English version

Durante l’attesa prima del live dei Rhapsody Reunion all’Orion di Ciampino il 19 febbraio 2018, abbiamo avuto l’opportunità di organizzare un’intervista estemporanea con gli Scarlet Aura, band emergente da una scena musicale difficile, per conoscerli meglio.


È un piacere conoscervi ragazzi, è la prima volta per noi ad un vostro concerto, ci raccontereste qualcosa di voi? Chi siete e da quando tempo suonate insieme?

Mihai: Siamo gli Scarlet Aura e veniamo dalla Romania, da Bucarest, suoniamo insieme da tre anni e… Questo è!

Catalin: E suoniamo il Rock’n’Roll!

Com’è nato il gruppo? Come avete deciso di iniziare quest’avventura?

Aura: Tutti noi eravamo coinvolti in progetti differenti ed abbiamo deciso di iniziare questo insieme, quindi il gruppo è nato così. Ci chiamavamo “Aura” all’inizio ma poi, dopo il nostro primo contratto internazionale, abbiamo rinominato la band in “Scarlet Aura” per un’unicità internazionale; abbiamo fatto il nostro primo album “The Rock Chick” sotto contratto con la Universal Music, poi il nostro secondo album intitolato “Falling Sky” è stato rilasciato dall’etichetta tedesca Pure Rock Records e successivamente abbiamo pubblicato il singolo “The Beast Inside Me”, che è stato pubblicato dalla compagnia finlandese Outlanders Productions. Quindi in poco più di tre anni abbiamo fatto tanto ed avuto tante attività, abbiamo anche suonato con alcuni big come ad esempio Tarja Turunen. Adesso siamo in tour e siamo onorati di condividere il palco con i Rhapsody Reunion ed ovviamente con i nostri amici dei Beast in Black, quindi posso dire che il nostro sogno si sta realizzando ed ora noi abbiamo un sacco di progetti, perché se in tre anni abbiamo fatto ciò che altri gruppi fanno in dieci anni… Ora vedremo cosa verrà durante il prossimo anno/due anni perché abbiamo davvero un sacco di progetti. Stiamo lavorando su un altro album e sarà rilasciato presto, lo annunceremo.

Durante lo show precedente avete fatto un tributo a Dolores O’ Riordan, cosa pensate di questa artista e perché avete deciso di farle un tributo?

A: Beh, in realtà l’album “Memories” è un album tributo e contiene “Zombie” dei The Cranberries, “Breaking the Law” dei Judas Priest, “The Final Countdown” degli Europe ed un’altra manciata di canzoni.

M: In realtà non è un album tributo, è il nostro modo di suonare la loro musica, è diverso perché non è la stessa cosa fare la cover e fare invece la nostra musica.

A: L’idea era che avevamo suonato quelle canzoni separatamente durante i nostri concerti per molti anni e lo abbiamo fatto per così tanto tempo, che abbiamo pensato “okay, facciamo un album” in quanto sentivamo quelle canzoni come nostre. Quindi quando abbiamo realizzato e registrato l’album “Memories” Dolores era ancora viva, sfortunatamente è venuta a mancare e noi abbiamo pensato che avremmo dovuto ringraziarla per quella canzone che non era nostra, ma che noi avevamo suonato a modo nostro e che per questo sentivamo nostra.

Quali sono i vostri progetti futuri? Avete già qualche idea o del materiale?

A: Sì, abbiamo quattro album pubblicati ed ora fra due settimane sarà rilasciato un live DVD, con anche alcune bonus tracks di questo concerto e naturalmente c’è il nuovo album a cui stiamo lavorando. Stavamo anche pensando ad alcuni video dal tour ma ne parleremo dopo tutti i concerti, i festival e tutte le varie attività che abbiamo programmato, vedremo.

M: Pubblicheremo anche un DVD di questo tour.

Come vi sentite riguardo questa esperienza in tour con i Rhapsody Reunion ed i Beast in Black?

Sorin: È fantastico!

C: Sono davvero dei ragazzi fantastici, è strabiliante, scherziamo, ci divertiamo insieme e loro sono davvero strepitosi, come musicisti e come persone.

A: Abbiamo imparato molto, siamo tutti professionisti qui e questo è il nostro lavoro, facciamo del nostro meglio ed abbiamo l’opportunità di imparare molto guardando gli show dei due gruppi che suonano con noi. Un’altra cosa interessante che posso raccontarti, è che noi siamo una dei primi due gruppi female fronted emergenti dalla Romania, in realtà siamo la prima e questo ci offre molte possibilità.

Questo è davvero curioso, come mai è successo? Com’è possibile che ci siano solo due gruppi female fronted emergenti dalla Romania?

M: Non ci sono molte female fronted bands in generale in Romania.

A: È successo perché la scena Rock in Romania si è sviluppata molto lentamente, c’è stata una rivoluzione e la situazione sociale non è delle migliori in realtà, i ragazzi si concentrano sullo studio e nient’altro. Quindi di base non abbiamo una storia di gruppi female fronted perché per noi era impossibile averne una, in quanto non esisteva proprio una storia di musica rock/metal. C’è qualche band che ha lasciato la Romania alla volta della Germania o dell’America o qualsiasi altro luogo in cui avrebbero potuto vivere e suonare liberamente; noi siamo fieri di essere i primi ad aver raggiunto l’obbiettivo ma allo stesso tempo è difficile, perché ci sono molti pregiudizi e noi abbiamo tanti grandi artisti in Romania, ma lo scenario dell’industria musicale è diverso nel nostro Paese. Non avevamo scelte. Sai che in Romania la rivoluzione è iniziata nel 1989 ed il problema più grande era che se avevi un determinato stile ti spedivano in galera; la musica rock non era per nulla incoraggiata ed i CD venivano venduti al mercato nero, ma abbiamo ancora tempo per recuperare e raggiungere la scena internazionale e noi vogliamo davvero incoraggiare altri artisti a fare ciò che abbiamo fatto noi, a seguire la loro passione e metterci il massimo impegno. Consigliamo a tutti di provare sempre ad essere il meglio di sé stessi, siamo esseri umani e ne abbiamo bisogno.