Tra i vari tour che hanno toccato il suolo italiano in questo inizio di 2019, il The Sovereign Arsonists è sicuramente uno di quelli che ha attirato più attenzioni su di sé. In veste di headliner, infatti, troviamo i Draconian, nome altisonante nella scena Gothic/Doom internazionale, impegnati nelle loro prime esibizioni nei territori del nostro Paese. Insieme a loro troviamo gli austriaci Harakiri for the Sky e i Sojourner. Dopo aver presenziato anche alla data di Retorbido (PV), noi di MetalPit abbiamo assistito anche al concerto presso il Revolver Club di San Donà di Piave (VE), del quale vi parleremo in questo report. Buona lettura!

I primi a suonare sono i Sojourner, band che vede i propri membri sparsi tra Nuova Zelanda, Svezia e Italia. I Nostri hanno raccolto un buon successo molto rapidamente con i loro primi due album, grazie a un buon Black Metal con molte influenze atmosferiche e Folk, riuscendo da poco a firmare un contratto per Napalm Records. In ogni caso, la loro resa dal vivo resta ancora un’incognita vista l’inesperienza del gruppo in questo ambito, come ha potuto confermare la loro esibizione durante l’ultima edizione del Black Winter Fest, la quale non è riuscita a convincermi particolarmente. In contrasto con le impressioni avute durante la serata di qualche mese fa, la performance del Revolver ha mostrato un netto miglioramento, con i cinque membri capaci di rendere al meglio sia come esecuzione che come presenza scenica, con pochi movimenti ma efficaci.
Il concerto, che dà spazio a brani estratti da entrambi i lavori della band, mostra come il buon potenziale a loro disposizione si stia palesando, confermato anche dalla discreta risposta da parte del pubblico.

Setlist:
1. Winter’s Slumber
2. Aeons of Valor
3. An Oath Sworn in Sorrow
4. Homeward
5. Titan

SOJOURNER

Seconda data in meno di un anno per gli Harakiri for the Sky nel locale veneto, dopo l’esibizione di marzo 2018 insieme agli olandesi Dool. Nonostante la vicinanza dei due concerti e l’assenza di nuove produzioni nel frattempo, noto con piacere come la scaletta proposta sia cambiata molto, con le sole “Heroin Waltz” e “Funeral Dreams“, poste in apertura, suonate in entrambe le occasioni.
Il cantante J.J. e il chitarrista M.S., i due leader del progetto, hanno voluto dare spazio anche ai loro esordi, con l’esecuzione di “02:19 AM, Psychosis“, brano presente nel primo lavoro della band, e “My Bones to the Sea“, estratto dal seguente “Aokigahara”. Il resto dell’esibizione si concentra su “III: Trauma” e “Arson”, produzioni più recenti. Si nota facilmente come il Post-Black Metal degli austriaci dia poca importanza all’innovazione, con pezzi che seguono tutti la stessa strada, ma allo stesso tempo riesce a catturare l’attenzione e a trascinare i presenti in scenari carichi di malinconia e disperazione.
Dei problemi tecnici rovinano l’atmosfera che si è creata, ma nonostante ciò la performance del quintetto si può definire positiva; prima della serata non avevo aspettative molto alte, ma grazie anche al suddetto cambio di scaletta son rimasto soddisfatto da quanto proposto.

Setlist:
1. Heroin Waltz
2. Funeral Dreams
3. 02:19 AM, Psychosis
4. You Are the Scars
5. My Bones to the Sea
6. The Graves We’ve Dug
Encore:
7. Calling The Rain

HARAKIRI FOR THE SKY

Come detto in apertura, il tour in questione è il primo che comprende date in Italia per i Draconian, vista la loro moderazione nel tenere concerti frequentemente, quindi la curiosità riguardo la loro performance è notevole, come si può dedurre anche dall’elevato numero di spettatori presenti.
Gli svedesi salgono sul palco sulle note di “Stellar Tombs“, con la voce angelica di Heike Langhans che fa subito una buona impressione, alternata al growl possente di Anders Jacobsson. Purtroppo lo show è penalizzato da dei suoni gestiti abbastanza male che vanno a sfavorire principalmente le chitarre, con le loro melodie che non riescono a lasciare il segno, ma questo difetto non pesa molto sul giudizio generale dell’esibizione. Quanto offerto dai Draconian è di ottimo livello: sbavature assenti e presenza sul palco ottima, dovuta principalmente alle due figure dietro al microfono. La scaletta si concentra molto sull’ultima fatica del gruppo, “Sovran”, con quattro dei nove pezzi suonati che vengono estratti da essa, mentre i rimandi al passato si basano principalmente su quello più prossimo, con la sola “A Scenery of Loss” a omaggiare i primi tre album.
In chiusura, il concerto offre pure la ciliegina sulla torta finale, con Heike Langhans che torna sul palco da sola ed esegue una nuova canzone della band, intitolata “Burial“, nella quale la sua voce viene accompagnata solo da una base atmosferica e malinconica.

Setlist:
1. Stellar Tombs
2. Bloodflower
3. A Phantom Dissonance
4. The Wretched Tide
5. Pale Tortured Blue
6. A Scenery of Loss
7. The Last Hour of Ancient Sunlight
8. The Marriage of Attaris
Encore:
9. Burial

DRACONIAN