Deathless Legacy e Death SS a cura di Elena Baiardi
Skanners e Necrodeath a cura di Giacomo Cerutti

Nella fredda e piovosa serata di Sabato 2 Novembre, è andato in scena in quel di Trezzo sull’Adda il Teatro Della Morte, celebrazione dell’onorata carriera degli storici Death SS per l’uscita del loro nuovo album “Rock ‘N’ Roll Armageddon” (qui la nostra recensione). La band viene accompagnata da altri due gruppi storici del panorama metal italiano, Necrodeath e Skanners, e dai più moderni Deathless Legacy: il tutto volto a creare una serata che ripercorre quasi quarant’anni di metal italiano, riunendo sia i nuovi e più giovani fan, sia quelli di più vecchia data.

Atto I

Aprono le danze quelli che vengono considerati, a mio parere più che giustamente, gli eredi degli headliner: i Deathless Legacy. Partenza col botto per loro, con “Grimoire” e la title-track del loro nuovo album, “Rituals Of Black Magic”. La voce di Steva è davvero impressionante, varia facilmente da toni puliti a graffianti con naturalezza, senza mai perdere un briciolo di potenza, il tutto accompagnato dalla performer Anfitrite. Purtroppo per loro, si devono limitare un’esibizione di soli sette brani, davvero troppo breve, che però ci regala uno spettacolo di altissima qualità con una setlist che pesca quasi interamente dal loro nuovo album “Rituals Of Black Magic” e si conclude con “Dominus Inferi”. Questa sarà la loro unica esibizione per questo inverno ma spero di poterli vedere presto come headliner in un loro show.

Setlist:
The Grimoire
Rituals Of Black Magic
Vigor Mortis
Ars Goetia
Litch
Join The Sabbath
Dominus Inferi

Atto II

Dopo la teatralità horror dei Deathless Legacy, si cambia decisamente registro con i formidabili Skanners, portatori di del sano e puro heavy metal dal 1982, giunti quest’anno al settimo disco della loro carriera: “Temptation”. Accolti calorosamente, Claudio Pisoni e soci irrompono con “Welcome To Hell” seguita da “We Rock the Nation”, facendo riassaporare al numeroso pubblico le tipiche sonorità ottantiane e godendo del supporto di molti fans di vecchia data, che vivono il concerto come un incredibile tuffo nel passato. I nostri sono molto carichi e tengono il palco con potenza e determinazione: Fabio Tenca e Walter Unterhauser sparano mitragliate di riff e assoli, Tomas Valentini riempie il sound con robuste linee di basso, mentre alla batteria dopo ben nove anni è tornato Christian Kranauer, dirompente motore propulsore che ingrana la quinta senza mai fermarsi. Sono una macchina da concerto che non teme rivali, con un frontman che tiene in pugno la folla grazie al suo carisma e la sua gola fiammeggiante. Ogni canzone è una colata di acciaio fuso che ricopre i fans esaltatissimi, i quali cantano e applaudono incitandoli in coro. Devastante la doppietta “Factory Of Steel”/“Starlight”, seguite da “Pray With My Angel” e “Rolling In The Fire” come unici estratti dall’ultimo disco. Come tocco finale Claudio dedica al pubblico l’ultimo pezzo “Hard And Pure”, per la devozione e il prezioso supporto dimostrato. Durante i saluti si sollevano fragorose urla e applausi, per aver tenuto alto il vessillo dell’heavy metal classico.

Setlist:
Welcome To Hell
We Rock the Nation
Iron Horse
Metal Party
Flagellum Dei
Factory Of Steel
Starlight
Rolling In The Fire
Pray With My Angel
Hard And Pure 

Atto III

La situazione si fa ora ben più pesante: direttamente da Genova entrano in scena i paladini del thrash-black italiano, i malefici Necrodeath. Irrompono sulle note di “Choose Your Death” dando al pubblico sempre più numeroso una scossa immediata. Dal 1984 hanno pubblicato dodici album, e si può dedurre come toccare l’intera discografia nel corso di un singolo concerto sia impossibile. Dall’ultima produzione “The Age Of Dead Christ”, uscita l’anno scorso, eseguono solo “The Triumph Of Pain” e “The Whore Of Salem”, estraendo poi dal cilindro del passato “Hate And Scorn”, “Fragments Of Insanity” e altre perle nere. Il loro sound è intriso di malvagità grazie alle spietate ritmiche e assoli di Pier Gonella, che miscela la brutalità del thrash-black con le venature cupe del doom in base all’andamento dei brani. Una solida base è determinata dalle dirompenti note di basso, al quale si cimenta l’ex membro Killer Bob, in sostituzione di GL per problemi di salute. Un’ulteriore dose di aggressività è data dallo storico batterista Peso, che con forza e precisione pesta come un dannato su piatti e pelli, mentre l’indomabile frontman Flegias da sfogo alla sua vocalità grezza dal timbro maligno. Il demone stringe in una morsa la folla che si esalta cantando e dimenandosi dall’inizio alla fine. Infine, con “Mater Tenebrarum” si conclude un’esibizione granitica che sicuramente ha soddisfatto gli ascoltatori del gruppo, i quali ripagano con forti incitamenti Flegias e compagni, che hanno degnamente spianato la strada ai tanto attesi headliner.

Setlist:
Choose Your Death
Stillbirth
Hate And Scorn
At The Roots Of Evil
The Creature
Fathers
The Triumph Of Pain
The Whore Of Salem
Fragments Of Insanity
Master Of Morphine
Mater Tenebrarum 

Epilogo

Siamo finalmente arrivati all’ultimo atto. Il picco nella celebrazione di questo Teatro Della Morte è l’esibizione dei Death SS. Che piacciano o meno, i Nostri sono una delle colonne portanti del metal italiano, capaci di far parlare di sé e del proprio amore per l’occulto in più di un’occasione durante i loro quaranta e più anni di carriera. Già dall’allestimento del palco, ancor prima dell’inizio del concerto, si è potuto intuire come lo spettacolo sarebbe stato molto particolare (come d’altronde i fan di vecchia data sapranno sicuramente meglio di me): enormi crocefissi a sostenere i microfoni e cancelli da cimitero già creano una certa atmosfera. La band si esibisce senza pause per un’ora e mezza con brani che coprono tutto l’arco della loro carriera, partendo con un pezzo del lontano 1991, “Peace Of Mind”. Inizialmente la voce di Steve Sylvester appare un po’ bassa e sottotono, ma si riprende subito dopo qualche canzone. Ogni brano viene accompagnato sullo sfondo da clip prese sia da video musicali della band, sia da film horror di vecchia data, ma anche da immagini di pentacoli e demoni, senza dimenticare le comparse di officianti di riti vodoo durante “Baron Samedi”, la croce infuocata in “Terror”, e piogge di scintille. Un difetto dell’esibizione è il fumo, decisamente troppo: spesso quasi tutta la scena risulta nascosta da un muro bianco di cui avremmo volentieri fatto a meno. Tornando a parlare della musica, ai brani storici se ne alternano alcuni dal nuovo album,  come “Hellish Knights”, la title-track “Rock ‘N’ Roll Armageddon” e “Madness Of Love”. Ad attirare l’attenzione del pubblico, inoltre, le performance di ragazze in vesti più o meno succinte come in “Scarlet Woman”, “Dionysus” e “Vampire”. Una setlist piuttosto lunga, come già detto, composta da 17 brani, che si conclude con “Heavy Demons”, una sorta di canzone-manifesto, durante la quale sullo schermo alle spalle del palco scorrono vecchi articoli di giornale riguardanti la band ed accanto a Steve Sylvester ballano le sue sexy diavole.

La fine del Teatro Della Morte trova un pubblico entusiasta, soprattutto le prime file che si scannano per accaparrarsi il basso lanciato da Glenn Strange (pazzo!). Quattro esibizioni di ottimo livello, valse totalmente le cinque ore passate in piedi. Dopo oltre quarant’anni di attività i Death SS non mollano, nonostante i numerosi cambi di formazione la loro esibizione è stata un vero spettacolo, tanto per i vecchi quanto per i nuovi fan.

Setlist:
Peace Of Mind
Horrible Eyes
Hellish Knights
The Crimson Shrine
Where Have You Gone?
Baron Samedi
Scarlet Woman
Terror
Rock ‘n’ Roll Armageddon
Madness Of Love
Baphomet
Dionysus
Panic
Vampire

Encore:
Witches Dance
Let The Sabbath Begin
Heavy Demons