Milano come sempre, è terra di approdo dei migliori eventi che la scena Metal ci può offrire! Dopo una notte insonne e una giornata in giro per la capitale meneghina, mi dirigo al Fabrique. Il locale è una novità assoluta per me e del quale mi hanno parlato molto bene. L’evento che sto andando a pregustrare è forse uno degli eventi dell’anno. Mi riferisco al primo tour da headliners per i finnici più amati di sempre, gli Amorphis, che con il loro “Under the Red Cloud Tour” stanno infiammando i palchi di tutta Europa.

Con loro ad aprire le danze ci sono i Poem e i Textures!

Eccovi il resoconto della serata! Ore 18.30 e sono davanti al locale che già dall’esterno appare molto invitante. Come al solito in tutto saremo una ventina di persone ad attendere l’apertura del cancello della biglietteria e successivamente dell’inizio del concerto! Per ingannare l’attesa assistiamo, devo dire abbastanza stupiti, ai passaggi dei monopattini elettrici guidati da Santeri Kallio e Jan Rechberger rispettivamente tastierista e batterista degli Amorphis, che con “nonchalance” facevano avanti e indietro per la via salutando chi li riconosceva!! Il momento dello stupore svanisce all’apertura del locale. Il Fabrique di Milano esteticamente è a livello di spazi  davvero superlativo, con l’interno diviso in due parti, una stanza più grande e una più piccola, dove siamo noi. Ambiente completamente nero con un gran bel palco di medie dimensioni e sembra anche dotato di un buon impianto luci e sonoro. Sicuramente non ha fatto storcere il naso ai nuovi avventori  già posizionati in prima fila. Per cui non ci resta che attendere l’inizio della serata bevendoci una birretta!

La musica in sottofondo si ferma e calano le luci. I Poem sono la opener di questa serata. La band greca ci propone il suo mix di Progressive, Alternative e Grunge Metal. Non amo molto questo miscuglio di sonorità  in genere, ma devo ricredermi per la freschezza che hanno trasmesso a noi primissimi spettatori. La band nel tempo a sua disposizione ha reso bene l’idea sulla sua potenzialità da palco. Ci propongono i 5 migliori pezzi tratti dalla loro ultima fatica in studio “Skein Syndrome“, delle vere e proprie piccole perle del calibro di “Passive Observer“, “Fragments“, “Desire“, “Bound Insanity” e “Remission of Breath“. Come dicevo questa band dimostra di avere grandissime qualità live, dal vivo rendono perfettamente le emozioni che trasmettono su cd e questa credo sia una cosa molto importante per una band. Laurence (chitarra), Stratos (basso) e Stavros (batteria) non hanno perso un colpo e hanno dimostrato di che pasta sono fatti, il tutto incorniciato da George (chitarra e voce) e dalla sua bellissima timbrica. Se non li conoscete ancora vi consiglio di farlo.
Nonostante il pochissimo pubblico durante la loro performance l’energia che veniva trasmessa a doppio senso era palpabile. Bel concerto!

Nella pausa del cambio palco ne approfitto per buttare l’ occhio al banco del merchandise ufficiale e oggi, essendo la giornata dello stupore, vedo che i prezzi sono accessibili: 25 euro le maglie e 20 euro i cd!

Calano nuovamente le luci nella sala ed è giunto il tempo di lasciare spazio alla seconda band della serata, gli olandesi Textures. Band stra osannata dal pubblico più giovane e di cui potete trovare QUI la recensione del loro ultimo lavoro “Phenotype“. Avendoli già ascoltati in precedenza so già che musicalmente non sono per nulla nelle mie corde, per cui aspetto solo di valutarne l’esibizione dal vivo. La loro scaletta è stata la seguente: “Drive“, “Regenesis“, “New Horizons“, “Shaping a Single“, “Grain of Sand“, “Illuminate the Trail“, “Awake“, “Timeless“, “Singularity“, “Laments of an Icarus“. Scrivo così la lista delle canzoni suonate per rendere l’idea di come si sia svolto il loro concerto. Tra una canzone e l’altra i Textures non hanno avuto il minimo appiglio e coinvolgimento verso il pubblico che, secondo me, li penalizza molto di più rispetto alla loro innegabile capacità strumentale. L’esibizione in se non è stata male, la tecnica con loro è assicurata e per i fans dei mega tecnicismi probabilmente sono la band migliore del mondo, ma come dicevo poco sopra mi sono trovata di fronte una band estremamente fredda e che pecca di pathos, cosa questa che su cd può andare bene ma non sicuramente in un contesto di musica dal vivo. Quando la tecnica supera il sentimento si ha sempre un effetto collaterale ovvero vedere dalla terza canzone in poi gente immobile oppure seduta sulle scale a guardarsi il cellulare o peggio a sbadigliare. Ripeto non sono sicuramente nelle mie corde ma penso abbiano deluso anche i loro fans.
Fortunatamente il tempo a loro disposizione è finito e intanto il pubblico comincia a rimpolpare lo spazio vuoto nella sala e non ci resta che aspettare la band headliner!!!

Ed ecco, le luci si spengono del tutto e inizia il fermento nel pubblico, che ormai ha riempito tutta la parte frontale del palco. Il boato parte quando nel buio si sente l’intro di “Under the Red Cloud” e si accende la luce sul palco! Come da copione i primi ad uscire sul palco sono Santeri Kallio e Jan Rechberger seguiti a ruota da Esa Holopainen, Tomi Koivusaari e Niclas Etelävuori. Per ultimo appare Tomi Joutsen e da qui inizia il vero grande spettacolo. Con una scaletta che definirei quasi perfetta i finnici danno l’ennesima riprova di essere dei veri e propri animali da palco in cui passione, cuore e bravura sono un tutt’uno. Tra loro e il pubblico istantaneamente parte questa ragnatela metallica che invade qualsiasi persona presente con la loro musica, uno scambio di energia che hanno le migliori bands nel nostro amato genere musicale. La scaletta come dicevo prima è quella che ormai tutti noi fans o addetti ai lavori conosciamo e che è la stessa per ogni serata del loro grandioso tour che fa capo alla promozione di “Under the Red Cloud”. Ci propongono “Sacrifice“, “Bad Blood“, “The Four Wise Ones“, “Dark Path” e “Death of a King” che secondo me sono tra i pezzi che più si addicono a rappresentare in chiave live la loro ultima fatica!
Gli Amorphis inoltre, hanno sempre avuto una grandissima caratteristica, che è quella di entrare dalla testa e arrivare direttamente al cuore di chi li ascolta mantenendo sempre i piedi ben piazzati nel terreno e non dimenticando mai la storia musicale che li ha resi quello che sono oggi e che li spinge a riproporre molti dei loro pezzi storici, a volte meno conosciuti, per cercare di accontentare un po’ tutti i propri fans. In questa occasione gli Amorphis ci deliziano con alcune delle perle della loro lunga carriera ovvero con “Drowned Maid” dall’immenso “Tales From The Thousand Lakes” con tanto di growl di Tomi Koivusaari, facendoci fare un salto all’indietro nel tempo quando era lui il cantante degli Amorphis. Seguendo poi con “On Rich and Poor” e “My Kantele” da “Elegy”, “Silent Waters” dall’omonimo album, “House of Sleep” e “The Smoke ” da “Eclipse” ,”The Wanderer” e “Hopeless Days” da “Circle“, “Silver Bride” e “Sky Is Mine” da “Skyforger”. Insomma una super carrellata che non potrà accontentare tutti, ma sicuramente ci ha dato quel momento “speciale e unico” che tutti stavamo aspettando. “The Smoke” è il pezzo che determina la fine di questa serata memorabile in cui pubblico e band erano fusi un un unica cosa, in cui a tratti Tomi smetteva di cantare e si accorgeva che tutti cantavano o quando il pubblico intonava le parti delle chitarre in “On Rich and Poor” in cui Esa per un istante ha perso il piglio del nordico glaciale e si lasciava scappare qualche sorrisino stupito! Una band unica come unico è il suo pubblico! Grandiosi! Comunque io da buona fan continuo imperterrita a sperare di poter riascoltare dal vivo dei pezzi tratti da “Am Universum” o “The Karelian Isthmus” e ovviamente anche da “Tuonela”!
Mentre si spengono i riflettori su questa bellissima serata, penso alla fortuna di amare questo genere da ormai 30 anni… Il Metal è passione!

Un ultima considerazione la lascio per ringraziare la Live Nation e il nuovo connubio con il Fabrique di Milano. Una unione che spero durerà per moltissimi altri eventi, data la grande qualità sonora e di vivibilità che ho trovato in questo locale! Complimenti!

Piccola nota: in questo mio report non sono presenti foto. Ma siccome noi di Metalpit non vi lasciamo mai a bocca asciutta, vi rimando alla nostra Gallery e al Report relativi all’esibizione degli Amorphis in terra slovena, al Mostovna di Nova Gorica in cui eravamo presenti!

….”I listened to my heart beating
The faint rush of my blood”…..