Stasera la nera fiamma del black metal dominerà i Magazzini Generali, oscuro teatro che ospiterà i capostipiti del black metal norvegese, stiamo parlando ovviamente dei tenebrosi Mayhem, che dopo l’esibizione del 2017 al Live Music Club di Trezzo Sull’Adda, dove suonarono interamente il capolavoro “De Mysteriis Dom Sathanas”, tornano alla ribalta promuovendo la loro sesta creatura “Daemon” pubblicata questo mese. Come special guest abbiamo un personaggio di tutto rispetto, si tratta di Gaahl celebre ex-cantante dei Gorgoroth, con all’attivo un nuovo progetto nominato Ghaals Wird, e come band di apertura i Gost che andremo a scoprire. È prevista molta affluenza, un buon numero di persone è già presente al momento dell’apertura, tremanti dal freddo corrono sia per scaldarsi che per accaparrarsi le prime file.

Il compito di aprire la serata spetta ai Gost, un progetto nato nel 2013 dall’americano James Lollar, che quest’anno ha pubblicato il nuovo “Valediction”, sul palco si presenta accompagnato solo da un bassista, entrambi truccati da blackster partono con “Relentless Passing”. Lo stile è chiaramente black con linee di basso molto grezze, mentre la batteria registrata in base non è certo un punto a favore seppur martellante, in compenso James sfodera uno scream spiazzante, ma ad un tratto che succede? Il ritmo cala e James si posiziona ad una consolle generando suoni elettronici tipo sinthwave, anche la voce si trasforma divenendo pulita, lenta e cupa come un lamento, dopodiché riprende in stile black. Il pubblico è alquanto sbigottito per l’accostamento di due generi totalmente opposti, inoltre col procedere dell’esibizione la parte elettronica ha il sopravvento, eseguendo anche pezzi strumentali tanto che sembra di essere a un rave party, facendo totalmente perdere l’atmosfera che ci si aspetta ad un concerto black metal. Infatti molti escono a fumare o a bere al banco bar, il resto del pubblico rimane a guardare impassibile fino alla fine del concerto, perché ormai la venatura black dei Gost si stava dissolvendo, ciò nonostante dopo la conclusiva “Severance”, nella freddezza generale un sottile riscontro positivo l’anno avuto.

SETLIST:
Relentless Passing
Wrapped in Wax
Genesee Avenue (instrumental)
Timeless Turmoil
Ligature Marks
Garruth (instrumental)
Push
Severance

Dopo questo inizio assolutamente discostante dal tema della serata, si entra nel vivo del concerto con l’arrivo dei Gaahls Wyrd, quando le luci si spengono parte l’intro “Within The Voice Of Existence” ed entrano in scena i musicisti, in un attimo il pubblico riprende conoscenza sollevando urla d’incitamento mentre irrompono con “Ghost Invited”, per poi esplodere quando appare il tenebroso Gaahl. Dalla nascita nel 2015, quest’anno hanno esordito con il debut album “Gastir – Ghost Invited”, da cui traggono pezzi come “Ek Erilar” e “From The Spear”, il leader dà spazio anche alla produzione delle band dove ha militato in passato, eseguendo “Alt Liv” dei God Seed e le immancabili perle nere marchiate Gorgoroth come “Carving a Giant”, mentre degli attuali Trelldom “Slave Til En Kommende Natt”. Il loro implacabile e gelido sound dilaga inesorabile, Lust Kilman alla chitarra affiancato dall’ex Mayhem Blasphemer (session Musician), sprigionano violente ritmiche condensate dalle feroci linee di basso tracciate da Eld al basso, mentre Spektre tormenta piatti e pelli a ritmi disumani. Oltre all’impatto sonoro detengono una buona tenuta di palco, alternando posizioni sia in secondo che in primo piano, ma senza dubbio il punto focale è Gaahl una presenza maligna ricoperta di face painting che si aggira per il palco, la sua interazione minimale consiste nel fare le corna indicando la folla, catturata dal suo lugubre sguardo e soprattutto dal suo diabolico growl, le sue parti vocali variano da ritmi lenti e malinconici a veloci e travolgenti. I fans sono esaltati e rispondono a gran voce a ogni pezzo, Gaahl e compagni li hanno proiettati nell’esatto spirito del True Norwegian Black Metal, e, con “Exit – Through Carved Stones” dei leggendari Gorgoroth, terminano un’esibizione assolutamente diretta e spietata ricevendo una moltitudine di applausi.

SETLIST:
Intro – Within The Voice Of Existence
Ghosts Invited
Carving A Giant (Gorgoroth cover)
Slave Til En Kommende att (Trelldom cover)
Ek Erilar
Carving The Voices
Høyt Opp I Dypet (Gorgoroth cover)
From The Spear
Alt Liv (God Seed cover)
Through And Past And Past
Exit – Through Carved Stones (Gorgoroth cover)

L’esibizione dei Gaahls Wyrd ha completamente ribaltato l’andamento della serata, ora il popolo blackster è pronto per il gran finale, calano le tenebre mentre vengono sistemati i teloni coreografici, l’imponente batteria ed enormi croci rovesciate e borchiate. La tensione è alle stelle, i padri del True Norwegian Black Metal stanno per calcare il palco, l’attesa sembra infinita ma improvvisamente si spengono le luci, una tetra nebbia aleggia e delle oscure presenze si materializzano lentamente, ecco i terrificanti Mayhem che spezzano le urla dei fans in delirio attaccando con “Falsified and Hated”. Una valanga estrema si scaraventa sulla folla, una potenza inaudita trasborda da Necrobutcher e compagni che mettono a dura prova i timpani dei loro fans sempre più esaltati, lasciando inizialmente spazio al nuovo “Daemon” eseguendo pezzi come “Malum” e “Invoke the Oath” ottenendo ottimi riscontri, alternandoli con estratti del passato come “My Death” e “Symbols of Bloodswords”. Dal punto di vista compositivo non hanno affatto perso la vena creativa, colma di odio che schizza violentemente attraverso i loro strumenti, la micidiale accoppiata Teloch e Ghul sferra una miriade di riff sanguinari, lo storico e temibile Necrobutcher tortura il basso mantenendo con i fans un perfido contatto visivo, impressionante la forza distruttiva generata da Hellhammer dietro alle pelli, massacrate senza pietà mentre fa tremare il locale spingendo sul doppio pedale come un terremoto. I fans si sgolano e le pogate non mancano, questa furiosa energia è propagata dal frontman Attil: indossa una tonaca nera e una spaventosa maschera insanguinata con delle corna, sembra un personaggio uscito da un classico horror splatter a sfondo satanico, detiene una dominante presenza scenica con l’uso di uno scettro fatto di ossa, un teschio e un cappio, si muove lentamente e a scatti come se fosse posseduto, il suo scream lacerante sembra provenire direttamente dagli inferi. Verso metà concerto si ritirano e dopo pochi minuti riecheggia l’intro della celebre “Freezing Moon”, tornando in scena incappucciati con tonache nere fanno ancora più scalpore, dando un ulteriore terribile mazzata. Da questo momento il repertorio si concentra sui primi lavori, in particolare dal masterpiece “De Mysteriis Dom Sathanas” scagliando pietre miliari come “Pagan Fears”, “Life Eternal” e “Buried By Time And Dust”, andando ancora a ritroso subentrano le agghiaccianti “Deathcrus”, “Chaisaw Gutsfuck”, il sound diviene sempre più estremo e grezzo lasciando nei palati del pubblico un retrogusto sepolcrale. Per questi ultimi pezzi i nostri abbandonano le tonache rimanendo in canottiera, tranne l’audace Necrobutcher che rimane a petto nudo e come colpo di grazia, riservano per il locale in visibilio la mortale doppietta “Carnage” seguita da “Pure Fucking Armageddon”. I demoni di Oslo hanno messo a ferro e fuoco i Magazzini Generali, iniettando una devastante dose di True Norvegian Black Metal nelle vene dei fans, che sommergono di urla e applausi e i detentori della fiamma nera, i quali ringraziano mentre scompaiono nella gelida nebbia.

Stasera abbiamo assistito al trionfo del black metal, la parentesi iniziale black-sinthwave offerta dai Gost non ha affatto convinto i presenti, infatti Gaahls Wyrd e Mayhem hanno completamente ribaltato la situazione, rivelandosi un concentrato di pura malvagità e odio espressa con estrema tenacia, lasciando nei fans un marchio indelebile. Ringraziamo la Good Music e la Erocks Production per aver unito le forze creando un evento memorabile. Alla prossima!

SETLIST:
Falsified and Hated
To Daimonion
My Death
Malum
Bad Blood
Symbols of Bloodswords
A Bloodsword and a Colder Sun, Part II
Invoke the Oath
Freezing Moon
Pagan Fears
Life Eternal
Buried By Time And Dust
Deathcrush
Chaisaw Gutsfuck
Ancient Skin
Carnage
Pure Fucking Armageddon