L’inverno è arrivato! Ce lo ripetiamo da giorni e a volte ci porta ad esser più limitati, rispetto alla calda estate, nel pellegrinare tra un palco e l’altro a gustarci qualche bel concerto in buona compagnia. Per il sottoscritto però non sempre è così complicato, basta essere al posto giusto al momento giusto e quando escono gli eventi delle band più amate non si può fare a meno di mancare. Questa volta tocca ai friulani Elvenking, una delle più belle realtà del Power Metal italiano tornata in tour per il loro recente album “Secret Of The Magick Grimoire” (qui la recensione) che ha ottenuto diversi feedback molto positivi dopo la sua pubblicazione a novembre. Approfittiamo perciò del buon Re Elfico che giunge anche in Piemonte alle  Officine Sonore di Vercelli, per passare un bel sabato sera alternativo e non troppo freddo, in compagnia di due buoni amici e l’immancabile attrezzatura per fare qualche scatto. Arriviamo intorno alle 22 per prendere posto in attesa dello show degli Elvenking, accompagnati da Heavenfall e Chronosfear. 

Partiti in leggero ritardo, gli Heavenfall danno il via alle danze, riscaldando i nostri animi con il loro potente “Heavy Motherfucking Metal”. Una band che non conoscevo ma che mi ha fatto piacere scoprire. Formati nel 2003 ad Abbiategrasso, in provincia di Milano, hanno rilasciato un album nel 2012, “Falling From Heaven”.  Composti attualmente da Dest (voce), Pave (chitarra), Giò (chitara), Fleiv (basso) e Mirko (batteria), rendono bene l’idea del loor nome: “un paradiso che deve cadere perché il nostro posto è ciò che conquistiamo in questa vita, siamo liberi di cadere e fallire a modo nostro, liberi di essere quelli che sono caduti dal cielo, incuranti di coloro che guardano dall’alto, liberi di fare a modo nostro“. Il loro Heavy Metal ti trascina energicamente in questo vortice con potenti riff da schiaffi in faccia e pezzi come “Hellrider” lo dimostrano, in cui il cantante si è divertito a scendere dal palco per far ripetere il ritornello a noi presenti tra le prime file. Ottimo coinvolgimento del pubblico con le loro storie!

Tempo di rinfrescarci con una birra e partono subito i secondi ospiti della serata, i bresciani Chronosfear, band Symphonic Power Metal con qualche sfumatura Progressive. Fondati dal batterista Michele Olmi e formati ora da Filippo Tezza (voce), Eddie Thespot (chitarra), Davide Baldelli (tastiera) e Xavier Rota (basso) suonano decisamente più morbidi e melodici rispetto ai precedenti, proponendo un sound influenzato dai grandi dei generi come Gamma Ray, Rhapsody, Stratovarius, Sonata Arctica e Dream Theater. L’idea è stata quella di trovarci davanti a una line up di tutto rispetto e che promette sicuramente bene in vista della pubblicazione del primo album ufficiale prevista per il 2018. Attendiamo sviluppi dopo una buona manciata di brani assaporati dal vivo per la prima volta.

Giungiamo finalmente alla tanto attesa esibizione del Sovrano Elfico di Sacile: truccati con il loro tipico corpsepaint, Damna, Jackob, Rafahel, Aydan, Lethien e Lancs scatenano tutta la loro grinta su un pubblico che ha ormai riempito tutto il locale sotto le note della nuova “Draugen’s Maelstorm“, che dal vivo ha dimostrato di essere all’altezza della versione in studio ascoltata con attenzione pochi giorni prima. Facciamo poi un tuffo nel passato con “Runereader” e la bellissima “Pagan Revolution“. Lo spirito folkloristico e medievaleggiante che li contraddistingue, oltre al Power Metal, lo manifestano con “The Horned Ghost and The Sorcerer” che non poteva mancare in scaletta. Si prosegue con “Trows Kind” e una piacevole versione acustica di “Skywards“, con la presenza sul palco soltanto di Damna e del violinista Lethien. Tornati gli altri componenti si continua a saltare e ballare a ritmo di Folk e Power con “Black Roses For The Wicked One“, “The One We Shall Follow“, terzo brano estratto dal nuovo lavoro, “Elvenlegions“, la bellissima “The Divided Heart” che coinvolge davvero tutti, insieme a “Neverending Nights” e “The Winter Wake“. Il gruppo esce di scena per qualche minuto, lasciando un pubblico che li acclama e che vorrebbe ancora un ultimo pezzo: tutti accontentati! I ragazzi tornano poi sul palco con “The Loser“, estratto dall’album “Era” che scatena il pogo tra le prime file facendo rimanere tutti soddisfatti di questa grande serata.