A distanza di due anni dal grandioso concerto tenutosi allo Slaughter Club di Paderno Dugnano, i mitici Coreleoni capitanati dall’inossidabile Leo leoni, fanno ritorno nel nostro paese nella zona bergamasca, la venue scelta è il Druso di Ranica (BG). Quest’anno hanno inciso “Coreleoni II”, rispolverando altri grandi classici del passato dei gloriosi Gotthard, per la gioia di tutti i fans appassionati che per l’occasione sono accorsi numerosi. I più temerari, arrivati ore prima dell’apertura sfidando il freddo pungente, una volta entrati si piazzano rapidamente sotto palco.

Gli svizzeri come band di supporto hanno i loro connazionali Maxxwell, nati nel 2008 con all’attivo il quarto album “Metalized” pubblicato nel 2018. Accolti calorosamente dal pubblico abbastanza numeroso, partono in quarta sulle note di “She Is Mine”, seguita da altri due pezzi sempre del disco nuovo. Seguendo le orme dei loro maestri, propongono un hard rock dando alla serata una scossa iniziale. Hef Häfliger e Cyril Montavon detengono una ritmica energica e accattivante, rafforzata dai giri di basso ad opera di Adrian Müller. Buono il lavoro di Oli Häller alla batteria che conferisce ai brani una marcia in più, mentre il frontman Gilberto “Gilbi” Meléndez completa il sound con una vocalità graffiante dal timbro più o meno marcato a seconda dei brani, dimostrando una buona dose di carisma e interazione, incitando il pubblico e porgendo il microfono ai fans durante i cori. Complessivamente i pezzi hanno un bel tiro, spingendo l’acceleratore soprattutto in brani come “Heads or Tails”, “P.U.T.V” e “Don’t You Bite”. Con la loro dinamica tenuta di palco miscelata al loro sound, mantengono viva la partecipazione del pubblico che applaude a ogni canzone. Infine, con “Queen of the Night” terminano un’esibizione che ha dato alla serata la giusta spinta, la band di Lucerna dopo aver riscosso buoni consensi può lasciare degnamente il palco ai tanto attesi headliner.

Setlist:
She Is Mine
Back Again
Monsterball
The Temple
Metalized
Heads or Tails
Slapshot
P.U.T.V
Don’t You Bite
Queen of the Night

Dopo che i Maxxwell hanno ben riscaldato il locale, i fans sono in febbricitante attesa per l’arrivo dei loro idoli, il locale si è riempito e la tensione cresce, una volta sistemato il palco le luci si spengono e parte l’intro “Waltz. No. 2”. Finalmente ecco i mitici Coreleoni che s’impossessano del palco attaccando con “Standing in the Light”, infiammando la platea con la potenza dell’hard rock sprigionato da Leo Leoni e soci, che ci proiettano immediatamente nel vivo del concerto. I fans cantano con entusiasmo pietre miliari come “Open Fire”, “Angel”, “Mountain Mama”, “Make My Day” e molte altre. Inoltre, gli unici due pezzi originali del disco ovvero “Queen Of Hearts” e “Don’t Get Me Wrong” sono molto apprezzati. I leoni svizzeri sono in forma smagliante, Leo e Igor Gianola sono sempre un’accoppiata vincente, fanno scintillare le chitarre in una pioggia di riff e assoli elettrizzanti, Mila Merker al basso costituisce delle solide fondamenta che sostengono la ritmica, mentre alla batteria dopo il lascito dello storico Hena Habegger è subentrato Alex Motta, dimostrandosi un’ottima aggiunta, picchiando duramente su piatti e pelli conferendo ai pezzi un’ulteriore energia. Inutile dire che questi professionisti tengono il palco alla grande, con grande tenacia, scambiandosi di posizione e affiancandosi a vicenda. Prima Leo e Igor durante “Firedance” prolungano l’assolo scendendo a suonare in mezzo ai fans, successivamente Alex si ritaglia il suo momento di gloria con uno scalmanato assolo di batteria. I Coreleoni sono una macchina live perfettamente oliata, ma una figura di spicco è senza dubbio il frontman Ronnie Romero, che catalizza l’intero audience con la sua vocalità spiazzante e grattata, tra lui e Leo c’è una grande sinergia tanto che ridono e scherzano di continuo, divertendo anche i fans sempre più esaltati grazie alla loro forza d’interazione. Con “The Mighty Quinn” concludono la prima parte dello show, accompagnati da forti applausi gli svizzeri si ritirano per una meritata pausa. I fans non ancora soddisfatti reclamano altri pezzi e dopo pochi minuti, rieccoli tornare in scena con la doppietta “Hunter” e “I’m On My Way”, chiudendo in bellezza un concerto formidabile sotto tutti gli aspetti, Leo e soci hanno saputo darci ancora una volta forti emozioni, raccogliendo immensi applausi possono congedarsi trionfalmente.

Grazie alle esibizioni dei Maxxwell e dei Coreleoni, stasera l’hard rock svizzero ha brillato incontrastato, merito della loro tenacia e passione dimostrata dalla prima all’ultima nota. Ringraziamo la Hub Music Factory, la BA City Factory e tutto lo staff del Druso per il grande evento realizzato. Alla prossima!

Setlist:
Standing In The Light (Gotthard cover)
Love for Money (Gotthard cover)
Open Fire (Gotthard cover)
Angel (Gotthard cover)
Queen Of Hearts
Firedance (Gotthard cover)
Cheat & Hide (Gotthard cover)
Don’t Get Me Wrong
I’m Your Travelin’ Man (Mandy Meyer cover)
Mountain Mama (Gotthard cover)
Drum Solo
Sister Moon (Gotthard cover)
Make My Day (Gotthard cover)
She Goes Down (Gotthard cover)
Fist In Your Face (Gotthard cover)
The Mighty Quinn (Gotthard cover)

Encore:
Hunter (Gotthard cover)
I’m On My Way (Gotthard cover)