Pochi minuti dopo il loro concerto a supporto degli Arch Enemy a Bologna dello scorso 12 giugno (qui le foto, insieme al report di Roma), i The Charm The Fury si sono rivelati molto disponibili nel concederci un po’ del loro tempo, nella figura della cantante Caroline Westendorp. Ecco come ha risposto alle nostre domande!

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Ciao, siamo Giada e Federico di MetalPit! Grazie per l’opportunità di intervistarvi, è un piacere parlare con voi. Come vi sentite dopo il concerto?

È stato molto bello, effettivamente. Siamo ben abituati con i fan italiani, abbiamo suonato con Marilyn Manson l’anno scorso e pure con gli Eluveitie, e il pubblico era impazzito! Quindi abbiamo tenuto le nostre aspettative un po’ alte, ma oggi era presto e il pubblico era ancora un po’ morbido, doveva riscaldarsi. Ma è andata bene comunque, è stato divertente.

Come sono nati i The Charm The Fury?

Oddio, è stato un bel po’ di tempo fa… credo che qualcuno abbia postato un annuncio su Facebook, o qualcosa del genere. “Cerco una band metal…” e ho pensato oh, mi piacerebbe provare a cantare in scream. È iniziato quindi tutto online, ci siamo incontrati tramite l’annuncio di qualcuno che voleva formare una band e abbiamo iniziato a suonare, alcuni sono andati via, altri si sono uniti e ora siamo qui.

Quali sono le idee e le ispirazioni dietro “The Sick, Dumb & Happy”?

In realtà tutto, la società in cui viviamo adesso. Più che altro gira intorno al fatto che stiamo chiudendo gli occhi di fronte ai veri problemi… come ad esempio la guerra in Siria, ora come allora, gli attacchi a Charlie Hebdo in Francia… la gente sta diventando sempre più stupida e cieca, isolandosi nel suo piccolo mondo, badando ai suoi interessi e ha smesso di guardare verso i veri problemi. Questo è ciò che fanno i media, se ci pensi: è una prospettiva a senso unico sul mondo. E Trump non era neanche stato eletto quando abbiamo scritto l’album… quindi, guarda un po’ cos’è successo!

Quali sono i veri problemi a cui vi riferite?

Beh, il tema principale che trattiamo è svegliarsi e staccarsi dal proprio stupido cellulare. Non annegate nelle immagini perfette che vedete su Instagram, cercate la vera storia dietro di esse e svegliatevi. Non rendete il vostro mondo più piccolo, è ciò che fa l’informazione: continua a renderci più stupidi e ci imbocca queste immagini idilliache, non è così che stanno realmente le cose.

In “Echoes” accennate alla politica, alla guerra e altro. Qual è la vostra opinione su questi temi?

Guerra e politica, una conversazione infinita! Beh, adesso con Trump, ciò che sta accadendo questa settimana, sta sfuggendo di mano… con lui Presidente, il mondo intero ha perso. Inoltre, con i rifugiati dalla Siria che arrivano in Italia, credo sa necessario accoglierli e comportarci come un’Unione, mentre adesso tutti i Paesi rifiutano di vedere… bisogna iniziare a comportarsi come un’entità unica. Oh, inoltre, Trump fa schifo. Deve andarsene.

Di recente avete firmato con Nuclear Blast, come vi sentite? Vi ha influenzati come band?

Beh, siamo molto fieri perché tutti i nostri idoli sono stati o sono ancora sotto Nuclear Blast, come gli Slayer, i Machine Head… anche gli Europe e addirittura gli Steel Panther, uno dei miei peccati di gola, sono sotto Nuclear Blast. È un grande onore perché sono così grandi, i più grandi nella scena, immagino. Non ci ha influenzati, abbiamo formato dopo aver finito e presentato il disco, l’hanno sentito e hanno detto “va bene, facciamolo!”

Avete piani per il futuro, dopo il tour?

No, ce ne staremo un po’ tranquilli. Faremo il tour e qualche bel festival, come Wacken, e dopo un po’ scriveremo il nuovo album. Quindi ci rilasseremo, ma sempre scrivendo.

Qual è la tua canzone preferita da eseguire sul palco e perché?

Ora come ora mi piace molto “Songs of Obscenity“, perché la gente fa il wall of death, anche in concerti come questi, con un pubblico più rilassati e abbastanza presto, otteniamo un wall of death. Quindi sì, questa canzone è quella che preferisco.

Cosa ne pensi dell’argomento “female fronted band”? Secondo te è sessista, offensivo o non ti importa?

Beh, ci sono due aspetti: attiri un sacco di attenzione, ma le persone hanno anche un atteggiamento del tipo “vediamo cosa sa fare”. Devi sempre lavorare un po’ più duramente, perché pensano “oh, la band va avanti solo perché hanno una cantante donna”. Sei un po’ svantaggiata, perché pensano che lo stiamo facendo solo perché ho le tette, mentre in realtà cerco di essere una brava cantante. Effettivamente, è davvero sessista: la gente non si aspetta che tu sia nella band. Una volta sono stata chiamata, credo dal tour manager, e mi è stato chiesto se fossi la ragazza del merchandise! Quindi sì, il sessismo è ancora radicato e piuttosto rude. È una cosa che deve cambiare.

Che musica ascolti nella vita di tutti i giorni?

È curioso, perché ne stavamo proprio parlando. Durante il tour, non ascolti la musica che suoni, perché sei immersa nel metal per tutta la sera. Io ascolto molto hip hop, Post Malone… ma anche musica acustica, folk, country come i Fleet Foxes o gli Stone Foxes.

Quali vocalist ti hanno ispirato di più?

Sono stata molto ispirata dagli Underoath, fanno una sorta di metalcore. Pensandoci… amo le cantanti metal super gotiche o roba simile, come nei Within Temptation, oppure ci sono quelle serie, tipicamente metal, e poi ci sono gli Underoath, che sono un po’ in mezzo, con un piglio southern alla Pantera. Questo è il motivo per cui sono stata molto ispirata da essi, perché non c’era una cantante donna in quella scena, in quel periodo.

C’è qualche cantante con cui vorresti duettare?

Beh… direi Underoath, con Spencer Chamberlain. Sarebbe un onore con Alyssa, e chi altri… Keith Buckley, cantante degli Every Time I Die.