In data 16 ottobre al The Factory di San Martino Buon Albergo (VR) si è svolta una serata all’insegna del thrash metal, con le band Last Century e Game Over. Un altro bell’evento in questo bel locale, un po’ diverso dal solito date le norme emanate dal governo, ormai vigenti da tempo, che obbligano a stare seduti, indossare la mascherina e rimanere distanziati. Chiaramente assistere a una serata thrash metal da seduti è atipico, anche se questo non è stato il primo concerto che ho visto con i posti a sedere, ma il risultato finale è stato ottimo. Le restrizioni non hanno penalizzato particolarmente l’organizzazione e lo show proposto dalle band.

I Last Century, in apertura, ci hanno deliziato con una buona performance, durata circa 40 minuti. Un’esibizione potente, diretta e decisa con canzoni come “Slaves Of Time” e “Inner Frost” che si sono fatte apprezzare con il loro sound aggressivo al punto giusto. Per l’occasione la band ha presentato il proprio primo full-length, “A State of Being Aware“, uscito lo scorso 3 ottobre. Il lavoro rende ottimamente l’idea del sound proposto dal quartetto vicentino, e la resa dal vivo è stata convincente. Promossi!

Il piatto forte della serata invece sono stati i Game Over, band ferrarese attiva dal 2008 che ha condiviso il palco con gruppi del calibro di Voivod, Carcass e At The Gates. Non sono un seguace da tanti anni come altri, ma ammetto che fin da quando ho iniziato ad ascoltare i loro lavori su Spotify ho nutrito dell’interesse per la loro proposta e una voglia assurda di vederli in sede live per godermi questo muro del suono. La loro è una performance molto buona, con una presenza scenica da 8 scolastico, senza alti e bassi. Sono sicuramente uno dei gruppi di spicco nell’underground italiano in ambito thrash metal, e non solo per la qualità della musica proposta ma anche per la resa dal vivo.
Durante il loro concerto abbiamo anche potuto sentire qualche nota di “Ain’t Talkin’ ‘bout Love” dei Van Halen e “Aces of Spades” dei Motörhead, per ricordare i compianti Eddie Van Halen e Lemmy Kilmister.
Per quanto riguarda gli inediti, canzoni come le fulminee ed energiche “Masters Of Control“, “No More” e “Another Dose Of Thrash” sono state una botta travolgente per le orecchie dei presenti. Da sottolineare la tanto amata e richiesta dai fan “Tupa Tupa Or Die” che non veniva proposta da diversi anni… una vera chicca per la serata! A chiudere in bellezza è stata la cover “Iron Fist” dei Motörhead, forse un pezzo thrash dei Pantera o dei Megadeth avrebbe calzato di più, ma va bene così.
Insomma, la serata si è conclusa troppo velocemente. Si sa, il tempo scorre più veloce quando ci si diverte, e sicuramente le 5 ore di macchina che ho fatto in totale per vedere questo concerto sono state molto ben ripagate con tanta felicità.

Setlist:
1. Two Steps In The Shadows
2. Seven Doors To Hell
3. No More
4. Last Before The End
5. Masters Of Control
6. Gates Of Ishtar
7. Another Dose Of Thrash
8. Tupa Tupa Or Die
9. Neon Maniacs
10. Iron Fist – Motorhead (cover)