Dopo la breve pausa natalizia, il Dagda Live Club riapre la stagione invernale con una serata dedicata alle sfaccettature più esoteriche ed occulte del black metal, sfaccettature tutte rigorosamente italiane.
Necroart e Nibiru fanno da apripista ai Mortuary Drape, storica band piemontese che torna sulla scena con un tour di tre date per promuovere il suo ultimo album: “Necromantic Doom Returns”.

In apertura di serata troviamo un nome ormai noto nella zona del vogherese (e non solo): i Necroart.
A distanza di cinque anni da “Lamma Sabactani” (2014), la band avantgarde extreme metal pavese torna sul palco per proporre agli adepti il suo ultimo nato, “Caino”.
La scaletta si compone infatti di brani tratti dall’ultimo sopracitato full-length, ad eccezione di “Magma Flows“, piccola deviazione verso il precedente “Lamma Sabactani”.
L’occasione è propizia per presentare al pubblico il nuovo componente del gruppo: Augusto C. (ex membro di RBMK, Malasangre e Il Golem di Cristallo), il Drone Kommander che prende le redini della componente più elettronica della band.
Nonostante il poco spazio a disposizione (i membri dei Necroart sono sei, ed il palco è davvero zeppo di strumentazione), lo spettacolo non manca: il frontman, decisamente carismatico, ci coinvolge immediatamente in un rituale aggressivo,  fisicamente intenso e strumentalmente ricco ed elaborato, che ci lascia carichi di adrenalina, ma anche intrisi di un alone di mistero che ci introduce perfettamente nel mood della serata.

Setlist:

Intro
An Invocation for the Horned
Mastodon Rising
Magma Flows
Bringer of Light
Caino
Outro

NECROART

Quando ho visto i Nibiru per la prima volta (al Metalitalia Festival 2018), non avrei mai detto fossero italiani: per attitudine forse, ma anche per complessità del progetto.
Definire il genere dei Nibiru è davvero arduo: chitarre black/drone, tamburi e percussioni dagli echi ritual/folk, ritmo a tratti doom, vocalità tendente al black… mille sfumature che si mischiano, per dare origine ad una performance decisamente ipnotica, intensa e disturbante. Visivamente essenziali (i componenti sono solo tre), ma estremamente scenici (soprattutto per quanto concerne i tatuaggi ed il trucco del frontman Ardath), i Nibiru propongono una scaletta composta da tre lunghi brani: “Krim” e “Khem“, tratti da “Padmalotus” (2015) e “Faboan“, tratto da “Qaal Babalon” (2017).
Nonostante qualche piccolo problema tecnico, la performance è sicuramente degna di nota.
Se siete in cerca di sonorità nuove e distorte, vi consiglio di assistere ad un loro show.

Setlist:

Krim
Faboan
Khem

NIBIRU

 

Le tonalità di luce intense, quasi accecanti dei Nibiru si spengono per lasciare spazio ai toni più cupi e glaciali degli headliner: i Mortuary Drape.
Non tutti conoscono questa band italiana, ma basta digitare il nome sul web per capire che si tratta di un gruppo storico, all’attivo da ormai trentadue anni.
Proprio in occasione di questo traguardo, i Mortuary Drape tornano sulle scene con una chicca davvero ghiotta per gli appassionati del genere: “Necromantic Doom Returns”, una raccolta di demo degli anni ’80 (“Necromancy”, del 1987, e “Doom Return”, del 1989), che vede in aggiunta una serie di brani live risalenti al 1990.
L’uscita di questa preziosa raccolta è l’occasione per proporre al pubblico del Dagda una performance che ripercorre buona parte della carriera della band (demo comprese): un ottimo riassunto di “chicche” live per gli appassionati, ed una bella panoramica per coloro che non non avevano mai visto il gruppo dal vivo.
Rigorosamente truccati e coperti da cappucci, e dunque altamente scenici, i Mortuary Drape non hanno solo delle particolarità dal punto di vista visivo, ma anche dal punto di vista sonoro: oltre alla batteria devastante, ed alla voce altrettanto potente, ciò che spicca sono gli ottimi giri di basso, che non sono solo una componente di accompagnamento, come spesso accade nel black, ma hanno una loro forza ed un loro colore, ed alzano notevolmente il livello della performance.
La sala, purtroppo, non è particolarmente gremita, ma la band riesce lo stesso ad entusiasmare i presenti, regalando un’ottima impressione anche a chi, come me, si accostava a loro per la prima volta.

Setlist:

Intro
1600
Obsessed By Necromancy
Primordial
Mortuary Drape
Mother
Crepuscolar Whisper
Madness
Intro
Dance Of Spirits
Reincarnation
Necromancer
Tregenda
Dreadful Discovery
Ectoplasm
Pentagram
Vengeance From Beyond
Abbot

MORTUARY DRAPE