Dopo l’ultima esibizione al Blue Rose Saloon nel 2018, gli Angelus Apatrida, grandi esponenti del thrash metal spagnolo, fanno ritorno in Italia per due date, tra cui quella in oggetto nel capoluogo lombardo, precisamente al Legend Club. I Nostri suonano in promozione alla loro sesta fatica, “Cabaret De La Guillotine”, uscita l’anno scorso, e ad accompagnarli troviamo due band nostrane, gli Ural e gli Enemynside, che daranno manforte alla serata.

Purtroppo, come spesso accade, quando apre il locale l’affluenza è scarsa; ciò nonostante gli Ural entrano in scena, prendono in mano la situazione e sulle note di “Werewolf” danno una scossa iniziale. Dalla nascita a Torino nel 2010 hanno pubblicato quest’anno il secondo disco, “Just For Fun“, su cui si baserà quasi l’intera scaletta. I nostri dimostrano una notevole grinta, tengono il palco con dinamicità affiancandosi a vicenda, e possiamo notare come, nonostante i cambi di formazione, quella attuale sia ben consolidata. Il sound generato è una potente miscela di thrash/crossover dettato dai riff e assoli abrasivi da parte di Alex Gervasoni e Luca Caci, mentre le dure linee di basso tracciate da Stefano Moliner e le martellanti parti di batteria ad opera di Filippo Torno conferiscono un ulteriore spinta ad ogni pezzo. Infine il frontman Andrea Calviello raschia le corde vocali sfociando in un growl graffiante. Complessivamente i pezzi hanno un bel tiro, anche gli unici due estratti dal primo disco “Party With The Wolves“, ovvero “Endless Story Of Outer Spaces Attack” e la title-track, con la quale terminano l’esibizione riscuotendo dai pochi presenti buoni consensi. 

Setlist:
Werewolf
Interference
Inside
W.D.W
Crossearth
Mind Control
So What
Endless Story Of Outer Spaces Attack
Party With The Wolves

Proseguiamo sul filone thrash con l’arrivo degli Enemynside, nati nel 1995 inizialmente come Scapegoat, per poi cambiare nome nell’attuale nel 1999. Anch’essi incuranti dei pochi presenti prendono posizione e partono in quarta con “For All The Jerks”. Il repertorio si baserà sull’EP “Dead Nation Army”, uscito l’anno scorso, ma soprattutto sulla loro quarta creazione “Chaos Machine”, fresca di pubblicazione. Con il procedere dell’esibizione, si nota che non si tratta di un thrash grezzo, essendo la ritmica è ben costruita grazie ai riff taglienti e assoli spinti da parte di Francesco Cremisini e Matteo Bellezza, ai quali si amalgamano i corposi giri di basso di Andrea Pistone, mentre Fabio Migliori dietro alle pelli sostiene ritmi pesanti e costanti. Francesco, oltre a essere un buon chitarrista, sfoggia un timbro sporco che rende le canzoni più mordenti. I nostri possono vantare un’energica tenuta di palco grazie all’attività live, che gli ha permesso di suonare sia in Italia che all’estero con Dismember, Enthroned, Tankard, Sabaton e molti altri. Inoltre, nel corso degli anni, hanno subito anche loro vari cambi di line-up e uno scioglimento: attualmente solo i chitarristi sono membri fondatori, ma nonostante ciò nel complesso c’è una forte intesa. Col procedere del concerto raccolgono buoni consensi, sino alla doppietta finale composta da “Bad Junks” e “Speed Killing” tratte del primo lavoro “Let The Madness Begin”. Senza dubbio anche i romani si sono fatti onore, raccogliendo meritati applausi possono lasciare il palco agli headliner.

Setlist:
For All The Jerks
Black Mud
Deadline
System Failure
Buried Past
The Terror
Shitstorm
Frozen Prison Cell
Devil In Disguise
Bad Junks
Speed Killing

La compagine tricolore è terminata, ora è il momento dei tanto attesi Angelus Apatrida, che entrano in scena preceduti da un’intro. Purtroppo anche loro si trovano di fronte a un locale quasi vuoto, ma senza perdersi d’animo si armano degli strumenti e attaccano con “Sharpen The Guillotine”. L’impatto è micidiale, investono i presenti con un muro di suono che si protrarrà per tutto lo show, la risposta è decisamente positiva tanto che “quattro persone” creano un moshpit con l’entusiasmo di cento. Gli alfieri spagnoli sono più agguerriti che mai, macinano un pezzo dopo l’altro con violenza e determinazione, le sei corde di Guillermo Izquierdo e David G. Álvarez sono affilate come lame di rasoio e lacerano i timpani, mentre José J. Izquierdo scaglia possenti note di basso. Il loro thrash ben saldo alle radici old school e ne risente delle influenze heavy e death, la ritmica e gli assoli sono ben incastonati, mentre il tutto è sostenuto dal potente Víctor Valera che fa tremare piatti e pelli senza sosta. Il frontman Guillermo oltre alle sue doti da chitarrista, dimostra il suo potenziale vocale sfoderando uno scream dal timbro ruvido. Il repertorio tocca quasi tutta la discografia, dall’ultimo “Cabaret De La Guillotine” sparano pezzi come “The Hum” e “Downfall Of The Nation”, mentre dal passato lanciano bombe come “Vomitive”, “Violent Down” e “Serpents Parade”. L’entusiasmo dei fans è sempre acceso, con i presenti che ripagano la band con urla, applausi e cori d’incitamento, finché Guillermo e compagni con “Give Em War” concludono, ritirandosi per una breve pausa. Successivamente tornano alla ribalta con “You Are Next”, sferrando il colpo di grazia di un’esibizione assolutamente devastante. 

Questo concerto a quanto pare è stato per pochi intimi, ma fortunatamente il calore e il supporto nei confronti delle band non è mai mancato, complimenti a Ural e Enemynside che hanno tenuto alto l’onore del metallo italiano, e, ovviamente agli Angelus Apatrida per la tenacia e professionalità dimostrata. Ringraziamo Bagana e tutto lo staff del Legend Club, per l’impegno dimostrato nell’organizzazione dell’evento. Alla prossima!

Setlist:
Intro
Sharpen The Guillotine
One Uf Us
Immortal
Vomitive
Of Men And Tyrants
The Hum
Violent Dawn
Downfall Of The Nation
End Man
Serpents Parade
Give Em War

Encore:
You Are Next