Questa sera è la terza volta che vedo Glenn Hughes in tre anni, location diverse, pubblico diverso ma la costante è sempre una: “the voice of rock”. Incurante del tempo che passa, non ne vuol sapere di cedere lo scettro e dimostra ancora una volta che, a differenza di molti suoi coetani, lui è ancora sulla cresta dell’onda.
Soffermarsi solo sulla voce sarebbe riduttivo: Glenn monopolizza lo show a 360 gradi, suona, si muove e interagisce con il pubblico tanto che ad un certo punto incita tutti ad alzarsi dai propri posti e andare sotto il palco e, con i pezzi che ci sono in repertorio, non poteva essere che il delirio.

Show incentrato sui classici dell’era Deep Purple ma non mancano le sorprese come “Smoke on the Water” e “Highway Star“. Immensa la prova su “Mistreated” e, infine, la chiusura spetta di diritto al classico dei classici, “Burn“.
Chi non c’era si è perso qualcosa, ma non pensate sia finita qui: infatti Glenn annuncia dal palco per il prossimo anno un nuovo tour con diverse date in Italia. La leggenda continua.