Nonostante la lunga attesa per riempire il locale di fan, quella di sabato 11 febbraio nella discoteca sotterranea del Glitter di Crema, lo storico Beat di Via Gramsci, è stata davvero una serata emozionante. Due band molto diverse tra loro ma con una passione in comune: la voglia di fare musica con energia, passione e carisma. Da una parte i giovanissimi Geschlecht, 6 ragazzi tra i diciotto e vent’anni di Piacenza con il loro pesante e aggressivo Groove Metal e dall’altra i Parris Hyde, la nuova band dell’omonimo cantante di Milano che non è altro che puro e semplice Heavy Metal di stampo ‘80s.

Sul piccolo palco del locale, esattamente alle 23.45 salgono sul palco i Geschlecht, formati da Amedeo Finati (voce), Amedeo Casale (chitarra solista), Edoardo Volpato (basso), Fabio Speroni (batteria), Rebecca Vaccari (chitarra ritmica), Mattia Innerfrost Ridolfo (chitarra ritmica e backing-vocals). Il progetto è nato qualche anno fa nelle cantine di Santa Maria della Versa (PV), si sposta poi nel piacentino e dopo qualche cambio di line up si assesta vantando la presenza di ben 3 chitarre e del potentissimo growl del loro frontman Amedeo: inizialmente bassista, scopre successivamente la sua dote vocale in sala prove e, come ci racconta lui stesso, tutti si sono rivolti a lui dicendogli ‘Hai la voce di Satana, da domani canti tu!’. Dopo la pubblicazione del loro primo EP nel 2016 contenente 4 tracce, arrivano sul palco del Glitter offrendo una carica di rabbia, suoni pesanti e riff spacca ossa che si alternano ad assoli e ritmiche più cadenzate, linee vocali davvero aggressive, basso a ritmo pulsante e veloce, il tutto sostenuto dall’ottimo drumming di Speroni. Buone le esecuzioni di “The Man Walk with God” e “Survivor“, le nuove tracce suonate per la prima volta (presenti sul futuro album a cui la band sta lavorando) e “The Game“, ma soprattutto “Dark Hope“, dall’andamento più melodico e rockeggiante, ma sempre accompagnato dalla cattiveria e ruvidità delle linee vocali del cantante. Non mancano momenti di spettacolarizzazione in cui il cantante scende dal palco e inizia a pogare con il pubblico in modo agguerrito durante l’esecuzione di “Beast“. Una buona prova che dimostra una perfetta intesa tra i membri del gruppo e che getta le basi per il loro futuro!

Dopo un’atmosfera agguerrita ci spostiamo su sonorità più melodiche con i Parris Hyde, quattro ragazzi della provincia di Milano formati da Parris Hyde, nome d’arte del frontman (voce e chitarra), Roby Kant Cantafio (chitarra), Max Dean (basso) e Karl Teskio (batteria), pionieri e amanti della vecchia scuola Hard & Heavy e che rappresentano il modello del rocker puro e tradizionale. Essi vantano un’esperienza trentennale dei vari componenti in diversi progetti e come Parris Hyde hanno pubblicato un EP promozionale contenenti 4 tracce: un singolo natalizio, “Metal Bells“, due cover degli Iron Maiden (“Flash of the Blade” e “Fear of the Dark“) e un brano propriom, “I Killed My Wife with a Knife“, brani che sono stati inclusi nelle compilations “Halloween Night” e “Horror Night” per la casa di produzione WSM Music – Soundmultimedia. A giugno 2016 finalmente viene pubblicato il primo album “Mors Tua, Vita Mea“, per l’etichetta discografica Free Mood Promotions, da cui viene estratto anche il video ufficiale di “Life on the Line” che vanta oltre 45000 visualizzazioni su YouTube.

Si parte con l’Intro di “Mors tua Vita Mea” e subito c’è un’ottima carica del pubblico con “I Killed My Wife with a Knife” che mette in evidenza la voce pungente e melodica del frontman, la notevole abilità del gran maestro Roby alla chitarra con i suoi assoli pungenti, la potente e veloce macchina del tempo di Karl, accompagnata dalle sequenze ritmiche formidabili del basso di Max. Si prosegue con “Far Away“, “I Love Shopping with Your Money e “Life on the Line“, che mettono in evidenza le loro capacità esecutive davvero convincenti, fedeli all’heavy metal anni ’80 (Crimson Glory, Alice Cooper, King Diamond e W.A.S.P. per citare alcune influenze), ma con un sound più moderno . Non mancano momenti di teatralità, durante la cover di Rob Zombie House of 1000 Corpses“, in cui il cantante indossa una maschera e mostra un teschio dal nome Misery, mascotte del gruppo, creando uno spettacolino dall’atmosfera creepy ed orrorifica. Altro brano degno di nota è la cover acustica “Lost Reflection” dei Crimson Glory, dove Parris indossa un’altra maschera da “Carnevale di Venezia” e nel brano conclusivo “Outro (I Killed My Wife-Gothic)” indossa un’ulteriore maschera nera per sottolineare che non era Parris Hyde in quel momento che parlava, ma un assassino uxoricida.

Che dire? Le due band sanno come intrattenere il pubblico seppur con stili diversi. Le nuove leve ci sanno davvero fare, abbracciando un’attitudine più moderna, mentre i più esperienti i Parris Hyde ci dimostrano che il sano, vecchio heavy metal è ancora vivo e vegeto.