Una delle cose più belle del Metal è la possibilità di conoscere persone nuove e confrontarsi su quella che è la nostra passione in comune: la musica. E quella con Federica Lanna, cantante e autrice degli Sleeping Romance, ne è la fulgida prova. Quasi due ore di piacevole chiacchierata che vi condensiamo in questa intervista:

Ciao! Piacere, mi chiamo Federico e scrivo per Metalpit. Voglio fare i miei complimenti sia a te personalmente che alla band, perché ho avuto modo di sentire il vostro ultimo album, “Alba”, in uscita il 3 novembre, ed è veramente bello! La prima domanda che ti faccio è se puoi presentare gli Sleeping Romance a chi non vi conosce.

Grazie mille per i complimenti. Mi fa molto piacere che ti sia piaciuto “Alba”, mi dirai poi quale è la tua traccia preferita, sono curiosa… Gli Sleeping nella formazione attuale nascono nel 2011, quando Federico, il chitarrista e compositore della band, si trasferì da Roma a Carpi e decise portare avanti un progetto che aveva iniziato già quando era via. L’ultima arrivata sono stata io, proprio quando la band aveva iniziato le registrazioni del primo album (quello che poi diventerà “Enlighten”). Abbiamo iniziato il nostro percorso con la Ulterium Records e il disco è uscito in concomitanza con il nostro primo tour europeo.
Per fortuna abbiamo avuto una bella risposta da parte del pubblico ed è sicuramente anche grazie al sostegno dei nostri fan e del meraviglioso staff di persone che ci hanno affiancato in questi anni che siamo riusciti a ottenere delle belle soddisfazioni, fino al contratto con la Napalm Records che speriamo ci porti altrettante soddisfazioni.

Nella nostra recensione (la trovate QUI, N.d.R.) vi abbiamo paragonato musicalmente ai primi Within Temptation. Sei d’accordo?

Grazie! Tutti i grandi nomi del metal sinfonico sicuramente appartengono al nostro background e riguardo ai Within Temptation, per quanto mi riguarda, ci state facendo un enorme complimento. “Mother Earth” è l’album che mi ha introdotto a questo genere e l’ho letteralmente divorato. Tutt’oggi, se voglio mettermi nella mia camera a sfogare un po’ di energie, mi metto a cantare i brani di quel disco! Abbiamo molte influenze diverse a mio parere, oltre a quelle prettamente metal; molta ispirazione viene anche dalla musica classica e dalle colonne sonore.
Pensa che alcuni fan olandesi mi chiamano “la piccola Sharon” e lo fanno con un affetto che non può che farmi un piacere enorme.

Beh, immagino, dev’essere bello essere paragonati a chi ha fatto la storia del Symphonic Metal!

Certo che sì, non potrei mai lamentarmene! Ci auguriamo che il pubblico lo accolga con entusiasmo. Sono passati parecchi anni dall’uscita di “Enlighten” e ovviamente speriamo che si percepisca una crescita, sia a livello compositivo che vocale. L’approccio al nuovo album è stato molto metodico e ha richiesto un grosso lavoro, di sicuro “Enlighten” era più acerbo, e speriamo che “Alba” possa essere apprezzato al pari e anche più del nostro primo album.

Non si può dire che “Alba” abbia dei testi allegri: al contrario, parla di dolore e sofferenza, con la consapevolezza che non bisogna arrendersi ma continuare sempre a combattere. Ne ho colto l’essenza? C’è un testo particolare di cui vai particolarmente orgogliosa?

Ne hai colto l’essenza, sì, direi proprio di sì. Ma sai, oltre alla vita, che di per sé ci mette avanti a ostacoli e dolori che dobbiamo imparare a superare, come diceva Aronofsky ne “Il cigno nero”: “the only person standing in your way is you“. A volte i nostri mostri sono i più difficili da combattere. “Alba” è una discesa nel profondo di ciascuno di noi, un doloroso faccia a faccia con i nostri angoli oscuri. Amo molto a livello di testi “Forgiveness” e “Across the Sea”, anche se non si può dire che non sia molto legata a tutti.
Il ritornello e il coro in italiano di “Alba” mi fanno commuovere tutte le volte.

Concordo, nel metal si tende purtroppo a tenere poco in considerazione il valore dei testi (sia da parte di chi li scrive, sia da parte di chi ascolta). Quindi è sempre bello trovare dei testi profondi che sanno emozionare l’ascoltatore più attento. Invece a livello puramente musicale qual è la tua canzone preferita di “Alba”? E perchè….

Io ho sempre amato scrivere, fin da quando ero piccolina, anni fa addirittura volevo scrivere soggetti per il cinema; ritengo importantissimo avere un forte legame con ciò che canto; per questo ho sempre voluto essere coinvolta nella scrittura del testi. “My Temptation” e “Forgiveness” sono le mie preferite a livello musicale. Credo che siano dei pezzi con una fortissima identità e strutturati in modo molto interessante.
Amo cantare quei pezzi, che da un punto di vista vocale sono belli tosti.

Ai primi ascolti “Where the Light Is Bleeding” era la mia preferita, forse anche perché avevo già visto il video e quindi la conoscevo, dopo ulteriori ascolti concordo che “Forgiveness” sia una delle più belle!

Mi fa piacere che la pensi come me.

Passiamo ai tasti dolenti: l’Italia. Il metal ha sempre una piccola fetta di mercato nel nostro paese, soprattutto in confronto ai paesi scandinavi, il Symphonic se possibile ancora meno. È più difficile per una Metal band italiana farsi conoscere nel mondo? Come ci siete riusciti?

Credo paradossalmente che sia più facile farsi conoscere nel mondo che in Italia! Abbiamo incontrato difficoltà incredibili a suonare nel nostro Paese e in molti casi le condizioni sono state proibitive; locali mezzi vuoti, cachet inesistenti, eventi non adeguatamente promossi… mi ricordo che una volta ci capitò un fonico innervosito perché voleva andare a cena invece che farci il soundcheck. Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ma abbiamo trovato tutto questo sempre molto mortificante, fino a non curarci più di suonare nel nostro paese. Finchè in Italia i musicisti saranno considerati sono degli hobbisti le cose andranno così; ci sarà poco spazio per le nuove realtà e le agenzie continueranno a chiedere soldi ai musicisti per procacciargli date, cosa che riteniamo sia un pochino becera.

E rimanendo in tema di difficoltà ad emergere, sono finiti i tempi in cui la voce femminile nel Metal veniva vista sotto una cattiva luce? O ancora un po’ di difficoltà permane?

Non è un problema che mi sono mai posta, quindi immagino di non avere mai riscontrato difficoltà in questo ambiente per questo motivo. Ci sono delle voci femminili in ambito metal meravigliose. Certo è un ambiente prevalentemente maschile e a volte bisogna lottare contro alcune forme di “misoginia” come in molti altri ambiti d’altro canto.

A febbraio 2018 sarete in giro per l’Europa per il “Symphonic Metal Nights” con grandi band come i Serenity. A tal riguardo mi chiedo, come si prepara un mese così intenso? Fossi un musicista di quel tour, passerei tutto gennaio chiuso in casa per paura di prendermi un mal di gola! C’è un po’ quest’ansia o riuscite a viverla bene?

Hai detto bene, ipocondria a mille! Un po’ come per tutti i cantanti [ride].
Io sono una emotiva, quindi oltre a tanta emozione ho sicuramente molta ansia da prestazione, ma stiamo lavorando duramente per fare un bello spettacolo e non vediamo l’ora di fare questa esperienza.
Inoltre ho avuto modo di parlare coi Serenity per via della mia partecipazione a uno dei loro brani e sono molto molto carini, il che fa sperare che oltre a un bel tour sia anche una bella esperienza da un punto di vista umano.

L’emotività è un boomerang. Sicuramente spesso crea problemi e fa vivere male determinate cose, però credimi che la persona emotiva è anche quella che sa emozionare ed emozionarsi.

Mi fa molto piacere che la pensi così… a volte mi chiedo se non sia meglio essere delle spietate “macchine da guerra” [ride].

No no, assolutamente no! Molto meglio così! Cambiando argomento, sei scaramantica? Hai qualche gesto, qualche oggetto, una qualsiasi cosa che porti sempre con te come porta fortuna?

La pila di mio padre, che per qualche motivo crede sempre che possa servirmi una pila in viaggio con gli Sleeping: la pila non può mai mancare! E mi disegno due simboli portafortuna sotto i polsini prima di un concerto importante.

“Alba” uscirà sotto Napalm Records. Com’è avvenuto il passaggio alla Napalm? E come cambia la vita di una band quando è sotto contratto con una delle etichette più importanti del Metal? Se cambia…

Abbiamo firmato con Napalm che avevamo già iniziato a lavorare al secondo album e non sapevamo cosa ci aspettasse. Abbiamo voluto proseguire a lavorare con Emil della Ulterium Records che oggi è il nostro manager, in modo da mantenere una continuità, visto che lui è stato uno dei nostri maggiori sostenitori in questi anni; il resto è stato un salto nel vuoto e tutt’oggi non sappiamo cosa accadrà. Troppo presto per dirti se la nostra vita sia cambiata, certamente ti trovi a doverti fare delle domande riguardo alle tue priorità. Di certo avremo la possibilità di farci conoscere a un bacino di pubblico più ampio e questo è già un grosso risultato.

A febbraio, nel già citato tour, toccherete molte nazioni europee ma non l’Italia. Avremo modo di ascoltarvi anche noi dal vivo?

Ci piacerebbe organizzare un release party qui in Italia, se sarà possibile più che volentieri.

Siamo ai saluti, grazie della bella chiacchierata Federica! Spero di potervi vedere presto live anche qua in Italia. Ti va di salutare i nostri lettori?

Troppo gentile davvero, grazie a te per l’intervista! Un saluto a tutti e speriamo davvero di avere la possibilità di incontrarci presto a uno dei nostri concerti in Italia!