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Coming Home è l’ultimo album dei PAIN, la band svedese capitanata da Peter Tägtgren; approfittando quindi della signing session del frontman, abbiamo avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con lui.
L’intervista è iniziata così:

Ciao a tutti, sono Peter dei Pain e state leggendo Metalpit!

Vorrei iniziare parlando del nuovo album: qual è il tuo presentimento riguardo Coming Home? Come pensi che reagirà il pubblico ad esso?
Oh, è difficile da dire, non saprei. Sono molto soddisfatto di me stesso, penso sia il meglio che io abbia fatto perché è un album molto vasto e completo, c’è tutto per tutti: i suoni pesanti, veloci, lenti, malinconici, belli, c’è un po’ di tutto.

Quindi qual è la tua canzone preferita?
Beh sai, è come chiedere a un genitore con due figli quale dei due è il suo preferito, è impossibile da dire; va anche molto a seconda dell’umore, se mi sentissi sognante ascolterei Starseed, se mi sentissi un po’ più carico ascolterei Pain in the Ass.

Quali sono le maggiori differenze che distinguono questo nuovo album dai precedenti? E quali pensi siano i punti forti di esso?
Penso che i punti forti siano le sorprese che arrivano quando ascolti quest’album dall’inizio alla fine; voglio dire, non è una cosa che dici “wow”, ci sono però dei momenti in ogni canzone che spuntano abbastanza inaspettatamente credo, ma comunque hanno una certa scorrevolezza. È davvero difficile descrivere il proprio lavoro, ma io cerco di fare qualcosa di totalmente diverso da quando scrivo musica normalmente. Si ha un certo pensiero quando si scrive: questo deve essere così, la prossima parte invece sarà così, quindi quando scrivo la prima parte so cosa verrà dopo, ma poi mi dico ‘ok, non devo saltare in ciò che penso, mi prendo un po’ di tempo per ogni parte e vediamo cosa riesco a fare’. Perché a volte sei così preso e non pensi abbastanza e parti dicendo: ‘ok facciamo così e cosà’, invece stavolta ho preso il mio tempo per pensare come avrebbe dovuto essere la parte successiva di ogni canzone.

C’è un filo conduttore che collega ogni album dei Pain o no?
Si, io. Si tratta di questo, c’è sempre un pensiero diverso per periodi differenti nella tua vita. Quando ho scritto il primo album avevo 26 anni, ora siamo nel 2016. Quindi, se guardi quello che pensavi dieci anni fa, è molto diverso da ciò che pensi ora. Credo sia la stessa cosa anche per quanto riguarda come scrivo la musica, si cresce come musicista in diversi modi: per alcune persone in meglio, per altre in peggio. Comunque ho sempre voglia di scrivere nuove cose.

Da dove viene la scelta di rendere il suono dei Pain più leggero?
Non lo so! All’inizio pensavo ‘vai sulla trance techno’, ma non sapevo come fare e io avevo la mia personale opinione riguardo ad essa, quindi è stata un po’ la rinascita di un album. È diventato più industrial, anche se io volevo che avesse più elementi trance, ma come ho detto non sapevo come fare quindi ho mischiato ogni cosa almeno per coprire gli errori dei suoni e cose del genere, e in qualche modo ho creato il secondo album. Il primo album non aveva tante tastiere o simili perché non so come programmarle o il suono da usare ecc, quindi si tratta solo di imparare continuamente. Magari la prossima volta che farò un album dei Pain dirò di Coming Home che era mediocre mentre adesso penso sia molto meglio, quindi non si sa mai.

Dato che il tema dei Pain è molto definito, avete mai considerato di prendere parte alla creazione di una colonna sonora?
Mh, se avrò tempo perché no? Conosco molti film che utilizzano canzoni dei Pain, soprattutto svedesi ma ne conosco anche alcuni francesi o di altre nazioni, ma semplicemente prendono quello che c’è. Ho scritto una canzone chiamata Third Wave nel 2001 e sarebbe dovuta essere per un film svedese chiamato The Third Wave, ma una volta finita non gli è piaciuta, quindi l’ho tenuta per me; non combaciava con i loro pensieri, ma la canzone riguarda il copione del film. Anche Same Old Song doveva essere per uno show televisivo tipo i Robinson versione svedese; ma quando avevo finito con la canzone e tutto il concept dello show, non l’hanno più fatto quindi non è servita la mia musica. Quindi l’ho inserita in un album. Sicuramente è bello sedersi e scrivere se hai un testo riguardante un film e puoi cantare di esso, creando la musica adatta. Certo, sono sempre di mentalità molto aperta.

Avete tour in programma? E verrete in Italia?
Sì, divideremo l’Europa in due parti perché in cinque settimane è impossibile girarla tutta. Quindi faremo la prima parte in Europa senza, chiaramente, Italia, Polonia e altri paesi… perché sono stati molto lenti a farci sapere se erano interessati o no, quindi noi comunque ci siamo organizzati. Probabilmente verremo a marzo e se facciamo come pianificato faremo altre tre settimane di tour in Europa.

Ci sono degli artisti con cui ti piacerebbe collaborare?
Certo, chiunque volesse collaborare con me! Sono sempre aperto a tutto, non ho cose specifiche in mente per ora quindi sì, sarebbe bello.

Allora, so che forse è troppo presto per chiederlo, ma state già lavorando a del nuovo materiale?
Per ora nulla, mi sto ancora riprendendo da questo. Davvero, mi sento come se mi avesse preso molta energia quindi ho bisogno di prendere un periodo di pausa dalla musica. È bello sedersi e fare interviste o cose del genere, così non devo pensarci. Certo, penso sempre comunque alla musica, ma in un modo più normale.

Come convivi con due progetti come Pain e Hypocrisy senza sovrapporli l’uno all’altro?
Sì, è un bel problema, non lo so onestamente. Devi organizzare ogni cosa, c’è tempo per ogni band se pianifichi bene tutto. A me non piace ad esempio lavorare ad un album, diciamo per i Pain, e poi fare un concerto con gli Hypocrisy nel frattempo, perché solitamente non suoniamo regolarmente e non facciamo prove se prendiamo una lunga pausa, quindi probabilmente faremmo schifo e non ne varrebbe la pena. ‘Sì, ma ci guadagni soldi’: non mi interessa un cazzo dei soldi, voglio solo non vergognarmi quando salgo sul palco. Ma quando effettivamente abbiamo un nuovo album facciamo pratica anche per il tour e torniamo concentrati. È difficile fare un concerto quando non sei attivo con quella band, è meglio che io stia lontano da una cosa del genere.

In molti ruoli (musicista, produttore) hai avuto un enorme impatto sulla scena metal svedese: è una cosa che hai cercato e voluto o è venuta da sé?
No, è venuta da sé. Penso che il duro lavoro e il registrare molte band… beh in realtà non so come, ma per qualche ragione è successo e ne sono veramente grato.

Come è stato lavorare con Till Lindemann?
Bello! È come un fratello, siamo entrambi degli idioti quindi lavoriamo bene, veramente. Abbiamo la stessa visione della vita, la stessa mentalità e tutto, quindi è stato bello sedersi e lavorare. Poiché non avevamo deciso di creare qualcosa da rilasciare, è stato semplicemente per divertimento, sedersi lì e scrivere musica con un’altra persona; è finita che abbiamo creato un album.

Quindi, lavorerete di nuovo insieme?
Se abbiamo tempo, sì. Voglio dire, non posso sapere se è sì o no, dipende anche dal tempismo che ci sarà tra le mie e le sue band. Spero che lui speri a sua volta una cosa del genere. Quindi vedremo cosa succede.

Penso che qui abbiamo finito, ti ringrazio molto per il tuo tempo! Potresti salutare Metalpit?
Grazie a te, ciao Metalpit!
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Coming Home is the latest PAIN album, the Swedish band lead by Peter Tägtgren; taking benefit from the signing session of the frontman, we had the occasion to talk with him.
This is how the interview started:

Hi, this is Peter from Pain and you’re reading Metalpit!

I would like to start talking about new album:
What’s your feeling about “Coming Home?” How do you think the public will react to it?
Oh that’s so hard to say, I don’t know. I’m really pleased with myself, for me I think it’s the best I’ve done because it’s a very wide album, you have everything for everybody: you have the heavy stuff, the fast stuff, the slow stuff, the melancholy, the beautiful stuff, it’s a little bit of everything.

So what’s your favorite song of it?
That’s like asking a parent with two kids which one is his favorite, it’s impossible to say; also it is about mood, if I feel a little dreamy I would love to hear Starseed, if I feel a little more agitated I’d listen to Pain in the Ass.

Which are the major differences that distinguish this new album from the previous ones? And which do you think are the strong points of it?
I think the strong points are the surprises that come when you listen from the beginning to the end of this album. I mean it’s not a “wow”, there are moments in every songs that stick out a little bit unexpected, I think, but still goes with a nice flow in it. It’s really hard to describe your own work, but for me I try to do everything different from what I do when I normally write music; you have a certain thinking when you write music: ‘this should be like this and the next part should be like this’. So, what I did when I was writing the first part I knew what’s gonna happen next but then I say: ‘ok, I’m not gonna jump in what I think, now let’s see what I can do, I’m just taking more time for every part.’ Because sometimes you get so intense and you don’t think enough and you go ‘Oh yeah let’s do this and this and that and that’, so this time I took my time to think how should be the next part of every song.

Is there a logic thread that connects every Pain album to each other or not?
Yeah, me. That’s about it you know, it’s always different thinking for different times in your life. I wrote the first album when I was 26 and now we’re in 2016, so if you look back to ten years ago and what you were thinking and now how you think today, it’s a big difference. It’s the same thing also for how I create music, you grow as a songwriter i think, in different ways: for some people for the better, for some other people for the worst. I’m still hungry for writing music.

Where does the choice of making the sound of Pain become lighter come from?
I don’t know! From the beginning I thought ‘go on trance techno’ but I didn’t know how to do it and I did my own version of it and it kinda turned out to be a rebirth album, I think. It became more industrial even thought I wanted to be more of a trance stuff, like I said I didn’t know how to do it so I guess I mixed everything just to cover up the mistakes of sounds and stuff like that and for some reason it created the second album. The first album was not so much keyboarded and stuff because I didn’t know much how to program or the sound to use and stuff like that so, it’s just a learning process I think, all the time. Maybe the next time I’ll do a Pain album, I will say about Coming Home that it was mediocre and now I think it’s even better so, you never know.

Given that you have a really defined theme for your band, have you ever considered to take part to the creation for a movie soundtrack?
Mh, if I have time why not? I know a lot of movies that have Pain songs in them, mainly Swedish but I know some French movies and some from other places as well, but they only take what’s there. I did a song called Third Wave in 2001 and that was supposed to be for a big Swedish movie called The Third Wave, but when I was done with it they didn’t like it so I kept it to myself; it didn’t fit into what they thought, but the song is about the script of the movie. Also Same Old Song was supposed to be for a tv show like Robinson, similar thing to that but in Sweden; but when I was done with the song and the all concept idea of the show, they turn it down so it didn’t happen. So I took it to the album. Sure it’s great to sit and write if you get a script to the movies about this and that and you start writing lyrics about it and then the music together. Of course, I’m always open minded.

Do you have any tour in program? And will you come to Italy?
Yep, we divide Europe in two parts because in five weeks you can’t go all over Europe, it’s impossibile. So we are gonna do the first part in Europe without, of course, Italy and Poland and other countries; because they were very late answering back in saying if they were interested or not so we just had to get it down. So it will probably in March, if we can go as planned we will be three weeks more on tour in Europe.

Are there any artist do you want to work with?
Sure, whoever wants to collaborate with me! I’m always open minded, I don’t have any specific in my mind for now so yes, it would be great.

So, I know maybe it’s a bit early to ask, but are you working on some new material yet?
Nothing yet, I’m still recovering from this. Really, I feel like it took a lot of energy so I need some time off from music, it’s good to sit and do interviews and stuff so I don’t have to think about it. Well, I always think about music anyhow, but in a more normal way.

How do you live with two project like Pain and Hypocrisy without let them pile up on each other?
Yeah that’s a big problem, I don’t know to be honest. You have to time everything, there’s time for every band as long as you really plan it. I don’t like to work like, for example, I do an album, let’s say for Pain, and then I do one gig with Hypocrisy in the middle of it, because usually we have no routine of playing and we usually don’t practice before if we take a long break. So it would sound like shit I think, and that’s not worth it. ‘Yeah but the money is good’, I don’t care a shit about money, I don’t want to be ashamed standing on stage. But when we actually do a new album we also practice for the tours and everything so we get into the moment again, it’s hard to do one gig when you’re not active with that band you know, I’d rather stay away from that.

In many roles (musician, producer) you had an enormous impact on the Swedish metal scene: was it something that you searched and wanted or did it come by itself?
No, it came by itself. I think hard work and recording a lot of bands… well, I don’t really know why, but for some reason it happened and I’m very thankful for that.

How was working with Till Lindemann?
Great! He is like a brother, we’re both idiots so we work fine, really. We have the same view of life and thinking and everything so it was great to sit and do things. Because we wasn’t supposed to release everything it was just for our own fun, to sit and write music with another person; it just turned out to become an album.

So, are you going to work together again?
If we have time, yeah. I mean, can’t say if it’s yes or no, it’s all matter of timing between his bands and my bands. I hope that he hopes as well. So let’s see what happen.

I think we have finished, I really thank you for your time! May you say hi to Metalpit?
Thank you, and hello Metalpit!
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