Il Revolver Club di San Donà di Piave (VE) ospita per la seconda volta nel giro di un anno i GORGOROTH (a questo link la photogallery del concerto tenuto lo scorso marzo nello stesso locale veneto), alle prese con la seconda delle quattro parti del tour per celebrare i 25 anni di attività. Ad accompagnare i norvegesi ci sono i connazionali GEHENNA e gli ellenici AMKEN.

Arrivo al locale appena qualche minuto prima che gli AMKEN salgano sul palco, dando via alle danze.
Fondata nel settembre 2011, la formazione ha attualmente all’attivo l’EP “Adrenaline Shot” (2015) e l’album “Theater of the Absurd”, uscito nello scorso mese di aprile, dal quale sono stati estratti la maggior parte dei brani proposti.
Il giovane quartetto è dedito a un Thrash Metal capace di sancire come il genere abbia tutt’ora novità da proporre, che pur non essendo eccessivamente rivoluzionarie fanno in modo che non sia tutto una combinazione di riff sentiti svariate volte.
Nella mezz’ora messa a loro disposizione, i greci si sono dimostrati in grado di gestire sapientemente la situazione e amministrare al meglio il concerto nonostante il pubblico poco coinvolto, che comunque ha apprezzato la loro proposta, creandosi una buona reputazione, con la consapevolezza che per ricevere un giudizio più dettagliato e completo debbano suonare in serate più coerenti con il loro stile.

Passano circa 25 minuti e tocca ai GEHENNA, capitanati dall’inossidabile Sanrabb, unico membro fisso nella formazione che, negli oltre venti anni di carriera, ha visto l’alternarsi svariati musicisti.
Un’esibizione compatta ed efficace la loro, senza pause o intervalli, proponendo pezzi specialmente dai lavori del periodo più recente, estratti da dischi quali “WW” o “Unravel”, senza rinunciare a rimandi alle prime produzioni.
In poco meno di un’ora sono stati in grado di fare un’egregia figura, con il loro marchio di fabbrica indiscusso, un Black Metal dalle varie influenze, che si può descrivere in un miscuglio tra gli ultimi Darkthrone e i più classici Emperor, che non disdegna di chiamare in causa elementi più atmosferici.
Aggiungendo al tutto dei suoni ottimi, già prima del momento dei Gorgoroth ci si poteva ritenere soddisfatti; ma l’apice della serata doveva ancora arrivare.

GEHENNA

Sono le 23:30 e il locale ha raggiunto un livello di affluenza non altisonante ma comunque discreto, quando si cominciano a sentire le prime note della celebre “Marche Funèbre“, seguite dall’ingresso sul palco dei vari membri dei GORGOROTH, con il loro tipico corpsepaint, bracciali e gambali pieni di lunghe borchie e altri dettagli dall’aspetto macabro e oscuro.
La setlist offerta non vede grandi innovazioni, rimanendo concentrata sui grandi classici che li hanno portati nel corso degli anni a una notorietà e un successo con pochi pari nel mondo del metal estremo.
Uno show concentrato sull’essere il più diretto possibile, con nessuna pausa, un’ora filata dove i cinque norvegesi hanno offerto una performance tra le migliori che ci si poteva immaginare.
Certo, il tour è per celebrare il venticinquennale di carriera del gruppo, ma dei membri solo Infernus ha vissuto appieno questo quarto di secolo, vedendosi affiancato da svariati colleghi, chi per più tempo e chi per apparizioni passeggere; ma dimentichiamoci di ciò, perché l’attuale formazione dei Gorgoroth ha dimostrato di avere le carte in regola per regalare apparizioni spaccaossa nonostante tutto.
I due protagonisti indiscussi sul palco sono stati l’appena citato Infernus e Hoest; il primo è apparso impassibile per tutta la durata del concerto, proponendo il suo solito riffing micidiale, il secondo invece non ha fatto rimpiangere i vari cantanti che l’hanno preceduto, tramite uno scream glaciale che, personalmente, mi ha sorpreso per la qualità in sede live.

Parliamoci chiaro, difficilmente avrei immaginato una serata sorprendente a questo livello, sia per le grandi performance delle band, aiutate da dei suoni ben regolati dall’inizio alla fine, ma anche per come esse si siano dimostrate disponibili appena scese dal palco per foto e qualche chiacchiera: fattore da non sottovalutare.

GORGOROTH