È con non poca curiosità che quest’anno mi appresto a presenziare per la prima volta al Bay Fest, l’evento punk per eccellenza sul nostro territorio. La location molto bella, con in pratica solo una strada che ci separa dalla spiaggia in modo da stare al mare sino a poco prima dei concerti, e l’organizzazione è ottima: la fila all’entrata scorre benissimo e all’interno del fest si sta una meraviglia. Il caldo per fortuna dà una tregua e anche nel primo pomeriggio non si soffre la temperatura, grazie anche ai punti d’ombra comunque presenti.

Buon numero di presenze per la prima giornata, che ha visto molti gruppi sul palco. Tutti hanno lasciato una propria impronta ed il pubblico è stato sempre partecipe. Dovendo citare qualcuno, il primo nome sarebbero i Lagwagon, protagonisti assoluti con uno show strepitoso. Ottima performance dei Mad Caddies, che con il loro sound hanno fatto ballare i presenti per tutta l’esibizione, e mi hanno piacevolmente impressionato anche i Duracel che nonostante l’ora sono stati capaci di dar vita ad uno spettacolo molto trascinante.

La seconda giornata è stata sicuramente quella con maggiore pubblico: impossibile aspettarsi diversamente, con i Dropkick Murphys che riescono a catalizzare un numero elevatissimo di fans con background anche differenti grazie a un live show che è una vera e propria festa. Dal canto loro, gli Agnostic Front e i Booze and Glory rispettano le attese con dei set tiratissimi: sicuramente la loro dimensione ideale è all’interno di un club dove c’è più “contatto” con il pubblico, ma anche sul grande palco l’energia che conosciamo non viene meno.

L’ultimo giorno è stato purtroppo segnato dal violento temporale del primo pomeriggio. Se non si sono raggiunti i numeri della giornata precedente, il motivo è solo quello, visto che il bill era davvero carico. Si inizia appena possibile con i Millencolin e il pubblico si riversa subito sotto il palco tanta è la voglia di musica e, anche se ci sono alcuni problemi tecnici e un blackout, i Nostri non demordono, aiutati dalla folla, ed escono fra gli applausi. Dei Bad Religion, che per metà show ripropongono in maniera integrale “Suffer“, c’è poco da dire: un pezzo di storia che non accenna a diminuire il suo carisma nonostante gli anni, il passato ed il presente del punk. A chiudere, i Suicidal Tendencies dell’inossidabile Mike Muir, un’icona che monopolizza l’attenzione dei presenti: canta e salta per tutto lo show ed in certi momenti ci si dimentica che dietro le pelli c’è quella furia umana che risponde al nome di Dave Lombardo.

Duracel

Forty Winks

Beer Bong

The Lillingtons

Mad Caddies

Lagwagon

Totale Apatia

Second Youth

Booze and Glory

Agnostic Front

Dropkick Murphys

Millencolin

Bad Religion

Suicidal Tendencies