METAL ON THE HILL, GRAZ (A) – 13/08/2016

by Manuel Demori

MetalPit era presente alla prima edizione del festival Metal On The Hill a Graz in Austria, con protagonisti gli Arch Enemy, Satyricon, Lacuna Coil, Moonspeel, Mantar, And Then She Came e Darkfall. Organizzato dalla Napalm Records, i concerti si sono svolti nella bellissima cornice del castello di Graz e più precisamente nella Kasemattenbuhne, le antiche mura di fortificazione del castello, ora trasformate in un auditorium per concerti.

Alle 14 in perfetto orario si sono aperti i cancelli, con l’inizio dei concerti previsto mezz’ora dopo. I Darkfall, band austriaca Death/Thrash Metal, hanno avuto l’onore di aprire il festival. Nei circa venti minuti del loro set e davanti alla ancora poca gente presente, hanno comunque dimostrato buona tecnica e tenuta di palco. I secondi a salire on stage sono stati gli And Then She Came, band tedesca Alternative Metal capitanata dalla carismatica cantante di origine coreana Ji-In Cho. Anche loro nel poco tempo concesso sono comunque riusciti a farsi valere. Tocca poi ai Mantar, duo tedesco (di cui abbiamo recensito l’album “Ode To The Flame” a questo link). L’auditorium tra le mura inizia già a stiparsi di persone e i Mantar, pur essendo solamente in due, scatenano letteralmente l’inferno, con il loro metal difficilmente inquadrabile in un genere vero e proprio.

moonspellFinalmente arriva il momento delle band più importanti e i portoghesi Moonspell salgono sul palco. È divertente notare come anche il pubblico delle prime file varia in base al gruppo che suona. Predominanti per i Moonspell sono di certo le ragazze, già emozionate per l’arrivo dei loro idoli, in particolare il cantante Fernando Ribeiro. Lo show inizia con La Baphomette che perfettamente si lega con Breathe e Extinct, tratti dall’ultimo album della band intitolato appunto “Ectinct“. Si va un po’ indietro nel tempo con Night Eternal e la famosissima Opium del 1997.  Altri tre pezzi ci separano dall’ultimo brano in scaletta, Full Moon Madness, che termina i 45 minuti di concerto della band.

 

lacuna coil

Il prossimo gruppo in scaletta sono i Lacuna Coil, una delle metal band italiane più conosciute e apprezzate al mondo, in tour per promuovere  l’ultimo album intitolato “Delirium“. La scenografia, ambientata nel mondo degli ospedali psichiatrici, li porta a presentarsi sul palco nelle loro camicie di forza enfatizzando maggiormente la sensazione di disagio mentale a cui è ispirato l’album. La scaletta è molto ben distribuita tra brani classici del passato e brani tratti dall’ultimo disco. Dopo l’intro il concerto inizia con Nothing Stands in Our Way e prosegue con Die&Rise, per presentarci finalmente il primo pezzo preso da “Delirium“, The House of Shame, saltando poi alla più commerciale Heaven’s a Lie. Ghost in the Mist e Delirium ci riportano all’ambiente della malattia mentale da cui però veniamo subito liberati da Trip The Darkness e Zombies. Il brano finale del concerto è come da consuetudine Our Truth. La band italiana si è distinta per la qualità sonora e la potenza che sa dare dal vivo. Il pubblico ormai era stipato in ogni angolo della Kasematten, dimostrando il successo che i Lacuna Coil hanno anche all’estero. Purtroppo anche per loro il tempo scorre veloce ed arriva il momento dei re del Black Metal Satyricon.

satyriconLa band norvegese, in tour per commemorare il ventesimo anniversario di “Nemesis Divina, uno degli album che ha fatto la storia del Black Metal, sale sul palco verso le 19.30. La scaletta è nota già da tempo, infatti i Satyricon suoneranno nella sua interezza proprio questo capolavoro musicale, anche se non seguendo la tracklist del disco. Comprensibile la scelta di spostare la hit Mother North e la title track Nemesis Divina in fondo alla scaletta. Non ci sono parole adatte a descrivere lo stato d’animo durante un concerto dei Satyricon, con il cantante Satyr che penetra il pubblico con il suo sguardo di ghiaccio e Frost che quando sta dietro le pelli non pare nemmeno umano. Al termine della scaletta di “Nemesis Divina“, Satyr ringrazia tutti per il successo che ha avuto questo album e dice di essere molto contento per quello che questo capolavoro ha significato per molte band Black Metal ispirate da esso, portando alla luce dischi e brani che senza questo album non sarebbero mai esistiti. C’è tempo per ancora tre brani: Black Crow on a Tombstone, Fuel for Hatred e K.I.N.G. che termina definitivamente il concerto.

arch enemyUltimo gruppo in scaletta sono gli svedesi Arch Enemy, capitanati dalla potentissima frontman dai capelli blu Alissa White-Gluz. L’auditorium è pieno come non mai, le 1700 persone presenti al festival ora sono tutte all’interno, con ogni spazio libero occupato fino in fondo. Gli Arch Enemy sono l’unica band del festival che ha a disposizione il tempo di presentare una scaletta completa di ben 19 pezzi. Con ben cinque brani tratti dall’ultimo album del 2014 “War Eternal e pescando in lungo e in largo brani dalla loro decennale carriera, presentano al pubblico una carrellata completa di quelli che sono gli Arch Enemy. I due chitarristi Michael Amott e Jeff Loomis, con i loro incroci di riff potenti e assoli al limite delle possibilità umane, accompagnati dalla base di basso e batteria creano un tappeto sonoro perfetto per Alissa, che con il suo growl ben poco femminile fa letteralmente tremare tutta la sala. Il concerto termina con i saluti finali e Nemesis, seguito dall’outro di Fields of Desolation.

Un festival fantastico, organizzato alla perfezione! Posso solo concludere consigliando a tutti di partecipare alla prossima edizione del Metal On The Hill, di cui sono già stati annunciati i primi nomi come Blind Guardian, Arkona e Alestorm e che si svolgerà il 11 e 12 agosto, sempre nella splendida cornice del castello di Graz.

 

A QUESTO LINK POTETE TROVARE LA GALLERIA FOTOGRAFICA COMPLETA DEL FESTIVAL

 

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