Il Live Club sta per essere colpito dal martello dell’heavy-power metal, brandito con orgoglio dai mitici Hammerfall, pronti a invadere il nostro paese per un’unica data di supporto all’ultima, nonché undicesima, fatica: “Dominion”, pubblicata l’anno scorso. Ad accompagnarli abbiamo due band di tutto rispetto, i grandiosi Battle Beast capitanati dalla stravagante Noora Louhimo, forti della pubblicazione di “No More Hollywood Endings” uscito l’anno scorso, e come opener i fortissimi Serious Black. Si prospetta una sera davvero emozionante che soddisferà i palati dei fan, quando il locale apre è già presente un discreto numero di spettatori, che occupano rapidamente le prime file.

Il sipario si apre con l’arrivo dei Serious Black, preceduti dall’intro “Temple of the Sun” rompono il silenzio sulle note di “Akhenaton”, colorando il locale con l’effervescenza del loro power metal. Bob Katsionis e Dominik Sebastian alle sei corde generano riff di grande impatto contornati da assoli che vanno a combinarsi con le melodie e orchestrazioni registrate in base. La ritmica è consolidata da Mario Lochert al basso mentre Ramy Ali, entrato in formazione due anni fa, dimostra la sua potenza pestando su piatti e pelli dando a ogni pezzo una marcia in più; senza dubbio l’ex Freedom Call difende bene la sua posizione. I musicisti hanno una dinamica tenuta di palco, ma senza dubbio spicca il frontman Urban Breed, che da sotto il cilindro oltre a una gran carisma sfodera una voce calda e graffiante che completa il sound. Hanno appena sfornato il quinto disco Suite 226”, da cui visto il poco tempo a disposizione traggono solo “We Still Stand Tall”. Concludendo l’esibizione con “High and Low” riscuotendo buon successo, raccogliendo meritati applausi per aver pienamente assolto l’arduo compito di aprire la serata.

Setlist:
Intro: Temple of the Sun
Akhenaton
I Seek No Other Life
Mr. Nightmist
Serious Black Magic
We Still Stand Tall
High and Low

Ora direttamente dalla Finlandia diamo il benvenuto ai Battle Beast, band che dalla nascita nel 2005 ha notevolmente incrementato i suoi seguaci, come si può notare dall’entrata in scena che suscita gran clamore con le urla che si sollevano quando compare la mitica frontwoman Noora Louhimo. Senza indugi partono con “Unbroken”, tratta dalla loro ultima produzione “No More Hollywood Endings”, dando un ulteriore scossa ai presenti visibilmente aumentati. I Nostri sono in grande forma e tengono il palco con grande destrezza, mantenendo sempre alto il livello della performance. Non gli manca mai il lato ironico, infatti dopo la travolgente “Straight to the Heart”, Janne Björkroth porta in scena una struttura che sostiene sia la tastiera sia dei tamburi elettrici, trascinato per tutto lo stage mentre si cimenta in un assolo al fine di introdurre “The Hero”, mentre, durante la canzone, due componenti fanno gara di flessioni. Passando al lato musicale, Joona Björkroth e Juuso Soinio impartiscono una dose di heavy metal a suon di riff e assoli taglienti, stemperati al punto giusto dalle melodie e sonorità synth pop conferite da Janne. Eero Sipilä al basso emette forti vibrazioni mentre il massiccio Pyry Vikki picchia sulla batteria senza sosta. Ogni elemento funziona alla perfezione e con grande sinergia, ma la regina del palco è ovviamente l’inossidabile Noora, la quale sfoggia sempre costume e make up appariscenti. Inizialmente la sua voce risulta giù di tono ma con il procedere del concerto migliora, riacquistando quel timbro abrasivo. Fa anche tutto il possibile per incitare il pubblico con i consueti “Hey, hey, hey…”, alzando i pugni al cielo, applaudendo a tempo e saltando. Purtroppo nonostante i suoi sforzi il pubblico partecipa solo vocalmente, rimanendo quasi del tutto fermo, ma gli applausi non mancano mai. Il repertorio è basato sugli ultimi due album, un vero peccato che non abbiano suonato pezzi dei primi. Infine, con “Beyond the Burning Skies”, la band di Helsinki termina un’esibizione breve ma intensa, fungendo da rampa di lancio per i tanto attesi headliner, raccogliendo meritati applausi possono lasciare degnamente il palco. 

Setlist:
Unbroken
Familiar Hell
Straight to the Heart
The Hero
Eden
No More Hollywood Endings
King for a Day
Beyond the Burning Skies

Il locale si è riempito, il pubblico è ben riscaldato e ansioso per l’arrivo dei suoi idoli, durante il cambio palco l’attesa sembra infinita, ma a un tratto le luci si spengono, la tensione cresce e gli Hammerfall si stagliano sul palco irrompendo con “Never Forgive, Never Forget”. L’entusiasmo è immediato, i fans cantano trascinati dalla potenza dell’heavy-power metal che dilaga come un fiume in piena, scaturito dai cinque alfieri che impongono il loro dominio. Il frontman Joacim Cans annuncia che il repertorio toccherà tutta la discografia, cogliendo l’occasione per celebrare i vent’anni di “Renegade”. Per la gioia dei presenti rispolverano pietre miliari come “Heeding the Call”, “Keep The Flame Burning” e “The Dragon Lies Bleeding”, procedendo poi con “Hallowed Be My Name”, “Redemption” e “Natural High”, fino ad arrivare a “Hector’s Hymn” e ovviamente l’attuale “Dominion”. Una vera e propria escalation dal 1993 a oggi di puro heavy-power metal, forgiato dagli inossidabili riff e mirabolanti assoli, che stasera sgorgano dalle chitarre fiammanti di Oscar Dronjak e Pontus Norgren, coppia invincibile che fa pendere dalle proprie corde ogni singolo spettatore. Degno di nota il lavoro di Fredrik Larsson al basso che conferisce al sound durezza e profondità, mentre dall’alto della pedana il carro armato David Wallin martella piatti e pelli con potenza devastante. Non c’è nulla da dire, sono una micidiale macchina da palco, che detengono alla perfezione affiancandosi a vicenda, ma il pilastro portante è Mr. Joacim Cans che con vocalità estesa e dirompente tiene in pugno la folla che canta all’unisono. In seguito viene chiamata sul palco Noora, con la quale Joacim fa uno splendido duetto in Second to One”. Dopodiché tornano in scena i musicisti dando inizio alla celebrazione di “Renegade”, inizialmente con un medley strumentale, unendo successivamente “Templars of Steel“, “Renegade” e “The Champion“. Il pubblico acclama a gran voce i propri idoli con urla e cori di rito. In seguito, con l’immancabile “Let The Hammer Fall”, gli svedesi salutano rapidamente i fans ritirandosi per una meritata pausa, tornando poco dopo alla ribalta con la tripletta “Hammer High”, seguita da  (We Make) Sweden Rock”, e “Hearts On Fire”, con la quale finalmente si crea un leggero moshpit, e Joacim scende dal palco piazzandosi davanti alle prime file, porgendo il microfono durante i ritornelli. Posso chiaramente dire che gli Hammerfall, hanno totalmente dominato il live di Trezzo, suonando con grande professionalità e passione.

Le previsioni erano esatte, la serata è stata carica d’adrenalina grazie alle magnifiche esibizioni dei Serious Black, dei Battle Beast e, ovviamente per merito dei mitici Hammerfall che hanno sferrato un colpo di martello micidiale. Ringraziamo la Vertigo Hard Sounds, la Shining production e tutto lo staff del Live Music Club, per aver organizzato una serata di altissimo livello, sperando che ce ne saranno molte altre. Alla prossima!

Setlist:
Never Forgive, Never Forget
One Against the World
Heeding the Call
The Way of the Warrior
Any Means Necessary
Hallowed Be My Name
Blood Bound
Redemption
Hector’s Hymn
Natural High
Second to One (con Noora Louhimo)
Renegade Medley (strumentale e “Templars of Steel”, “Renegade” e “The Champion”)
Keep The Flame Burning
Dominion
The Dragon Lies Bleeding
Last Man Standing
Let The Hammer Fall

Encore:
Hammer High
(We Make) Sweden Rock
Hearts On Fire