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In occasione del THE BIRTHDAY MASSACRE abbiamo scambiato qualche parola con Danny Marino, chitarrista dei THE AGONIST. Buona lettura!

Ciao! Siamo Giada e Federico di MetalPit.it, come va?

Alla grande, veramente alla grande. Beh… I primi giorni di un tour sono sempre un po’ difficoltosi, ma tutti conoscono il proprio mestiere ed è tutto sistemato, la gente ha avuto tempo di dormire e quindi ora stiamo tutti bene.

Potresti presentarci la tua band, i The Agonist?

Certo! Sono Danny Marino e suono la chitarra nei The Agonist. Siamo una band metal che ama giocare con diversi generi, da uno stile death metal estremo ad una musica che ricorda un rock molto melodico.

“Five” è il vostro ultimo album, uscito lo scorso anno. Cosa ne pensate? Ha funzionato?

Sono molto orgoglioso di quell’album perché abbiamo provato a fare qualcosa di diverso. Per la prima volta siamo andati in un nuovo studio di registrazione a Los Angeles con gente completamente sconosciuta: abbiamo vissuto lì, nello studio, mentre registravamo invece di rincasare ogni notte. È stata un’esperienza totale, abbiamo vissuto l’album per tutto il tempo e sì, sono molto felice. Credo spicchi nel nostro catalogo e non ho idea sul come procederemo da qui.

“Five” è il secondo album con Vicky alla voce. Il suo arrivo ha portato una qualche evoluzione nel processo compositivo o in generale altri cambiamenti?

È semplicemente qualcosa che accade. Non è successo qualcosa tipo “oh, è arrivata Vicky” e abbiamo modificato composizioni o stile. Per esempio: in “Eye of Providence”, tutta la musica, intendo la parte strumentale, era stata scritta prima dell’arrivo di Vicky. Quindi il cambiamento era già avvenuto in termini di struttura e composizione, ma ovviamente lei ha aggiunto il proprio stile, differente da quello di Alissa. Immagino sia stato un mix: la band voleva sperimentare e muoversi verso una certa direzione, poi è arrivata lei aggiungendo altre differenze e assieme abbiamo apportato un cambiamento.

Il cambiamento nella voce di una band crea più incentivi o problemi?

Se una qualche band cambia il proprio cantante principale ci sarà un mix di emozioni. Sai, certa gente automaticamente non vorrà più ascoltarti, non importa cosa, altri invece saranno interessati. Forse qualche fan irriducibile ascolta una band solo se mantiene il gruppo originale e ne puoi perdere qualcuno, ma d’altra parte ne puoi guadagnare altri che prima non amavano il sound.
Quindi alla fine perdi e guadagni ed è quello che è successo anche a noi. L’abbiamo visto, specialmente attraverso i social media, dove siamo cresciuti in certe aree.

Piani per il futuro? Intendo, dopo il tour?

Inizieremo a scrivere un nuovo disco. In effetti nel backstage ho già il mio portatile attrezzato e sto buttando giù roba, giusto per divertimento. Voglio dire… Siamo in una fase molto iniziale e ben lontani dal registrare ma questo è il nostro piano per l’inverno: iniziare a focalizzarci sulla scrittura, il ciclo di tour è finito, per ora.

Pensi che nel prossimo anno il growl sarà predominante o userete più voci pulite?

Ritengo che il growl sarà sempre parte dei The Agonist, non riesco a pensare di eliminarlo del tutto. Però non ti so dare una vera risposta in quanto le linee vocali non sono ancora state scritte, vedremo come andrà quando saranno pronte. Ci potrà essere più cantato pulito o più scream, dipenderà tutto dal significato delle canzoni.

Come avete scelto Vicky?

A dir la verità, l’abbiamo trovata online, non la conoscevo affatto. Quando abbiamo perso la nostra cantante ho immediatamente iniziato a chiedere e guardarmi attorno nell’industria, ma il fatto è che non c’era una cantante veramente disponibile adatta alla nostra band: qualcuna non aveva le capacità di canto, altre mancavano di scream o semplicemente erano impegnate in altre grosse band e quindi non disponibili.
Inoltre cercavamo una donna, non intendevamo cambiare troppo e una voce maschile avrebbe modificato di molto il nostro sound.
Quindi ho cominciato a cercare online, tra le cover, un sacco di gente posta roba del genere, persino Paco lo faceva con la chitarra prima di unirsi alla band.
Sono incappato in lei e beh… Era molto brava nelle sue cover di Arch Enemy e The Agonist e l’ho contattata online. Non le ho detto il vero motivo, perché non era ancora una notizia di pubblico dominio, tanto Century Media quanto noi non l’abbiamo rivelato poiché avrebbe rovinato le pubblicazioni sia degli Arch Enemy sia nostra, quindi ho chiesto “Saresti interessata ad una collaborazione? Sto cercando un’altra artista per fare altra roba con noi” e lei ha risposto “certamente”. Dopo averci parlato di più e ascoltato qualche demo, tutti nella band l’hanno apprezzata e ho ammesso che in effetti era per i The Agonist, ma non potevo dirglielo prima e lei ha accettato di unirsi a noi.

Qual è la tua canzone preferita da suonare sul palco?

In questo tour amo particolarmente “A Necessary Evil”: è super energica, ma possiede anche un sacco di melodia. Fa muovere la folla e anche noi. Non è puro thrash, ha un sacco di belle melodie aperte e cose del genere, quindi probabilmente è la mia preferita.

Cosa ne pensi della questione “Female fronted band”? Una definizione sessita, offensiva o semplicemente non ti importa?

Penso che sia una questione di marketing da due soldi. Ovviamente penso sia un bene, anche io faccio parte di una band con voce femminile. È un’ottima cosa che le donne siano coinvolte, ma non mi piace l’etichetta, perché costituisce un genere ben specifico, con un sound alla Nightwish. So che suoniamo qualcosa di decisamente diverso, ma siamo stati etichettati in quella categoria, quindi la gente pensa che il nostro stile sia uguale ad uno di quei gruppi “lirici sinfonici” e non danno un’occhiata, per quanto potrebbero invece amare la nostra musica.
Mi auguro possa aumentare la presenza femminile nelle band e non solo come cantanti, in modo tale che diventino comuni e semplici musicisti come altri.

Che musica ti piace ascoltare nella vita di tutti i giorni?

Ascolto qualsiasi cosa: amo i Muse, i Leprous e ci sono altre band che sto ascoltando in questo momento, come i Puscifer, con Maynard dei Tool.
Sul tour bus ascoltiamo un sacco di rock classico, specialmente degli anni ’70, perchè per noi è divertente ascoltarlo dopo uno spettacolo.
Sto anche cercando di tenermi aggiornato sulle nuove uscite, come il nuovo album dei Black Dahlia Murder che è molto figo.

Come ti vedi tra dieci anni?

Non ci voglio nemmeno pensare! Ho appena compiuto 33 anni e mi sento già vecchio, quindi… a 43 non ne ho la minima idea. Voglio dire… vivo per il momento, quindi sì, non ci penso.

Vuoi lasciare un messaggio per i vostri fan su MetalPit?

Dico solo questo: uscite e supportate le band, e non solo i The Agonist. Cercate i The Agonist, mi piacerebbe. Scaricateli pure, va bene, non mi interessa, basta che li ascoltiate.
Ma pensate anche all’importanza di supportare in generale la musica: comprate i biglietti degli spettacoli, comprate magliette. Non è così costoso e avrete qualcosa da ricordare, contro un applicazione sull’iPad che è semplicemente vuota.