È un freddo e umido giovedì sera al Legend Club di Milano, tutti si stanno preparando per la serata che vedrà alternarsi sul palco tre validissime band della scena hard and heavy, due lombarde (Diffracture e Avenuelie) e una abruzzese (Fake Heroes).
Le band stanno facendo il sound check in preparazione per la serata che comincerà da lì a breve.
Cerco la persona di riferimento e la trovo nella gentilissima Camilla, che rappresenta la Sandhog, agenzia che si è occupata dell’organizzazione dell’evento e ci accordiamo per le interviste. I ragazzi sono tutti molto entusiasti di poter suonare e di poter rilasciare le interviste, tant’è che ci dilunghiamo in chiacchiere e finisce che arriva il momento di salire sul palco, ché non ho ancora intervistato la band di apertura… intervista quindi rimandata all’aftershow.
Intanto, un po’ inaspettatamente visto che è un grigio giovedì sera, il locale si riempie di gente.

Gli Avenuelie sono i primi a salire sul palco e subito si sente che non sono affatto intimoriti dall’atmosfera di aspettativa e curiosità che si respira in sala. Rompono subito gli indugi senza troppi giri di parole, parla la musica. “Genesi” è il loro primo album, uscito l’anno scorso e completamente autoprodotto: i quattro ragazzi propongono un sound leggermente differente dalle altre band, che tende un po’ più verso l’hard rock, ma pesta per benino.
Il freddo e l’umido non si avvertono più.
Finito lo show, gli Avenuelie cedono il palco ai pescaresi Fake Heroes. Ne hanno fatta di strada, i ragazzi: si stringono sul palco un po’ troppo piccolo per loro sei e tirano fuori tutta l’energia del loro “Clouds“, dal sound più tendente al prog metal e che vede la collaborazione di un certo Giacomo Castellano, nientepopodimeno. Nonostante la fatica del viaggio e qualche malanno se la cavano alla grande; hanno età molto differenti, ma formano un bell’amalgama. È la prima data per il bassista, che è una new entry nella band.
Gli ultimi a salire sul palco sono i Diffracture, in questo caso il malato del gruppo è proprio il frontman, salvato in corner da un’aerosol preconcerto. La dura vita delle rockstar! Il sound dei Diffracture è condito anche da alcune venature djent e math, una bella botta di suono. Il chitarrista Alessandro si fa subito notare per la sua simpatica presenza scenica, ne viene fuori un bello show. “Oneiros” è la loro opera prima, uscito lo scorso giugno e prodotto grazie alla collaborazione di Ralph Salati.
Qualche problemino tecnico non ferma assolutamente la band, che spacca davvero… le orecchie… a tutti!
Tris d’assi per il Legend Club, nulla da dire… la conferma l’ha data anche tutta la gente accorsa al locale, che non si è mossa dalla sala fino alla fine.

LINK ALLA GALLERIA FOTOGRAFICA A CURA DI SAMANTHA G. JONES