Inquisition e Rotting Christ o Rotting Christ e Inquisition? Chi doveva essere l’headliner della serata era scontato dall’inizio. Decisamente la maggior parte del pubblico era lì per i Rotting Christ e molti, durante l’esibizione degli Inquisition, erano fuori dal locale o se n’erano addirittura andati. Non perché gli Inquisition non siano una band degna e meritevole, ma dopo un concerto come quello dei Rotting Christ, non c’è stata storia! Dopo i due gruppi di apertura, gli Schammasch e i brasiliani Mystifier (che purtroppo non riusciamo a sentire per motivi logistici), è arrivato il momento più atteso… il momento dei Rotting Christ!

img_8887La band greca dei fratelli Tolis è in tour per la promozione del loro ultimo album Rituals. Il disco, che ha avuto enorme successo e delle buonissime recensioni in tutto il mondo, è uscito il 12 febbraio di quest’anno sotto etichetta Season of the Mist ed ero molto curioso di sentire i nuovi brani dal vivo. Dopo l’intro di Orders from the Dead, si parte subito con Ze Nigmar, tratta proprio da Rituals. E così veniamo trasportati nel mondo oscuro dal caratteristico ritmo ipnotizzante dei Rotting Christ, che non ci lascerà fino alla fine. In un’estasi diabolica veniamo poi avvolti dalle note di Kata ton Demona Eautou, saltando dai nuovi ai vecchi successi della band, in una scaletta di tutto rispetto. Apage Satana, sempre tratto da Rituals, è un brano tribale che dal vivo inquieta non poco, seguito a ruota da The Sign of Evil Existence, tratto dal primo album del 1993. Il concerto prosegue senza sosta, con una potenza e una precisione sul palco da far invidia. Non può mancare una delle hit della band, Grandis Spiritus Diavolus, con la partecipazione compatta del pubblico nei cori, per poi terminare il concerto con l’immortale Non Serviam. Questo live mi ha riconfermato la potenza e la qualità dei Rotting Christ, una band unica, una spanna superiore a tutte le altre del genere, sempre che ce ne siano, perché lo stile dei Rotting Christ è inimitabile e può piacere pure a chi del Metal cosiddetto Satanico non ne vuole sapere.

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Arriva il momento degli Inquisition. La sala si è un po’ svuotata a confronto con il concerto dei Rotting Christ. Quando Dagon e socio salgono sul palco dopo l’intro iniziale di The Force Before Darkness, veniamo avvolti da una densa nuvola di fumo che sarà presente praticamente per tutta la durata del concerto. Il duo colombiano-statunitense parte con From Chaos They Came, seguita da Ancient Monumental War Hymn e Hymn for a Dead Star. La voce grezza e gracchiante di Dagon sferza l’ambiente e la batteria martellante di Incubus, sempre immersa nella nebbia, ci rendono testimoni di come gli Inquisition, due sole persone, riescano tranquillamente a sovrastare band in formazione completa. Nonostante qualche piccolo problema tecnico il concerto degli Inquisition volge al termine e, invocati a gran voce dal pubblico, tornano sul palco per eseguire un brano fuori scaletta, The Realm of Shadows Shall Forever Reign.

Che dire? Una serata memorabile nella capitale slovena per tutti gli amanti del Black Metal, che siamo certi si è ripetuta nelle due date previste sul suolo italiano a pochi giorni di distanza.

A QUESTO LINK LA PHOTOGALLERY A CURA DI MANUEL DEMORI