Mercoledì sera non potevo di certo mancare al concerto dei Dark Tranquillity, accompagnati da Equilibrium, Vinegar Hill e Ghidrah. La band headliner avevo già avuto modo di vederla live per il primo tour di “Atoma” (2016), ma la location così vicina a casa mi ha convinta a tornarli a vedere più che volentieri. Inoltre, nutrivo grande curiosità per i tedeschi Equilibrium. Per quanto riguarda le altre due band, ahimé, mi erano del tutto sconosciute. Ma ecco cosa ne è venuto fuori da questo concerto al confine tra Italia e Slovenia!

I Ghidrah iniziano a suonare puntuali davanti ad un Mostovna praticamente vuoto. La band austriaca propone un death metal pesante, alternato a parti di voce pulita e deathcore. Un bel mix, che fa iniziare col piede giusto la serata. Difatti, già dal primo brano, i pochi metallari presenti si scatenano in headbanging prolungati (finché c’è spazio per tutti, ben venga). Il cantante ha davvero un grandissimo carisma e riesce a tenere in pugno il pubblico, ironizzando e scambiando anche qualche battuta durante le pause tra un brano e l’altro.

Si tratta sicuramente di una band con grandi possibilità, che mi piacerebbe approfondire. Unica lacuna: c’erano un basso e una chitarra, e sfortunatamente in alcuni brani la chitarra solista era registrata. In queste parti avrei preferito, magari, che il chitarrista si dilettasse nell’assolo piuttosto che nella ritmica, ma a parte questa piccola nota, davvero una grande scoperta. Lascio qui un video per capire meglio il genere della band.

GHIDRAH

Rapido cambio di palco e salgono i componenti dei Vinegar Hill. Il cantante si presenta con i suoi dread, la maglia di Sea Shepherd e un po’ di timidezza. La band propone una specie di melodic metal, in cui si alterna la voce del cantante con quella del chitarrista per le parti di pulito. Pur amando il genere, non mi hanno entusiasmato granché, appunto perché non proponevano esattamente un melodic death metal, ma qualcosa di più particolare e leggero. Nonostante ciò, è stata una esibizione simpatica: il cantante ha anche lanciato al pubblico qualche t-shirt e qualche CD per fare un po’ di pubblicità.
Anche per loro, vi lascio qui un video per capire meglio di cosa sto parlando.

VINEGAR HILL

Altro cambio di palco, il Mostovna è ormai pieno, pronto ad accogliere i tedeschi Equilibrium. Le luci si fanno soffuse ed eccoli capitanati dalla robusta figura di Robert Dahn.
Si parte a manetta con “Prey”, seguita dalla bellissima “Heimat”, entrambe tratte dall’ultimo full-length “Armageddon” (2016). Il pavimento trema quando tutto il locale, ormai completamente pieno, inizia a saltare all’unisono.
Segue un’altra perla, in super stile epic/power/folk, “Waldschrein”. Il pogo è inevitabile e sono costretta ad appigliarmi sulla transenna per non venirne risucchiata. Dopo la bella “Verbrannte Erde”, è la volta di “Blut im Auge” dove è lo stesso Dahn a richiedere un wall of death, che viene naturalmente accontentato dal pubblico italo-sloveno.
La band sembra essere in ottima forma, nonostante l’assenza del bassista Jen Majura. Unica lacuna della serata: le luci. Veramente pessime. Non si riusciva mai a scorgere i volti dei musicisti, gran peccato.
Nonostante ciò, la performance si conclude alla grande con la classica “Born to Be Epic”, dopo la quale il Mostovna saluta calorosamente i tedeschi, regalando anche una piccola bandiera slovena che Dahn porta via con sé.

EQUILIBRIUM

Ormai siamo tutti ben spiaccicati, nonostante la serata non fosse sold out. L’attesa si fa lunga, ma dopo circa mezz’oretta “Encircled” rompe la quiete. La band si muove bene sul palco, dai turnisti Christopher Amott e Johan Reinholdz, al bassista Anders Iwers.
Lo storico cantante Mikael Stanne è molto emozionato di essere tornato, dopo tanti anni, in Slovenia. Per questo segue una delle perle del passato “Monochromatic Stains”, per poi tornare a brani più recenti come la bella “Clearing Skies”, “Forward Momentum” e “Atoma”, tratte appunto dall’ultimo lavoro.
La band è al top della forma e propone uno spettacolo unico, accompagnato da video animati sullo sfondo del palco, che fanno immergere completamente lo spettatore nel puro mood firmato Dark Tranquillity.
Gli svedesi continuano a sorprendere alternando pezzi classici come “The Wonders at Your Feet”, per poi passare al brano “When The World Screams”, suonato live per la prima volta in assoluto. Ma segue un altro piccolo regalo al pubblico sloveno: “Lost to Apathy”, che non veniva eseguita ormai dal 2014.

Breve pausa, e il Mostovna richiama la band sul palco gridando all’unisono “We want more!”. Ed eccoli pronti per l’encore, con l’unico classico non ancora citato: ovviamente sto parlando di “Misery’s Crown”. Il pubblico non riesce più a trattenere l’emozione, urlando a squarciagola il ritornello. E dopo una scaletta di diciotto brani, i Nostri si dileguano con un caloroso saluto.

Setlist

Encircled
Monochromatic Stains
Clearing Skies
The Treason Wall
The Science of Noise
Forward Momentum
The Mundane and The Magic
Final Resistance
Atoma
Force of Hand
Icipher
Terminus (Where Death is Most Alive)
Inside the Particle Storm
The Wonders at Your Feet
When The World Screams
State of Trust
Lost to Apathy
Misery’s Crown

DARK TRANQUILLITY