Nella serata di domenica 2 febbraio siamo stati trascinati in un universo parallelo fatto di nani, goblin e maghi spaziali quando il Galactic Terrortour dei Gloryhammer ha toccato l’Alcatraz di Milano, a seguito del rilascio del loro ultimo album “Legends From Beyond The Galactic Terrorvortex”.

Iniziamo coi nostrani Wind Rose, che con questo tour supportano l’uscita di “Wintersaga”. I cinque si presentano sul palco con i loro ben conosciuti costumi di scena e partono subito in quarta con la title track del nuovo album. Il loro set è davvero molto breve, con sole cinque canzoni, ma è davvero esplosivo grazie soprattutto alla voce potente di Francesco Cavalieri, che viene praticamente sovrastata da quella del pubblico durante la cover di “Diggy Diggy Hole”. Li avrei indubbiamente scambiati di ruolo con il gruppo seguente, ma ahimè ci tocca salutarli molto presto.

Setlist:
Of Iron and Gold (intro)
Wintersaga
Drunken Dwarves
Mine Mine Mine!
Diggy Diggy Hole
To Erebor
We Were Warriors (outro)

Passiamo ora agli americani Nekrogoblikon, che pur essendo chiaramente una band simpaticissima e divertentissima da vedere, a mio parere c’entrava in questa serata come i cavoli a merenda. Parto chiarendo subito che il metalcore generalmente non mi piace, ma la voce estremamente gracchiante e confusa del vocalist Nicky Calonne proprio non l’ho digerita, senza contare che, per lo meno da dove mi trovavo io, la grancassa della batteria copriva quasi tutti gli altri suoni con un volume e delle vibrazioni allucinanti. Salverei giusto “Darkness” e “Powercore”.

Setlist:
The Many Faces os Dr. Hulbert Malbec
No One Survives
We Need a Gimmick
Darkness
Dressed as Goblins
Dragons
Nekrogoblikon
The Magic Spider
Powercore 

Finalmente i nostri eroi dallo spazio profondo entrano in scena, preceduti da uno sciccoso cartonato di Tom Jones. I Gloryhammer entrano in scena accompagnati dalle parole di “Into the Terrorvortex of Kor-Virliath” e partono con la seconda traccia del loro ultimo album, “The Siege of Dunkeld”, canzone carichissima e direi ottima per aprire la loro esibizione. Immancabile ovviamente l’omonima “Gloryhammer”. Mettendo in palio una t-shirt del tour, la band manda in missione dalla prima fila e ritorno un fan (dall’Australia!) alla conquista di una birra in crowdsurfing sulle note di “Questlord of Inverness”. Svuotatosi il palco, rientra sulle note di “I am a Real Hootsman” il barbaro re della California, The Hootsman, che ovviamente si presenta a noi con la sua canzone “The Hollywood Hootsman”. Dall’ultimo album pescano anche ”Masters of the Galaxy” e “Hootsforce”, altro pezzo tamarro ma immancabile in questa serata. Chiudono il concerto invece brani dal precedente “Space 1992: Rise of the Chaos Wizards” e da “Tales From The Kingdom of Fife”. Un vero peccato secondo me, non aver chiuso con “The Fires of Ancient Cosmic Destiny” che conclude anche il loro ultimo album e che penso sia la canzone più bella e più completa dal punto di vista musicale che possiamo trovare nei tre album dei Gloryhammer.

Setlist:
Into the Terrorvortex of Kor-Virliath
The Siege of Dunkeld (In Hoots We Trust)
Gloryhammer
Angus McFife
Magic Dragon
The Land of Unicorns
Questlords of Inverness (Ride to the Galactic Fortress)
I Am a Real Hootsman
The Hollywood Hootsman
Goblin King of the Darkstone Galaxy
Legend of the Astral Hammer
Masters of the Galaxy
Hootsforce
Infernus Ad Astra
Rise of the Chaos Wizadrs
Universe on Fire
The Unicorn Invasion of Dundee
The National Anthem of Unst (outro) 

La nostra battaglia intergalattica si conclude con l’incoronazione del re di Unst sulle note di “The National Anthem of Unst”. Nonostante il pubblico non fosse quello delle grandi occasioni (palco secondario dell’Alcatraz, un upgrade rispetto alla precedente location del Legend Club) la serata è stata divertentissima e movimentata. Del resto, nonostante sia spesso denigrato, il power metal è anche e soprattutto questo: divertimento!