Domenica piovosa quella in data 11 marzo, che tuttavia non ha impedito al sottoscritto di farsi due ore di viaggio per assistere alla serata con protagonisti gli amici di Roma Kaledon, una delle migliori realtà della scena Power italiana. che merita molto di più di quanto abbia raccolto fino ad oggi, considerando che non è un bel periodo per la realtà del panorama Metal in Italia. I loro show sono sempre eccezionali, virtuosi e divertenti ed è sempre piacevole rivederli (la quarta volta nel giro di 6 mesi per il sottoscritto)! In questa data sono accompagnati dagli spagnoli Ankor e dai nostrani Serenade da Padova e i Pleonexia da Torino! 

Alle ore 20.00 i filosofici PLEONEXIA danno il via agli show, incredibilmente davanti ad un pubblico quasi del tutto assente! Anzi, oserei quasi dire che a far da pubblico sono in gran parte i musicisti delle altre band…  il gruppo tuttavia non demorde e porta avanti il suo ottimo show in maniera grintosa e professionale. Attualmente è formato da sei elementi: Michele Da Pila (voce, chitarre, tastiere e composizione), leader della band, Andrea Autiero (chitarre), Edoardo Barbero (chitarre), Andrea Borlengo (basso), Lorenzo Luca (tastiere) e Daniele Ferro (batteria). Lo show dura circa una ventina di minuti e scorre piacevolmente tra sonorità classiche Hard Rock ed Heavy Metal che si conciliano perfettamente con il Symphonic, uno dei grandi meriti di questo gruppo che si può riscontrare nel loro disco di debutto “Break All Chains“. Tra i brani estratti in scaletta nel primo disco abbiamo “Pleonexia” e la coinvolgente”Break All Chains“, alternati ai nuovi brani che saranno presenti sul nuovo disco “Virtute et Canoscenza” la cui pubblicazione è prevista per fine anno: tra questi abbiamo ” Slug on the Highway“, “Selfish Gene” e “The March of Dumb“. Davvero un’ottima prova, tra le migliori della serata!

È il turno successivamente dei veneti SERENADE, band attiva dal 2009, con il disco di esordio “Wandering Through Sorrow” del 2012 orientato verso sonorità Gothic Symphonic virate poi verso un sound più Heavy, Post Thrash e Progressive grazie alla rinnovata line-up. Attualmente la band è formata da  Claudia (voce), Filippo (chitarra), Alberto (chitarra), Dario (basso), Leonardo (batteria). Ogni membro della band ha è stata impegnato e lo è tuttora collaborazioni con band e produttori musicali locali, italiani e internazionali.
In particolare, nel 2015 Claudia ha prestato la sua voce per l’ultimo album degli Hollow Haze, “Memories of an Ancient Time”, collaborando con Mats Leven, Rick Altzi e Amanda Somerville. Attualmente la band sta promuovendo l’album “Onirica” con diverse date. Si nota subito e per tutta la performance, il netto contrasto tra la morbidissima voce soprano di Claudia e le sonorità e riff taglienti del resto dei membri, particolare su cui gioca molto bene il gruppo in brani come “Oceanus“, “When Darkness Will Fall“, “Hold Me Back“, “Lullaby“, “Sleeping Dream” e “Kill Your Pain“.

I terzi in scaletta sono i ragazzi di Barcellona Ankor, con la potentissima e versatilissima voce femminile di Jessie Wiliams, cantante inglese di Bristol, capace di variare da tonalità molto morbide e melodiche a tonalità più ruvide fino a passare a scream potentissimi! La band si presenta orfana del bassista, sostituito da basi pre-registrate, tra gli altri membri troviamo David Romeu (chitarra e voce), Fito Martinez (chitarra e voce) e la batterista brasiliana Ra Tache. Il loro sound sembra un po’ discostarsi da quello in tema della serata e richiama più un Alternative Metal e Modern Groove: da un lato mi diverte vedere quanto si scatenino questi ragazzi e come abbiano un buon impatto sui pochi partecipanti, mentre dall’altro sembra coinvolgermi poco, avendo da tempo abbandonato queste sonorità per dedicarmi ai generi più epici. L’impatto però resta notevole! Tra i momenti più coinvolgenti ricordiamo l’entrata in scena di Michele Guaitoli nel duetto con Jessie nella cover dei System of a Down “Chop Suey“.

Dulcis in fundo, arriviamo al concerto che tutti aspettavamo, il più coinvolgente con gli amici Kaledonche ormai non hanno più bisogno di presentazioni. Una vera e propria garanzia in ambito Power Metal, con il duo chitarristico Mele & Nemesio che dimostra sempre un’intesa davvero perfetta, insieme al martellante batterista Manuel Di Ascenso, al pomposo basso di Enrico Sandri, l’ottima e coinvolgente tastiera di Paolo Campitelli, il quale ricordiamo che sta lavorando ad un progetto personale di cui a breve avremo notizie e Michele Guaitoli, che come sempre si dimostra uno dei cantanti migliori in circolazione nel genere, tanto da essere stato coinvolto insieme ad Alessia Scolletti da Marco Pastorino anche nei Temperance. Tutti si dimostrano dei veri e propri assi e i brani scorrono piacevolmente, sia quelli dell’ultimo eccellente lavoro “Carnagus-Emperor Of The Darkness“, sia quelli degli album precedenti con Marco Palazzi alla voce! Abbiamo anche delle novità in scaletta, con l’inclusione dei brani storici come “Surpise Impact“, ma soprattutto “Holy Water” e “The New Kingdom” presenti negli album con lo storico Claudio Conti alla voce. Durante quest’ultima, nonostante la volontà di Michele di cantarla seriamente, è stato quasi impossibile dato che gli altri membri ricordano in continuazione sul palco la parodia di questo brano pubblicata in rete e che lo ha reso celebre! Non viene a mancare quindi lo spirito gogliardico che ha fatto trascorrere ancora più piacevolmente questa grande serata che, come abbiamo detto precedentemente, non ha fatto grandi presenze, e appunto per questo ci sarebbe da tirare le orecchie a tutti coloro che poi osano lamentarsi della precarietà della scena Metal, del fatto che i locali chiudano o facciano fatica e che gran parte di essi invitino solo cover band.