Per tutti i deathster si prospetta una serata davvero devastante, l’ormai blasonato Slaughter Club ha l’onore di ospitare i mitici Immolation che dal 1998 tengono alto il loro nome del death metal, e, nel 2017 hanno partorito la loro decima creatura “Atonement”. Ovviamente non saranno da soli, il palco sarà condiviso con ben tre band, ovvero i blackster Ragnarok, i Monument Of Mysantropy e come opener i nostri Embryo.

Il sipario si apre con gli Embryo, nati nel 2000 a Cremona con all’attivo il quarto disco “A Step Beyond Divinity”. Purtroppo a causa dal traffico locale ho perduto buona parte dell’esibizione, basata soprattutto sul nuovo lavoro mentre dal passato estraggono solo tre pezzi. Da quanto assistito, posso confermare che hanno messo a punto un death metal ben saldato alle radici old school, grazie al susseguirsi di serrate ritmiche ad opera di Eugenio Sambasile, alle quali apporta influenze metal core dando un tocco di modernità, inoltre Simone Solla alla tastiera conferisce melodie senza alterare troppo la pesantezza del sound, a sua volta cementificato da rocciose note di Gabriel Pignata al basso, Roberto Pasolini sfodera un potente growl rendendo i pezzi ancora più aggressivi, sicuramente degno di nota il lavoro di Enea Passarella alla batteria, che pestando con forza e precisione dà al sound una marcia in più. Con la line up attuale è evidente una forte intesa, mantenendo dinamicità per l’intero show concludendo con “No God Slave”. I nostri sono stati sicuramente una buona rampa di lancio e gli applausi se li sono ampiamente meritati, da parte del pubblico purtroppo ancora scarso come spesso succede.

SETLIST:
Solitaria 1519
Leonardo
Vanguard For The Blind
The Horror Carved
The Same Difference
An Awkward Attempt
Misguided Legacy
No God Slave

Proseguiamo con i Monument Of Mysantropy che dalla nascita nel 2012 a oggi, hanno composto il debut album “Anger Mismanagement”. Preceduti dall’intro prendono posizione, senza indugi partono con “Vegan Homicide”, l’impatto è fortissimo improntato sul filone brutal death metal senza compromessi, infatti una spietata raffica di note fuoriesce dalla chitarra di Johannes, seguito dal talentuoso bassista Samir che dimostra grande tecnica costruendo una solida base, sulla quale si reggono le martellanti parti di batteria del frenetico Cedric. La brutalità del sound è completata dalle taglienti corde vocali di Georges, che impone un growl estremamente gutturale. In generale i pezzi proposti viaggiano sulla stessa linea, difficilmente si notano differenze se non si ha un orecchio fino, ma senza dubbio i franco-austriaci intrattengono i pochi presenti con un’esibizione diretta e distruttiva, gli applausi non sono mai mancati sino al pezzo finale “Monument of Misanthropy”.

SETLIST:
Vegan Homicide
Malformation
Mysterious Hollywood
Bring Me the Head of LGG
Fall From Grace (Morbid Angel cover)
Tales From The Vienna Woods
Foreboding of Evil
Entering A New State
Monument of Misanthropy

Ora si cambia registro con l’arrivo dei Ragnarok che accendono la fiamma del black metal, niente coreografia solo il classico abbigliamento e face painting, sulle note di “Dominance & Submission” investono il pubblico aumentato con una scossa di alto magnitudo. Sulla breccia dal 1994 hanno appena sfornato il nono disco “Non Debellicata”, dal quale eseguono solo “Chapel Of Shadows” e “The Great Destroyer”, dando poi spazio alla vasta discografia. Durante la carriera hanno subìto vari cambi di formazione, ciò nonostante non hanno affatto perso la tenacia e la voglia di spaccare i timpani, il sound è assolutamente micidiale e saturo di violenza, le sei corde di Bolwerk sono affilate come lame e scagliano  riff insanguinati, Rammr al basso emette vibrazioni che rivoltano le viscere, infine i colpi sferrati da Malignant sono come esplosioni che distruggono piatti e pelli. Il pubblico acclama a gran voce ogni canzone, stretto nella morsa letale di Jontho implacabile frontman dal growl incendiario che mantiene le saldamente redini, sino a “Blackdoor Miracle” che segna il termine di questa infernale performance. Senza dubbio hanno impartito nel pubblico entusiasta una malvagia lezione di black metal norvegese, raccogliendo copiose urla e applausi per aver alzato nettamente il calibro della serata, la band di Sarpsborg può lasciare degnamente il palco ai tanto attesi headliner.

SETLIST:
Dominance & Submission
In Domine Satanas
Blood Of Saints
Chapel Of Shadows
Pagan Land
Murder
The Great Destroyer
It’s War
Blackdoor Miracle

Le esibizioni delle tre band di supporto, hanno sicuramente scaldato il pubblico a dovere che purtroppo non è aumentato molto, ormai il momento cruciale è giunto e sono tutti pronti ad accogliere i loro idoli, giusto il tempo necessario per sistemare il palco ed ecco che le luci si spengono, nel fermento generale i mitici Immolation prendono posizione attaccando con “Destructive Currents”. In un attimo tonnellate di decibel s’infrangono sul locale, con una potenza inarrestabile che pezzo dopo pezzo esalta i fans affamati di death metal. Gli statunitensi sono in perfetta forma e la loro pelle trasuda crudeltà, alternano equamente estratti del nuovo “Atonement” come “The Distorting Light” e “Lower”, con cavalli di battaglia del calibro di “Into Everlasting Fire”, “Burn With Jesus”, “Of Martyrs And Man” e “Aspetacle Of Lies”, toccando quasi tutta la loro produzione. Ogni elemento funziona alla perfezione e complessivamente sono una macchina da guerra che macina un pezzo dopo l’altro quasi senza concedersi pause, Ross Dolan e Robert Vigna unici membri originali dal 1998, asfaltano i presenti con ritmiche schiaccianti, Robert sprigiona riff di filo spinato contornati da pericolosi assoli, affiancato da Alex Bouks alla seconda chitarra altrettanto rovente. Le dita d’acciaio di Ross al basso sparano un turbine di note, rinforzato dal cavernoso growl sfociante dalla sua massiccia gola, infine la macchina è sorretta dal motore a propulsione atomica Steve Shalaty massacratore di piatti e pelli che non fa prigionieri, inoltre è doveroso far presente che ogni membro detiene una notevole tecnica. L’interazione è minima giusto un grazie ogni tanto, ma è proprio il loro modo di porsi puntando tutto sulla sostanza, infatti i fans capiscono e apprezzano la loro irriducibilità acclamandoli a gran voce. Infine con “When The Jackals Come” giunge alla conclusione una performance granitica, che si è abbattuta come un’incudine su un pubblico che purtroppo non gli ha reso giustizia, ma i presenti pienamente soddisfatti ripagano con forti applausi i deathster di New York, che hanno messo a dura prova sia i timpani che le pareti del locale.

La potenza del death metal ha trionfato incontrastata, sinceri complimenti ai nostri valorosi Embryo, ai temibili Monument Of Misanthropy, ai Ragnarok per l’oscura parentesi black metal, e, infine agli inossidabili Immolation che si sono dimostrati una garanzia di professionalità, passione e distruzione. Ringraziamo l’Erocks Production che assieme allo staff dello Slaughter Club dimostrano sempre grande impegno nella realizzazione di grandi eventi. Alla prossima!

SETLIST:
Destructive Currents
Kingdom Of Conspiracy
Father, You’re Not A Father
The Distorting Light
Swarm Of Terror
Into Everlasting Fire
Rise The Heretics
World Agony
Aspetacle Of Lies
Those Left Behind
Of Martyrs And Man
Burn With Jesus
Lower
What They Bring
Dawn Of Possession
When The Jackals Come