La riapertura del Revolver Club dopo la pausa estiva coincide con la seconda data italiana di un tour che vede diffondersi per tutta l’Europa la freddezza del black metal di marchio polacco. I Mgła, gruppo tra i più discussi del genere e freschi dell’ultimo “Age of Excuse”, dividono il palco con i connazionali Martwa Aura e Dagorath. Un’immersione di metal estremo che passa dal nichilismo all’occultismo, richiamando un grande pubblico presso il locale veneto, che già nel momento dell’apertura delle porte era di numero discreto, per poi crescere nel corso della serata, arrivando a livelli notevoli con gli headliner.

Il palco si presenta con dei candelabri sul terreno, delle piccole ossa pendono da essi e un crocifisso al contrario è attaccato all’asta del microfono, mentre delle luci rosse soffuse illuminano la scena: è il momento dei Dagorath. La giovane formazione, pur essendo attiva solo dal 2015, può già vantare tre lavori rilasciati: due EP e un full-length, con i brani estratti da essi che vanno a riempire i quaranta minuti a loro disposizione. Quello offerto è un black metal classico, con qualche lieve accenno black n’ roll offerto da alcuni riff più coinvolgenti, che riesce senza problemi a non sfigurare. Certamente aprire a gruppi come i Mgla non è un compito nelle corde di chiunque, ma il quartetto è riuscito a onorare il palco e far apprezzare le proprie composizioni ai presenti.
La serata, quindi, si è aperta con una realtà dal buon potenziale che ha destato una discreta curiosità sulla propria musica.

Le buone impressioni che ci hanno lasciato i Dagorath vengono replicate dai Martwa Aura, i quali esternano anche un senso di maturità maggiore, dovuto alla loro esperienza, essendo attivi dal 2010 e avendo vari side-project. Questo non implica, però, una discografia più ampia, anche loro hanno un solo album, accompagnato da vari EP e split suddivisi nel tempo con attese più dilatate tra di essi.
La prima parte del concerto si concentra su “Contra Mundi Contra Vitae”, il loro unico full-length, appena citato. La seconda metà, invece, vede canzoni estratte dai due split che il quintetto ha pubblicato nel corso della propria carriera, il primo risalente al 2012 in collaborazione con i connazionali Szron e il secondo uscito lo scorso marzo, realizzato insieme agli inglesi Odour of Death.
Anche nella loro proposta si sente molto l’impronta classica, con qualche somiglianza agli headliner della serata e a band simili che sicuramente non distingue quanto composto per l’innovazione, ma non va a intaccare un’esibizione degna di nota.

Il Revolver è quasi completamente pieno, non molto lontano dal sold-out, e l’attesa si può vivere intensamente durante la mezz’ora che precede la salita sul palco dei quattro musicisti polacchi. Nella recensione di “Age of Excuse” (disponibile a questo link) sottolineavo come i Mgła siano capaci di attirare un numero considerevole di pubblico pur mantenendo un’immagine profondamente underground, e questo concetto viene ristabilito oggi. Non è da molti conservare la propria personalità indipendentemente dal numero dei presenti al tuo concerto, ma la freddezza dei polacchi non si fa influenzare da variabili così futili e si dimostra sempre imponente e intoccabile.
Fatto questo breve preambolo su ciò che i Mgła sono oltre alla loro musica, parliamo del concerto in sé.
La doppietta iniziale formata dalla prima e dalla quarta parte di “Exercises in Futility” mette subito in chiaro la precisione e l’ottima resa dal vivo di M. e compagni. In studio, l’album appena citato, ha ottenuto innumerevoli elogi, aiutando i Nostri a compiere il salto di qualità definitivo. Dal vivo, le stesse canzoni vengono interpretate alla perfezione, e grazie anche a dei suoni ottimamente equilibrati, la loro esibizione è fin da subito meritevole.
Molto apprezzato il rimando al passato fornito da “Mdłości II”, traccia estratta dal secondo EP del complesso, datato 2006. Successivamente, in seguito a “Exercises in Futility II”, c’è il passaggio dal passato più lontano a quello appena trascorso, grazie alla successione di “Age of Excuse II” e “Age of Excuse III”. Le due canzoni sono le uniche estratte dalla loro ultima fatica in studio che vengono proposte durante la serata, questa si può ritenere una sorpresa, ma è anche una scelta comprensibile vista la freschezza di questa produzione (uscita a inizio mese), che avrebbe quasi reso ulteriori brani estratti da essa degli inediti, non ancora assimilati al meglio da gran parte degli ascoltatori. I Nostri hanno deciso di andare sul sicuro, dedicando più attenzioni ai lavori precedenti. Successivamente viene omaggiato anche “With Hearts Toward None”, con l’esecuzione della sua settima composizione; mentre per la conclusione si ritorna a “Exercises in Futility”, con sesta e quinta traccia che chiudono in bellezza l’esibizione.
Le chitarre di M. ed E.V.T., abili a unirsi sempre al meglio, il basso aggressivo e profondo di The Fall e le abilità ammirevoli di Darkside dietro le pelli hanno deliziato per un’ora abbondante, dimostrando come tutti i traguardi raggiunti dal complesso siano senza dubbio meritati.
Non è da tutti eseguire concerti impeccabili come quello di cui abbiamo appena parlato, onore e merito ai Mgła.

Tracklist:
1. Exercises in Futility I
2. Exercises in Futility IV
3. Mdłości II
4. Exercises in Futility II
5. Age of Excuse II
6. Age of Excuse III
7. With Hearts Toward None VII
8. Exercises in Futility VI
9. Exercises in Futility V