Dopo l’uscita del loro primo album, “Red ~ Phantom Delusive”, i tedeschi The Black Court si sono dimostrati gentili e disponibili per un’intervista, nella quale il bassista Marcel Schön ci ha parlato della carriera della band, dell’appena citato disco e dei piani per il futuro del quintetto.

Ciao Marcel e benvenuto su Metalpit. Come state vivendo questi giorni successivi all’uscita del vostro primo album, “Red ~ Phantom Delusive”?
Beh, è stata una bella avventura. Siamo felici di aver completato la scrittura e la registrazione del nostro primo disco. Dopo il release party avvenuto a gennaio siamo tornati a dove apparteniamo: nella nostra sala prove, per scrivere nuova musica, organizzando qualche concerto per promuovere l’album.

Dal tuo punto di vista ci sono molte differenze rispetto al precedente EP oppure ciò che è successo è una semplice evoluzione senza cambiamenti radicali?
Penso che sia stata un’evoluzione nel senso che abbiamo preso determinate parti di canzoni su cui abbiamo lavorato in passato e abbiamo cercato di contestualizzarle in strutture nuove e migliori. Nei tre anni che son passati tra l’EP e l’album abbiamo lavorato costantemente sulle nuove canzoni, scartando parti che non funzionavano nel contesto, sostituendole in modo da renderle in grado di rappresentare maggiormente lo stile musicale che vogliamo suonare.
Nel mentre, non siamo cresciuti solo come musicisti ma anche come band. Un cambiamento rilevante è arrivato alla seconda chitarra. Con l’aggiunta di Alex siamo diventati più versatili, e lui è anche un grande ragazzo che si è inserito al meglio nella formazione fin da subito. Ha portato con sé influenze diverse che probabilmente sentirete nel nostro prossimo lavoro.

In certe parti possiamo notare la similarità con band classiche del genere, come At The Gates e Killswitch Engage, ma in altri settori ho notato una buona personalità. Durante la fase di scrittura dei brani quanto siete stati influenzati da varie influenze?
Noi suoniamo semplicemente musica. Questo è tutto. Il nostro vantaggio è che apprezziamo tutti generi diversi del metal e della musica in generale. Sebastian, il nostro chitarrista, è più vicino al sound americano del Melodic Death Metal, mentre il nostro batterista Phil è più su quello scandinavo, e scrive le nostre parti più melodiche. Combinando i vari stili vorremmo creare qualcosa di accattivante. Inoltre, vedremo come contribuirà Alex, il quale ascolta molto Old-School Death Metal svedese.

C’è qualcosa di particolare dietro all’album? Qualcosa che connette tutti i brani?
“Red ~ Phantom Delusive” non è un concept album in nessun senso, però c’è un tema in particolare che unisce tutte le canzoni: nei testi cerchiamo di concentrarci negli aspetti cupi della vita. Il titolo dell’album si riferisce a tutte le delusioni, la confusione e i disturbi che ognuno incontra vivendo, e alle conseguenze più negative che portano con loro.

C’è qualcosa che apprezzi maggiormente di questo lavoro? Un fatto accaduto durante la sua creazione, una canzone in particolare o altro…
Posso parlare solo dal mio punto di vista e, come ho detto prima, è stata una bella avventura. Per rilasciare il nostro debutto ci è voluto più tempo del previsto, ma ne è valsa la pena. Sentirlo per la prima volta nella sua interezza è stato qualcosa di speciale, specialmente perché abbiamo registrato la gran parte delle parti strumentali individualmente, quindi nessuno sapeva come sarebbe stato il risultato finale.

Questo è il vostro primo album ma siete attivi da ben otto anni. Quante cose son cambiate in questo tempo?
Non ci sono stati grandi cambiamenti dalla nascita della band, nel 2011. Siamo sempre cinque ragazzi che amano suonare e passare del tempo assieme. Non abbiamo nemmeno avuto molte modifiche alla nostra line-up, dopo la prima demo, nel 2013, c’è stato solo l’ingresso di Alex come secondo chitarrista, avvenuto nel 2016. Le cose hanno iniziato ad andare bene dopo aver registrato l’EP nel 2015, quando abbiamo avuto la possibilità di suonare concerti nella zona meridionale della Germania, in Austria e in Slovenia (MetalDays) nel 2017. Questi impegni e queste esperienze hanno raggiunto il culmine in “Red ~ Phantom Delusive”.

In “The Maze” avete collaborato con Britta Görtz, cantante dei Cripper. Avete buoni rapporti con loro e con altre band locali?
Nella nostra città d’origine la scena metal non è molto grande, quindi siamo costantemente in contatto coi vari gruppi. Nel corso degli anni i nostri rapporti con i Cripper e con Britta sono cresciuti ed è stata lei a offrire il suo supporto; ci ha aiutati molto durante la registrazione del disco. Infatti, non ha solo cantato in “The Maze”, ma ha aiutato Oskar, il nostro cantante, per registrare le parti vocali. Ha creduto nella nostra musica ed è stata sempre disponibile per supportarci, e per questo la ringraziamo. Ora sta lavorando con i Critical Mess e stanno facendo un ottimo lavoro. Un grande aiuto, nei primi anni di attività, ci è stato fornito anche da parte degli Aeonyzhar: Carsten e Chris ci hanno aiutati a registrare e produrre il nostro primo EP, nel 2015, guidando i nostri primi passi all’interno del mercato musicale. Inoltre, ci sono diverse band con cui abbiamo suonato insieme dal vivo. Guardando indietro, siamo molto felici dei nostri primi anni di carriera.

Hai un consiglio da dare a ogni band emergente?
Suonate. Tutti fanno schifo all’inizio, ma cercate di uscire dalla vostra comfort zone e divertitevi suonando il vostro strumento. Prendetevi il vostro tempo per migliorare, nessuno vi corre dietro, e in ogni caso le possibilità che riusciate a vivere solamente della vostra musica non sono alte 😉

Attualmente, avete qualcosa in programma per il futuro? Volete concentrarvi sulla promozione di “Red ~ Phantom Delusive” oppure siete già al lavoro sul suo successore?
I nostri piani per il futuro sono semplici: promuovere la nostra musica suonando dal vivo, scrivere nuove canzoni e divertirci, tornando in Europa meridionale prima o poi. Inoltre, speriamo di registrare un nuovo album nei prossimi tre anni 😉