi piani siano andati in fumo, ora che tutto ricomincerà, come ti comporterai?

Farò quello che ho sempre fatto, mi adatto e mi muovo di conseguenza.

Quando la pandemia sarà finita, hai in programma un tour con i Let Us Prey? Verrete in Italia?

In questo momento non c’è nulla di pianificato, purtroppo, è presto per dire in che direzione andrà tutto nel mondo della musica. Abbiamo comunque intenzione di metterci in viaggio il prima possibile e l’Italia è sicuramente nella lista delle tappe da fare.

Sei mai stato in Italia? Ti piace il cibo italiano o qualcos’altro del nostro paese?

Ho suonato in Italia diverse volte in tour con Ross The Boss e ho fatto una mini vacanza durante il tour per vedere gli Iron Maiden a Milano (ride). Sono ancora alla ricerca della migliore pizza italiana … quindi ho bisogno di aiuto per quando torno.

Parliamo del nuovo disco, come è stato composto e quando? Prima o dopo il Coronavirus?

Jon ed io abbiamo scritto il disco prima della pandemia semplicemente buttando giù le idee nei nostri studi finché non eravamo pronti a registrare…

Oltre alle band classiche come, suppongo, Judas Priest, Testament e In Flames, da chi hai tratto ispirazione per il suono che offri?

Oh dunque, ho tante influenze, ma direi Fear Factory, Darkane e Scar Symmetry per citarne alcune, qualcosa di oscuro, pesante, atmosferico e lunatico… qualunque cosa mi commuova in quel momento.

Parliamo dei testi, ti sei ispirato a film, libri, situazioni realmente accadute o sono completamente immaginari? Chi li ha scritti?

Scrivo io tutti i testi e sono anche il direttore creativo di tutti i nostri contenuti dal punto di vista visivo. L’ispirazione proviene da tutto quello che ho citato sopra, dai film, dai romanzi grafici e dalle situazioni personali del mondo reale.

Quali sono i generi musicali che ascolti abitualmente? Ad esempio, ti piace il blues, il jazz o il new wave, o forse solo l’heavy metal?

Oltre a vari generi di metal, di tanto in tanto metto un po’ di goth, industrial e pop new wave degli anni ’80.

Cosa pensi del mondo dell’heavy metal, del business di questo genere negli ultimi anni? Sto parlando di: social network, crowfunding via Internet, possibilità di caricare video su canali mondiali, ecc. E nei prossimi anni, come pensi che andrà?

Il business dell’heavy metal penso che da qui in avanti sarà diverso poiché l’intero business è in un grande sconvolgimento quindi chissà cosa succederà. Posso dire che il mercato dei tour sarà enormemente saturo non appena ci sarà permesso di tornare in tour normalmente (se questa si può ritenere una possibilità, a questo punto).
Lo streaming ha praticamente ucciso la possibilità di guadagnarsi da vivere con la musica registrata, secondo me. I formati fisici sembrano più una cosa nostalgica di questi tempi, il che è ancora fantastico, adoro concentrarmi anche sull’aspetto grafico e sui testi di vari album.
Sebbene sia incredibile avere le risorse per fare così tanto in modo indipendente ora come band a tutti i livelli, trovo problematico che ci siano così tanti contenuti da così tante band, in questo modo è davvero difficile trovare quel diamante nel caos di tutto, e lo dico da fan. E come artista, far risaltare la tua musica e la tua visione è una vera sfida, specialmente con la capacità di attenzione del consumatore a un livello minimo, a causa di questa saturazione eccessiva dei media.
Personalmente non ho la minima idea di dove andrà a finire tutto questo, continuo a fare quello che faccio come artista, osservo e imparo da ciò che mi circonda e poi mi adeguo per andare avanti.

Grazie per avermi ricevuto su Metalpit. Non vedo l’ora di suonare dal vivo per tutti voi nel prossimo futuro e continuare a fare metal per la gente!