Dopo la prima parte del tour Finnish Folk Metal Mafia che vedeva protagonisti Korpiklaani e Moonsorrow e ha girato per il mese di aprile per sette stati europei, alla seconda parte del tour sono stati aggiunti anche gli Skalmold. Nonostante sia una band islandese, non ci sono stati problemi ad inserirli; come Snæbjörn Ragnarsson ci ha raccontato nell’intervista che gli abbiamo fatto prima del concerto, sono tutti grandi amici da tempo e la birra e le sbronze li uniscono ancora di più!

Quando sono arrivata all’Alcatraz erano all’incirca le 17, e già c’era un gruppetto di ragazzi ad aspettare che aprissero i portoni per posizionarsi in prima fila. Comunque inizialmente, considerando che la sala era stata divisa a metà, c’era proprio poca gente.
Quando gli Skalmold hanno iniziato a suonare era a malapena mezza piena; nonostante questo gli islandesi hanno saputo gestire la situazione con il giusto spirito. La scaletta è stata breve ma piuttosto intensa, con pezzi del nuovo album e classici sempre apprezzati come Kvadning.
Io mi sono goduta il concerto dall’alto di una balconata, da cui ho potuto sentire perfettamente tutti i suoni e tutte le voci; inoltre avevo una visuale completa del palco che mi ha permesso di osservare bene i movimenti dei musicisti. Per quanto riguarda l’esecuzione dei brani è stato tutto facilmente riconducibile alle registrazioni in studio, il growl mononota del cantante, i cori, gli strumenti; c’è da dire che sul palco non sono di grande intrattenimento, mostrano il loro entusiasmo e si capisce che si divertono suonando, ma col pubblico c’è stata poca interazione; dopo la loro esibizione però sono scesi qualche minuto tra la gente mostrandosi molto disponibili per foto, chiacchierate e complimenti. Dopo i loro 45 minuti di concerto, hanno lasciato il palco ai finlandesi Moonsorrow.

Anche loro senza troppi preamboli hanno iniziato a suonare travolgendo il pubblico con un’atmosfera mozzafiato; la sala si riempiva man mano di entusiasti fan che apprezzavano ogni lunga canzone eseguita. Con la maggior parte di tracce dall’ultimo album Jumalten Aika, ci hanno anche regalato vecchie perle come Ukkosenjumalan poika e Sankaritarina, sorprendendo anche il pubblico con l’entrata di Jonne Järvelä in alcuni punti ad arricchire l’esibizione con la sua voce. Affascinata dalla bravura dei musicisti, anche le luci e i suoni hanno fatto la loro parte contribuendo a rendere ancora più unico il clima della serata.
Dimostrandosi sul palco piuttosto seriosi, a parte qualche tentativo (ben riuscito) di coinvolgere il pubblico nel ritmo delle canzoni, hanno concluso scendendo dal palco frettolosamente per lasciare spazio agli attesi Korpiklaani.

Anche se in realtà ho visto un discreto quantitativo di gente uscire finita l’esibizione del secondo gruppo, la metà di Alcatraz adibita alla serata a questo punto era quasi piena; il concerto è stato aperto con Viinamäen mies, che ha subito portato quel brio che le canzoni dei Korpiklaani (più che i Korpiklaani stessi) sanno portare.
Nonostante comunque i componenti siano piuttosto dinamici sul palco, la voce di Jonne ha dato segni di cedimento più volte, sminuendo leggermente l’esibizione ma non la foga della folla che ha reagito molto bene a tutti i brani della scaletta. Qualche scelta particolare di pezzi un po’ troppo calmi c’è stata, ma ognuno di questi è stato compensato da più canzoni movimentate e ballabili. Ancora una volta, sarà nel carattere dei finlandesi, non c’è stata questa grande complicità col pubblico: a quest’ultimo, però, non è sembrato importare, infatti c’è sempre stata un’aria di entusiasmo fitta e palpabile fino alla fine della serata.
Con ben 23 brani i Korpiklaani hanno spaziato da Noita, a Karkelo, a Spirit Of The Forest, regalandoci un bel quadro di quella che è la loro discografia.
In conclusione è stata una serata piacevole, d’altronde trovo che chiunque si possa divertire con le melodie che ci propongono questo tipo di band, specialmente se il tutto è accompagnato da fiumi di birra!