Dopo l’ultimo passaggio nel 2016 nella nostra penisola, finalmente il grande ritorno una band sempre più amata dal pubblico italiano, facendo tappa fissa all’Alcatraz di Milano ecco i fenomenali Avantasia, pronti a mandare i fans in delirio in questo “Moonglow World Tour 2019”, promuovendo l’ottavo capolavoro partorito dalla mente del mitico Tobias Sammet, con la preziosa collaborazione di ospiti di altissimo calibro come Bob Catley e Ronnie Atkins ormai di famiglia e nuovi arrivati come Candice Night (Blackmore’s night), Geoff Tate (ex Queensrÿche) e Hansi Kürsch (Blind Guardian), giusto per citarne alcuni. Ovviamente un evento di tale portata ha richiamato moltissima gente e come di consueto i fans più sfegatati si piazzano davanti all’Alcatraz sin dal mattino presto, aspettando interminabili ore di attesa ma con la certezza che saranno ampiamente ripagati. Durante la giornata la fila si allunga sempre di più e non appena aprono i cancelli, scatta la folle corsa per accaparrarsi i primi posti.

Una volta entrati restiamo in febbricitante attesa mentre pian piano il locale si riempie. Allo scoccare delle 20.30 le luci si spengono, il logo presente sul telone del palco principale s’illumina e dalla platea si sollevano urla fragorose. Come brano introduttivo è stata scelta la “Sinfonia n.9 op. 125 Ode To Joy” di Beethoven, sul termine tre colpi di piatto danno inizio a “Ghost In The Moon”, dopo alcuni secondi il telone cade e alla vista degli Avantasia la folla esplode in un boato. Esaltati e incantati dalla stupenda coreografia curata nei minimi dettagli che rispecchia esattamente l’artwork con alberi e lampioncini accesi, fiabesco ma al tempo stesso inquietante, sembra di essere entrati nel mondo di Tim Burton. In cima alla pedana si staglia colui da cui è nato questo fantastico progetto, il solo e unico inimitabile Mr. Tobias Sammet che con la sua inconfondibile voce in un secondo cattura l’intero pubblico, incitandolo al massimo come solo lui sa fare. Alle sue spalle una schiera di musicisti incredibili, alle sei corde la super accoppiata composta da Sascha Paeth (nonché loro produttore) e il polistrumentista Oliver Hartmann, al basso André Neygenfind, alla tastiera Michael Rodenberg, alla batteria Felix Bohnke suo fedele compagno d’avventura come negli Edguy, infine come parte corale un perfetto trittico formato da Herbie Langhans con le affascinanti Ina Morgan e Adrienne Cowan. Tutti ottimi elementi che grazie a fiumi di ritmiche colorate da sferzanti assoli, calibrati con la giusta potenza e intrecciati con melodie e orchestrazioni, viaggiano pari passo a linee vocali soavi ed estese che seguono l’andamento dei brani, il tutto sotto la costante propulsione di piatti e pelli. Complessivamente andranno a comporre non un semplice sound ma un maestoso mosaico symphonic-epic-power metal, che pezzo dopo pezzo manderà i fans in visibilio. Ora col procedere del concerto vediamo come se la cavano i vari ospiti, i quali annunciati da Tobias compariranno sempre dalla pedana dietro alla batteria, con “Starlight” diamo il benvenuto Ronnie Atkins (Pretty Maids), un veterano in casa Avantasia che da sfogo alle roventi corde vocali con una notevole tenuta di palco, come nella successiva “Book Of Shallows” nella quale sarebbe stato bello vedere dal vivo anche la partecipazione di Hansi Kürsch (Blind Guardian), ma purtroppo non è possibile portarli tutti in tour. La successiva ugola d’oro è Jørn Lande (ex Masterplan) che esegue “The Raven Child” e “Lucifer” ruggendo con tenacia e forza di coinvolgimento, dopodiché ecco una new entry ovvero Geoff Tate (ex Queensryche) che con la doppietta “Alchemy” e “Invincible” dando lustro a una vocalità pulita e squillante. Si procede tornando indietro al primo disco “The Metal Opera pt. 1”, vista la mancanza di Michael Kiske (Helloween, Unisonic)” Tobias si riappropria del palco e per le parti di Kiske entra in gioco Oliver, logicamente con una netta differenza vocale. È il momento della soffice title track “Moonglow”, dove l’originaria Candice Night (Blackmore’s night), viene sostituita dalla giovane e versatile Adrienne Cowan (Seven Spires) dal look sensuale e accattivante, la cui voce limpida e prominente si dimostra adatta al pezzo, al che giunge il momento di una cover di Michael Sembello ovvero la celebre “Maniac”, occasione per accogliere il grandioso Eric Martin (Mr. BIG) la cui prestazione è tanto energica quanto sprecata per una cover che si discosta totalmente dal loro genere, ma niente paura perché lo apprezzeremo dopo con “Dying For An Angel” tratto da “The Wicked Symphony” in mancanza di Klaus Meine (Scorpions). Rimanendo in tema di assenze, il trio corale per quanto sia talentuoso, risente comunque dell’assenza di Amanda Somerville che aveva davvero una marcia in più, ma dal momento che è diventata madre di due gemelli ha lasciato la band per avere più tempo per la famiglia e i suoi progetti musicali. Passiamo ora il microfono all’ormai di casa Bob Catley (Magnum), il quale con la sua chioma scintillante, la voce compatta e composta canta “Lavender”, per poi cimentarsi nell’immancabile “The Story Ain’t Over”. Ogni pezzo proposto è cantato all’unisono, un entusiasmo irrefrenabile ha contagiato la platea, grazie alla costante interazione di Tobias che si dimostra come sempre un frontman carismatico sprizzando energia da tutti i pori. Grande intrattenitore con giochetti per far urlare e applaudire il pubblico dividendolo in zone, con l’Iphone fa riprese e selfie per la pagina Facebook, si avvicina alle prime file dando la mano ai fans. Inoltre non gli manca il senso dell’umorismo difatti quando un fan gli lancia uno striscione, lo appende al pannello trasparente di fronte alla batteria, sacrificando la visuale del povero Felix che a parte gli scherzi sta dando anima e corpo, infine duettando con i vari ospiti crea una perfetta sinergia senza far mancare gli elogi. Ora Tobias e soci riprendono a duettare dando spazio a cavalli di battaglia come “The Scarecrow, “Promised land”, l’omonima “Avantasia”, “Mystery Of A Blood Red Roses”, e, con “Lost In Space” terminano la prima parte dello show ritirandosi per una meritata pausa, mentre il pubblico per nulla stanco li acclama a gran voce reclamando altri pezzi. Il buon Tobias non nega di certo un encore ai suoi amati fans, seguito dai suoi adepti tornano alla ribalta con “Farewell” ultimo duetto con Adrienne, dopodiché per il gran finale tutti gli ospiti sono chiamati a rapporto con tanto di presentazione, posizionati sulla pedana cantano una strofa a testa di “Sign Of The Cross” dopodiché scendono a fronte palco per il ritornello, mixato con quello di “The Seven Angels” cantato all’unisono, reso ancora più festoso da una pioggia di coriandoli.

Signori e signore purtroppo tutte le cose belle finiscono, dopo tre ore di puro spettacolo adrenalinico che ci ha fatto cantare, saltare, e sognare siamo giunti al momento dei saluti, i Tobias Sammet’s Avantasia ringraziano di cuore con tanto d’inchino gli adorati fans, che rispondono con immensi applausi, urla e cori i loro idoli per il meraviglioso spettacolo, impeccabile sotto tutti gli aspetti tanto che ha registrato un clamoroso sold-out. Ogni singolo componente si è rivelato un concentrato di professionalità e passione, ingranaggi ben oliati di una macchina da concerto perfettamente funzionante che non ha lasciato niente al caso, dando ai fans uno show di ottima qualità che si ricorderanno per sempre.

SETLIST

Ghost In The Moon

Starlight (with Ronnie Atkins)

Book Of Shallows (with Ronnie Atkins)

The Raven Child (with Jorn Lande)

Lucifer (with Jorn Lande)

Alchemy (with Geoff Tate)

Invincible (with Geoff Tate)

Reach Out The Light

Moonglow (with Adrienne Cowan)

Maniac (Michael Sembello cover) (with Eric Martin)

Dying For An Angel (with Eric Martin)

Lavender (with Bob Catley)

The Story Ain’t Over (with Bob Catley)

The Scarecrow (with Jorn Lande)

Promised land (with Eric Martin)

Twisted Mind (with Geoff Tate)

Avantasia (with Geoff Tate)

Let The Storm Descend Upon You (with Jorn Lande)

Master Of The Pendulum (with Ronnie Atkins)

Shelter From The Rain (with Bob Catley)

Mystery Of A Blood Red Roses (with Bob Catley)

Lost In Space

Encore:

Farewell (with Adrienne Cowan)

Sign Of The Cross / The Seven Angels (with everyone)