ORPHANED LAND + LUNAR SEA + SUBTERRANEAN MASQUERADE + ROAD TO JERUSALEM @ Dagda Club, Retorbido (PV) – 14/03/2018

by Dario De Marco

Siamo ormai di casa nel nostro caro Dagda Live Club della provincia pavese e anche in data 14 marzo ha proposto quattro grandi band in un contesto azzeccatissimo, coinvolgendo tutti i fan in modo impeccabile, sia quelli di casa, sia quelli venuti da lontano. Naturalmente la band che tutti aspettavamo principalmente sono gli Orphaned Land, che stanno portando in tour il loro sesto album “Unsung Prophets & Dead Messiahs”, disco ricco di pathos, riff, orchestrazioni spettacolari e sonorità in chiave mediorientale che li distinguono da anni. Prima dell’inizio degli show, decidiamo di fare tappa al banchetto del merchandise e notiamo subito le copie del nuovo album tutte aperte in quanto la band ha deciso di autografarle tutte per i fan. Non potevamo che esserne soddisfatti! 

I primi a salire sul palco sono i danesi Road To Jerusalem, gruppo di musicisti affermati già in altre band, tra cui troviamo Josh Tyree, dalla strepitosa voce che richiama Robert Plant dei Led Zeppelin, Michael Skovbakke (chitarra), Andreas Holma (basso) e Møller Jensen (batteria). Il sound della band è decisamente variopinto, dall’Hard Rock in stile anni ’70 al Progressive Metal, e offre una prova molto buona e un bel riscaldamento per i pochi fan presenti fino a quel momento.

ROAD TO JERUSALEM

Con i Subterranean Masquerade le sonorità cambiano decisamente. Viene inizialmente bruciato del buon incenso prima di iniziare la performance, in modo tale da ricreare atmosfere dalle tinture orientaleggianti, dopodichè i sette membri del gruppo danno il via ad uno show energico iniziando a saltellare sul palco e facendo divertire il pubblico con il loro Progressive Metal unito a danze orientali. L’esibizione va al di fuori di ogni schema, ma fa divertire tutti i presenti.

SUBTERRANEAN MASQUERADE

Arriviamo ai terzi in scaletta, i Lunar Sea, band Melodic Death Metal di Roma che offre un sound decisamente più estremo rispetto allo standard della serata, ricordando in parte gruppi come gli Amon Amarth. L’esecuzione dei brani è davvero potente e devastante!

LUNAR SEA

Giungiamo finalmente agli Headliner della serata, gli Orphaned Land con il loro Progressive Metal fortemente influenzato dalle sonorità mediorientali, fortemente tecnici, con riff virtuosi e passaggi orchestrali estremamente impegnati. Festeggiano dunque i ventiquattro anni dalla pubblicazione del loro primo album “Sahara” e i quattordici dal loro terzo disco “Mabool”, ventisei anni di carriera musicale, solo sei album, sia per via della leva militare obbligatoria in Israele che li ha costretti a otto anni di pausa, sia per via dei diversi cambi di formazione (gli storici membri rimasti sono soltanto il cantante Kobi Farhi e il bassista Uri Zelcha). Tutti album mastodontici, su cui vale la pena soffermarsi. Il loro sesto album è ovviamente ben rappresentato, partendo con “The Cave” e proseguendo con “We Do Not Resist” e “Like Orpheus” che coinvolge davvero tutti! “In Propaganda” si unisce al brano successivo “All Knowing Eye“, passando in seguito ad alcuni brani del precedente album “All Is One” pubblicato nel 2013, tra cui la conosciutissima title track e “Olat Ha’tamid” dal sound che richiama il mondo arabo/israeliano. Tre brani invece vengono estratti da “Mabool” e sono “Birth Of The Three“, “Ocean Land” e “The Kiss of Babylon“.

Protagonista impeccabile è Kobi, con una prestazione vocale davvero eccellente, capace di  emozionare e coinvolgere il pubblico in ogni momento e nel migliore dei modi, facendo alzare le mani tutti che seguono le loro ritmiche. Uri scatena spesso potenti headbanging, mentre il duo alle chitarre Chen Balbus e Idan Amsalem si dà ai virtuosismi e anche il batterista Matan Shmuely si afferma come gran protagonista dalla gran tecnica, growlando insieme a Kobi nel brano “Ocean Land“. Tra le chicche troviamo anche un brano estratto dal primo album, la ballad “The Beloved’s Cry“, e la conclusiva “Norra El Norra“. Gran serata davvero per tutti, conclusa con qualche foto e selfie tra amici insieme ai componenti della band che si sono dimostrati gentili, cordiali e disponibilissimi!

ORPHANED LAND

 

 

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