Metalpit ha avuto l’onore di essere ospite sul tourbus dei Moonspell per una chiacchierata con Fernando Ribeiro il giorno dopo il Vintage Show di Milano. Abbiamo parlato del passato e del futuro della band, scoprendo molte curiosità. Ecco cosa ci ha raccontato.

1. Ciao Fernando e benvenuto su Metalpit. Avete appena iniziato la quinta parte del tour di Extinct. Anche se siamo appena alla quarta data, riesci a dirci come sta andando?

Molto bene credo, in realtà siamo in tour da quando abbiamo rilasciato Extinct, più di un anno e mezzo fa. Non avremmo mai pensato fosse durato così a lungo a dire il vero, dopo l’Europa siamo stati in Brasile, Stati Uniti, ora di nuovo in Europa con una nuova leg di questo tour, per suonare anche in certe nazioni che non abbiamo ancora raggiunto con il Road to Extinction tour. Penso sia molto più confortevole farlo a blocchi, come stiamo facendo. Possiamo avere concerti migliori, produzioni migliori e ci permette di fare altre cose oltre allo stare solo in tour, come scrivere pezzi nuovi o stare con la propria famiglia. Questa quinta leg è iniziata dalla Svizzera e sono molto contento perché siamo entrati nella classifica di questo paese per la prima volta, questo anche grazie all’immigrazione di giovani portoghesi, che stanno creando un nuovo pubblico per la nostra band. Abbiamo fatto il concerto di Milano, uno show speciale in cui abbiamo suonato tutto Wolfheart e Irreligious. È stata una soddisfazione vedere tutto il pubblico stregato dall’esecuzione di questi pezzi storici, che hanno riportato sia noi che loro un po’ indietro nel tempo.

2. Dopo il responso che avete avuto dal pubblico, il successo discografico e le recensioni positive di Extinct, se potessi tornare indietro faresti delle scelte diverse sull’album?

No, non cambierei assolutamente niente. Per noi è un album veramente speciale. Quando l’abbiamo sentito per la prima volta finito eravamo felicissimi. A parte il songwriting e il resto, parlo proprio della qualità di registrazione ed è un piacere ascoltarlo. Qualche volta c’è stato sugli album precedenti il discorso che si avrebbe potuto avere un mix differente o qualche testo, ma di sicuro Extinct non è uno di questi.

3. Ci sono brani che suonate quasi ogni sera. Com’è il feeling con le vostre canzoni classiche, vi emozionate ancora a suonarle come quando le suonavate le prime volte o preferite suonare di più i pezzi nuovi? Come decidete le scalette da proporre?

Non lo so, non mi ricordo più com’era, son passati molti anni (ride). A parte gli scherzi, uno show dei Moonspell è atmosfera, sensazioni positive che ti arrivano dal pubblico. È un modo teatrale e fisico di suonare, quindi ovviamente le canzoni sono importanti per creare questa situazione e creare un narrazione del concerto. Quando suoni davanti al pubblico presenti te stesso e non sei solo i pezzi vecchi o solo le nuove canzoni, ma devi essere una cosa completa. Per questo quando decidiamo la scaletta cerchiamo di creare qualcosa che vada bene sia al pubblico che a noi stessi.

4. Ogni album dei Moonspell ha un sound differente dal precedente. Come riuscite a cambiare questo sound senza però perdere l’identità che vi contraddistingue?

Per me sarebbe normale che ogni band esplori nuove vie, invece la maggior parte delle cose che sento adesso in giro seguono sempre la stessa formula, specialmente in certi generi di metal dove sai già cosa succederà poi, mai nessuna sorpresa o quasi. Noi abbiamo sempre cercato di evolverci e cambiare, ma comunque tutti i nostri album hanno creato un’identità della band, che potremmo chiamare il Moonspell Sound. Questo voleva essere il nostro traguardo fin dalla prima demo. Ovviamente abbiamo avuto influenze da altre band del passato, ma volevamo raggiungere un livello dove la gente avrebbe detto “questo è un Moonspell Sound” e “non somigliano a questa o quell’altra band”. Penso ci siamo riusciti, ma è stato un processo lungo. Ci sono alcune band come Tiamat, Samael, Type O Negative che seguono questa via. Ci sentiamo un po’ soli a dire la verità in questo periodo. Il Gothic Metal è al 90% con voce femminile… non ho niente in contrario, ma si potrebbe osare di più (ride)

5. Parliamo un po’ di Irreligious. Cosa ha significato questo album per la vostra carriera?

Irreligious è il mio album preferito da tutta la discografia dei Moonspell. Amo Extinct perché abbiamo tirato fuori cose molto personali e anche gli altri dischi, ma Irreligious fu una svolta e fu la prova che eravamo cresciuti. Con questo album abbiamo guadagnato un po’ di indipendenza. Le nostre vite cambiarono di colpo. Abbiamo dovuto iniziare a prendere le cose più seriamente e sono convinto che questo album abbia creato un sottogenere chiamato Gothic Metal. Se non fossi nei Moonspell e qualcuno mi chiedesse di dargli un album Gothic Metal, gli darei sicuramente Irreligious. Ha molte tra la mie canzoni preferite, se pensi che eravamo poco più che ventenni e che il materiale che abbiamo scritto per Irreligious era considerato molto maturo in quel periodo, mi fa piacere che anche le canzoni preferite dei nostri fan sono tratte da questo album.

6. Quindi sai di aver influenzato molte band, che magari senza i Moonspell non sarebbero mai esistite?

(Ride) Non lo so, con le band è sempre molto difficile. Ci sono molti gruppi che dicono di ispirarsi a noi, questo è certo, ma hanno un sound molto più comune del nostro. Penso che se vuoi dire di essere inspirato dai Moonspell, devi prima di tutto cercare di essere il più originale possibile, anche se poi hai le nostre influenze. È questa la parte più difficile.

7. Avete pubblicato una riedizione di Irreligious in vinile. Come siete arrivati a questa decisione?

A dire il vero non è stata una decisione proprio nostra. Ci ha contattato la Century Media, la casa discografica dell’epoca, chiedendoci se eravamo d’accordo. Siamo ancora in buonissimi rapporti con loro, per cui abbiamo lavorato insieme su questa edizione speciale, cercando le foto negli archivi dei Moonspell ecc… è stato molto divertente. Abbiamo fatto la versione in vinile arancione, il colore di Irreligious, che è andato molto bene e per la prima volta il vinile di Opium, dato che nel 1996 era uscito solo in CD.

8. State lavorando su un EP in lingua portoghese. Dopo questo inizierete a scrivere il nuovo album?

Noi scriviamo continuamente. Abbiamo già iniziato a pensare al successore di Extinct, anche se momentaneamente siamo molto presi da questo EP scritto nella nostra lingua madre e siamo molto propensi a farlo diventare un album vero e proprio, perché suona veramente bene ed è molto eccitante. Anche per me che sono abituato a cantare in inglese è un’esperienza nuova e mi piace qualsiasi cosa spezzi la routine. È un concept album e non importa cosa dirà la gente, se piacerà o no, è musica nuova che sentiamo abbastanza forte da tramutarsi in album. Se tutto va secondo i piani uscirà nel 2017.

9. Molta gente vorrebbe vivere di musica, suonare, andare in tour, pensando che sia una festa continua. È così veramente?

(ride) Non è proprio così, la maggior parte delle volte si parla di sopravvivenza più che di festa. Specialmente ai primi tour, quando sei giovane, hai più forza di festeggiare. Quando avevo poco più di vent’anni la sera potevo oltrepassare ogni limite e il giorno dopo ero pronto a suonare senza alcun problema. Ora ci sono anche altre responsabilità. Siamo headliner e alla gente che paga il biglietto per vederci non interessa se il giorno prima abbiamo festa ed ha ragione. La priorità è fare un concerto perfetto ogni sera e devi sempre stare attento alla voce, al fisico e alla salute. Quando sei giovane puoi vivere il “Rock ‘n’ Roll”, con tutte le cose inimmaginabili che succedono in tour, ma non è il letto di rose che la gente crede. Sei sempre in viaggio, molte volte sei confuso, devi incontrarti con gente ogni giorno anche se ogni tanto vorresti stare da solo e così via. Non è una vita adatta a tutti ma ormai è diventato uno stile di vita per noi. La cosa che mi preoccupa è che tutti vogliono fare le rock star e le persone hanno perso l’autocritica. Ricordo che una volta si era quasi imbarazzati a far sentire per la prima volta la propria musica anche se era materiale ottimo, mentre ora qualsiasi persona registra un riff, lo pubblica su youtube e pretende di andare in tour con quel riff… per fortuna non funziona ancora così.

10. Torniamo per un attimo a Irreligious. Herr Spiegelmann è la mia canzone preferita dei Moonspell. Mi puoi dire qualcosa su questo brano?

È’ anche una delle mie canzoni preferite. Al tempo leggevo un libro intitolato “Profumo” di uno scrittore tedesco, Patrick Suskind. Non ha fatto molti libri, ma questo è diventato un bestseller in tutto il mondo. Parla di un uomo che vuole creare la fragranza perfetta ispirandosi all’odore umano, arrivando ad uccidere giovani ragazze per annusarne l’odore ed estrarne l’essenza. Mi sono immaginato una scena finale alternativa dove viene catturato e condannato a morte. E quando sta per essere ucciso, tutti lo guardano pensando ai propri peccati, segreti, desideri come se guardassero dentro uno specchio. Per questo ho pensato a Mr. Mirror Man… poi l’ho cambiato in Herr Spiegelmann in tedesco perché suonava meglio (ride).

11. Grazie del tempo che ci hai concesso. Vuoi dire qualcosa ai lettori di Metalpit? 

Domande a cura di Valentina Carlone e Burz.

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