14 anni!!! Cosa facevate nella vita 14 anni fa? Personalmente mi apprestavo a terminare le superiori: ero un 17enne brufoloso, arrapato ed ero persino credente! Oggi a 31 anni, è cambiato quasi tutto, i brufoli sono spariti esattamente come il mio credo, di pari passo. Pur rimanendo arrapato uguale, mi sembra di pensare ad una vita fa quando ritorno a quell’epoca: gli amici erano diversi, il posto che chiamavo “casa” era diverso, io ero diverso.

Non è il Live Report della mia vita (purtroppo! sigh!), ma una semplice riflessione sui 14 anni passati da quando gli Evanescence hanno composto il loro primo album, “Fallen” e conseguentemente avuto il boom commerciale che meritavano.

Qualcuno mi rimprovererà che il Live Report dovrebbe essere una ricostruzione distaccata e oggettiva di un concerto. Probabilmente ha ragione. Probabilmente dovrebbe cambiare report.

Perché in questi lunghissimi 14 anni, c’è una cosa che accomuna tutti i fan degli Evanescence, ed io tra questi: l’emozione che la loro musica ha saputo trasmetterci. Ma del resto questo lo sapevo già, sapevo benissimo fin dalle prime ore di coda, fin dall’acquisto dei biglietti, che a risentire certi pezzi mi sarebbe venuta la pelle d’oca. Perché sono gli Evanescence, perché è Amy Lee a cantare. Questo basta e avanza per rendere tutto magico e perfetto. C’è però una cosa che mi ha sorpreso. Non me l’aspettavo, non ci speravo nemmeno. Si è andati oltre.

È stata la capacità di Amy Lee di emozionarSi: oggi esattamente come allora. Come se non fosse cambiato nulla. Come se lei non fosse cambiata in questi anni, come se noi fossimo gli stessi di allora. Onestamente mi aspettavo un’ottima prova vocale, come al solito, ed il classico compitino fatto magistralmente da Musicisti con la M maiuscola.

Ero convinto che nella sua testa girassero pensieri del tipo:

“ma cosa ci faccio qua? io adesso faccio cover un po’ di tutti e per tutti, anche della vostra Michielin, faccio le ninne nanne per bambini, faccio le colonne sonore per i film in cui recita Emilia Clarke, la biondissima ed ignifuga Daenerys Targaryen del Trono di Spade, “Nata dalla tempesta”, la prima del suo nome, regina degli Andali, dei Rhoynar e dei Primi Uomini, signora dei Sette Regni, protettrice del Regno, principessa di Roccia del Drago, khaleesi del Grande Mare d’Erba, “la Non-bruciata”, “Madre dei Draghi”, regina di Meereen, “Distruttrice di catene”, (NDR si forse in un’ipotetica conversazione mentale con se stessa, Amy si sarebbe limitata a chiamarla Dany, ma siccome Emilia è un’accanita fan di Metalpit, era d’obbligo il nome completo, altrimenti ci rimaneva male. A proposito, Ciao Emilia, come stai? tutto bene? anche tu come me 14 anni fa ne avevi 17, l’86 è proprio un bell’anno in cui nascere…) quindi si, rifacciamo i soliti pezzi e poi tutti a nanna, canto io”.

Invece no. È salita sul palco e dal primo istante, dalla prima nota emessa, era chiaro che aveva una carica incredibile. Fuori dal comune. E credetemi che di concerti ne ho visti tanti.

L’Italia è sempre stata una parte importante della storia degli Evanescence. Grazie per essere qui, vi amiamo!

Correva da una parte all’altra come una ragazzina, headbanging a volontà, non stava ferma un attimo, il tutto contrastato con la magia della sua voce e con la delicatezza delle sue note (quando stava al pianoforte). Prima di “Lithium“, era al pianoforte, si è girata verso il pubblico dicendo “I love you so much”, che ha ulteriormente scaldato i cuori dei fans. Dava decisamente l’idea di chi per prima si emoziona e si diverte in ciò che fa. E quando un’artista riesce a trasmettere questo, beh, siamo a cavallo (ed essendo in un Ippodromo direi che la coerenza non manca).

La scelta dei pezzi a parere personale buona, poi posso dire che mi sarebbe piaciuto sentire “Hello” ma anche solo il pensarlo mi fa sentire una brutta persona, considerando il coinvolgimento emotivo che avrebbe su Amy. E ovviamente ciascuno poteva preferire questa piuttosto che quella dei 18 pezzi suonati, ma in linea di massima credo davvero che nessuno si possa lamentare. Al massimo, se proprio volessimo trovare un aspetto negativo, mi aspettavo un paio di pezzi in più…

Seppure non un’amante degli arrangiamenti acustici, ho apprezzato molto “The Change” e “My Immortal” in questa chiave, e ho trovato perfetta la scelta di riprendere a “picchiare duro” con le atmosfere dark di “Whisper“. “Bring Me To Life” non poteva che essere il pezzo più urlato e bramato dai fan, per poi chiudere con la “sorpresa” (per chi non se lo fosse già spoilerato dagli altri show) di “Disappear“.

È stato un successo. Non ho fonti ufficiali, ma sembra che abbiano venduto quasi 10.000 biglietti, e questo nonostante fosse in concomitanza con i Coldplay a poche centinaia di metri.

Concludo questo insolito Live Report con una riflessione: da appassionato di fotografia, ogni tanto cercavo i volti dei ragazzi e delle ragazze che avevo attorno. Ed è stato pazzesco come in ciascuno di loro leggevo negli occhi quell’emozione che Amy ha saputo trasmettere a me e probabilmente anche a se stessa. Avrei voluto fotografarli tutti. Per poi magari rivederci tra altri 14 anni, constatare come tutto sia nuovamente cambiato nelle nostre vita, ma avendo almeno una costante: il bel ricordo di una serata che non svanirà mai, con la E maiuscola. E di Evanescence. E di Emozione.

 

SCALETTA:

Everybody’s Fool
What You Want
Going Under
The Other Side
Lithium
My Heart Is Broken
Your Star
Made of Stone
Haunted
Weight of the World
Say You Will
My Immortal (Acustica)
The Change (Acustica)
Whisper
Call Me When You’re Sober
Imaginary
Bring Me to Life
Disappear