Assistere a un concerto è sempre emozionante, ma la consapevolezza di vedere suonare una band per l’ultima volta lascia irrimediabilmente una punta di amaro in bocca. Per tutti gli amanti del death metal, la band che purtroppo ha deciso di chiudere il sipario sono i distruttivi Vomitory, i quali si erano già sciolti nel 2013 ma dopo la partecipazione al Summer Breeze nel 2017, decisero di ritornare a suonare per un ultimo tour per celebrare i trent’anni di attività. Stasera si esibiranno al blasonato Dagda Live Club come seconda e ultima data italiana, ovviamente non saranno da soli e l’onore di condividere il palco spetterà agli Infernal Execrator, i Sacrilegious Rite e gli emergenti Splattergoat.

Il compito di rompere il silenzio spetta agli Splattergoat, band di Voghera nata nel 2012 che senza indugi prende posizione di fronte ai pochi presenti, usando come intro vocale un’intervista a un pastore divenuta virale su YouTube. Successivamente, iniziano con “Absolute Destruction” seguita da “Flesh Ripper”. Questi pezzi sono presenti nel demo “Goats Of Metal”, mentre i successivi sono inediti che faranno parte del debut album a cui stanno lavorando. Indossano magliette bianche insanguinate rispecchiando il nome della band, proponendo un death metal scandito dai solidi riff di Andrea Scarabemi alla chitarra, forti linee di basso da parte di Cristian Rossi, e dal potente Luca Cacciatore alla batteria. Il sound è completato dal growl di Giovanni Ferraccio. Complessivamente i pezzi hanno un bel tiro, mentre la presenza scenica è piuttosto statica ma vista la loro giovane età è comprensibile, tutto sommato gli applausi non sono mai mancati e con il pezzo strumentale “Hellrotik Flatulenza” terminano il loro set dando il pubblico un primo riscaldamento.

SETLIST:
Intro
Absolute Destruction
Flesh Ripper
Human Flesh Discount
Mixomatosis
Teratogenic Goat Infection
Mosh Song
Headshot Solution
Hellrotik Flatulenza (strumentale)

SACRILEGIOUS RITE
La serata procede con i Sacrilegious Rite, che alzano il livello di pesantezza aprendo con “Et Diabolus Incarnatus Est” tratta dal debut album “Summoned From Beyond” uscito nel 2017. Dalla nascita nel 2009 in Germania hanno prodotto vari split e EP, di cui l’ultimo quest’anno “De Poetica Tenebris”, nel corso degli anni hanno cambiato molti componenti, attualmente gli unici originali sono il cantante-chitarrista Ex Ipsis-Mors e il chitarrista Alex, che mettono a punto una ritmica furiosa, ma sicuramente degni di nota i session Alessio Medici, il quale riempie il sound con dirompenti giri di basso e Marco di Bartolo, che pesta violentemente su piatti e pelli. Ex Ipsis-Mors si dimostra un notevole vocalist dal growl profondo e gutturale. Complessivamente hanno generato un death-black metal grezzo e diretto e con i pochi pezzi a disposizione hanno riscosso un buon successo. L’esibizione si chiude con l’omonima “Sacrilegious Rite”, raccogliendo meritati applausi e lasciando il palco alla band successiva.

SETLIST:
Et Diabolus Incarnatus Est
Coronatus Rex Mortis (Morbid King Of Devastation)
Deathstalker
Strigoicia
Sacrilegious Rite

INFERNAL EXECRATOR
Siamo giunti alla penultima band, i motori si stanno scaldando e direttamente da Singapore, gli Infernal Execrator, truccati e borchiati, irrompono con “Pure Genocidal Apocalypse”, dando ai presenti una vera e propria mazzata black metal. Dalle sei corde di Lord Ashir e Halphas D. Nihilist partono dolorose frustate, il basso di Commando Antichristo è un pugno nello stomaco. Impassibili e diretti macinano un pezzo dopo l’altro, traendo pezzi dal secondo lavoro “Obsolete Ordinance”, pubblicato l’anno scorso, e dal resto della discografia. Dalla nascita nel 2005 anch’essi hanno subito dei cambi di line up, ma a quanto pare la loro tenacia non è affatto diminuita, come le devastanti parti di batteria ad opera di Christslaughter. Riguardo la parte vocale Lord Ashir sfodera un scream spiazzante, talvolta affiancato da Halphas D. Nihilist il cui timbro è meno graffiante ma di grande spessore. La risposta del pubblico leggermente aumentato è molto positiva, ogni canzone è ripagata con sonori applausi, sino alla conclusiva “Cuntblasphemy: Paganistic Bitchgoddess Deiimpalation”, cover tributata agli Impiety. Senza dubbio il quartetto di Singapore ha dato un’ulteriore spinta alla serata, spianando la strada al tanto atteso headliner, ora il pubblico è pronto per il gran finale.

SETLIST:
Pure Genocidal Apocalypse
Armageddon Bestial Battle
Final Blasphemy
Massacre Of The Evangelist
Incinerate Halakha Theorem
Supreme Barbarous Ordo
Moes Ultima Vocatio
Absolute Celestial Condemnation
Cuntblasphemy: Paganistic Bitchgoddess Deiimpalation (Impiety cover)

VOMITORY
Le precedenti band hanno dimostrato duramente di che pasta sono fatte, ora è giunto il momento per i fans di acclamare il loro beniamini. Durante il cambio palco la tensione cresce e finalmente i mitici Vomitory fanno il loro ingresso accolti da trionfalmente da un pubblico purtroppo non numeroso ma sicuramente affamato di death metal. Il fondatore Urban Gustafsson dà il benvenuto e ringrazia i presenti, dopodiché attacca insieme ai suoi compagni sulle note di “The Voyage”, innescando un’esplosione di decibel, la prima di una lunga serie perché posso anticipare che ogni pezzo si rivelerà micidiale. Gli svedesi, che con la loro brutale energia esaltano i fans i quali si dimostrano coinvolti con headbanging e accenni di pogo, sono delle vere e proprie macchine da guerra, Urban Gustafsson e Peter Östlund alle chitarre sono una temibile accoppiata, sferrano tonnellate di riff che si abbattono sulla platea, mentre il locale trema sotto i colpi di Tobias Gustafsson alla batteria. È come vedere dei metronomi di dinamite che pezzo dopo pezzo toccano tutta la discografia; puro death metal svedese che si infrange sui nostri timpani, messi a dura prova dalle taglienti note di Erik Rundqvist al basso, oltre a essere lacerati dal suo impetuoso growl. “Revelation Nausea”, “Terrorize Brutalize Sodomize”, “Primal Massacre”, sono tra le tante perle insanguinate che entusiasmano i fans, i quali acclamano i loro idoli con urla, applausi e cori d’incitamento. Dopo “Chaos Fury” i nostri si ritirano per una meritata quanto brevissima pausa, dal momento che i fans li reclamano a senza sosta. I Vomitory non sono certo delle primedonne e presto tornano alla ribalta per l’ultima terremotante doppietta, formata da “Possessed” e “Raped in Their Own Blood”, fornendo così il colpo di grazia ai fans italiani,. Il quartetto di Karlstad, sulla breccia dal 1989 pone fine alla sua storia, salutando e ringraziando con umiltà il pubblico e concedendo foto e autografi a volontà, dopo un’esibizione granitica che lascerà un segno indelebile al Dagda Live Club e a tutti i presenti.

Questo concerto all’insegna del death metal ha sicuramente soddisfatto ogni singolo spettatore, tutte le band hanno dato sangue e sudore suonando con passione e tenacia, complimenti agli Infernal Execrator, i Sacrilegious Rite e agli Splattergoat e cosa dire dei Vomitory? Assolutamente sopra le aspettative, un concentrato di pura violenza che per l’ultima volta ha fatto scatenare il pubblico italiano, che purtroppo come affluenza non gli ha reso giustizia, un gran peccato per chi non è potuto venire e per chi non ha voluto non sa cosa si è perso! Ringraziamo l’Etrurian Legion Promotion e tutto lo staff del Dagda Live Club per l’impegno e dedizione che dimostrano sempre nell’organizzare ottimi eventi. Alla prossima!

SETLIST:
The Voyage
Gore Apocalypse
Ripe Cadavers
Perdition
Revelation Nausea
Regorge in the Morgue
Madness Prevails
Rotting Hill
Serpents
Terrorize Brutalize Sodomize
Primal Massacre
Chaos Fury

ENCORE:
Possessed
Raped in Theyr Own Blood