L’11 ottobre è stata una serata a tema “metal scandinavo” al Traffic Live Club di Roma. Infatti, sul palco romano, sono andati in scena i danesi Heidra, gli svedesi In Mourning e, in veste di headliner, i finlandesi Omnium Gatherum. Insomma, un evento davvero imperdibile per chi ama le sonorità fredde ma al contempo travolgenti di questo tipo di metal. L’evento ha avuto, come appena detto, gli Omnium Gatherum come gruppo principale della serata, impegnati con il loro “The Burning Cold Continues”, tour a supporto del loro ultimo disco, intitolato proprio “The Burning Cold”, uscito ormai più di un anno fa. Vediamo come è andata!

I primi a salire sul palco sono gli Heidra, band propensa ad un pagan/viking metal abbastanza classico ma senz’altro coinvolgente. Malgrado il pubblico sia ancora molto scarso in quanto a presenze, i danesi non si lasciano scoraggiare e, nella mezz’ora a disposizione, suonano cinque canzoni tratte dai loro unici due album in studio finora pubblicati. La band interagisce coi presenti, dimostrandosi davvero molto coinvolgente. Più di una volta, il barbuto cantante Morten Bryld lamenta il gran caldo, ma nonostante ciò non si risparmia, dimostrando ottime doti canore. Dopo 30 minuti, il concerto termina tra gli applausi dei presenti. Peccato per l’acustica che non ha reso giustizia a questi cinque vichinghi, con le chitarre troppo impastate e la batteria che copriva tutto quanto. Comunque, come band di apertura, questi danesi non sono stati affatto male. Curiosità: alle prime dieci persone in entrata al Traffic, gli Heidra hanno dato in omaggio una loro t-shirt. Gesto davvero carino.

Circa un quarto d’ora di pausa, poi è stata la volta degli In Mourning, attivi sulle scene da quasi 20 anni e autori di un progressive/melodic death metal con evidenti richiami agli Opeth. La band, che rispetto al gruppo precedente, gode di un pubblico un po’ più numeroso, ha a disposizione circa 50 minuti e li sfrutta tutti nel migliore dei modi: gli svedesi suonano in una maniera divina, evocando atmosfere davvero magnifiche, figlie della loro terra d’origine. Tutte le canzoni hanno un connubio pressoché perfetto tra parti aggressive e parti melodiche, indubbiamente quelle più suggestive. Fra le canzoni da segnalare, “Black Storm“, opener del loro ultimo disco pubblicato proprio quest’anno, la monumentale “The Smoke“, dotata di un’atmosfera incredibile e la bellissima “Yow To Conquer“, la quale ancora una volta regala brividi agli astanti. Merito di tutto questo, è stata anche un’acustica per nulla infame, che ha giovato non poco ai suoni. Un singolare siparietto intorno a metà concerto: i manici della chitarra del cantante Tobias Netzell e del basso di Sebastian Svallad, si agganciano tra di loro provocando la scordatura della 6 corde di Netzell. Il fatto comunque genera risate sia tra gli stessi membri della band che tra il pubblico ed è giustificato, in quanto il palco del locale è molto piccolo ed è facile scontrarsi se ci si muove in continuazione. Fatto sta che gli In Mourning hanno davvero stupito, entusiasmando tutti gli spettatori. Si spera di rivederli presto su un palco italiano.

Setlist:

Black Storm
The Smoke
Yow To Conquer
Yields of Sand
Fire and Ocean
Colossus

Altra pausa, stavolta un po’ più lunga della precedente, e il Traffic si affolla un altro po’. Va detto comunque che le presenze rimarranno su bassi livelli. Tutto è pronto per l’entrata in scena degli Omnium Gatherum. La band melodic death metal finlandese, è riuscita ad ottenere negli ultimi anni un discreto successo, riuscendosi a ritagliare una posizione di rispetto nel panorama melo-death scandinavo. Il gruppo entra sul palco alle 23 spaccate e attacca con la strumentale “The Burning“, poi, ecco entrare carico a mille Jukka Pelkonen, cantante della band che saluta i presenti. Subito dopo si parte con “Gods Go First“, tratta dall’ultimo disco e l’impatto dei finlandesi sul Traffic è senza dubbio notevole. Successivamente, è il turno di uno dei brani più famosi della band, “Frontiers“, che fa subito breccia tra gli astanti. I Nostri sono decisamente in palla e interagiscono tantissimo col pubblico, specie il cantante Pelkonen che per tutto il concerto dà continue pacche con le sue robuste mani ai fan sottopalco. Anche il chitarrista Markus Vanhala si dimostra simpaticissimo, sporgendosi oltre la transenna con la sua chitarra, facendola toccare più volte ai fan letteralmente in visibilio. La setlist pesca specialmente dai lavori degli ultimi dieci anni del gruppo, tralasciando le opere incise nei primi anni di attività. Si alternano brani molto melodici come la bellissima “New World Shadows” e “The Unknowing” ad altri decisamente più tirati come la bomba “Over the Battlefield” e la recentissima “Chaospace“, uscita proprio quest’anno. L’acustica non è buonissima, ma nemmeno terribile e i presenti si godono il concerto in maniera totale. Ci si avvicina alla conclusione dell’esibizione quando viene dedicato del tempo a un altro celebre brano del gruppo, “Skyline“, dove i membri della band improvvisano un divertentissimo balletto sul palco. Infine, seguono la melodica “New Dynamic” e l’introspettiva “Cold“, la quale chiude davvero un bel concerto.

Setlist:
The Burning
Gods Go First
Frontiers
Rejuvenate!
Soul Journeys
Be the Sky
In the Rim
Chaospace
Refining Fire
The Unknowing
New World Shadows
Over the Battlefield
Skyline
Luoto
New Dynamic
Cold

E’ stata senza dubbio una bella serata quella romana, le tre band andate in scena hanno fatto al meglio il loro lavoro e gli astanti si sono divertiti. Tutti i musicisti molto disponibili anche dopo per foto ed autografi. Si segnala ad esempio un Markus Vanhala che poco dopo la conclusione dello show, è andato a chiacchierare con la gente. Peccato magari per la scarsa affluenza di pubblico, segno evidente che la scena metal romana è un po’ pigra e si muove solo per grandi o storici nomi.

Alla prossima!