Nel mondo della musica gli anni passano ma le pietre miliari restano, ed è proprio il caso del micidiale “Consuming Impulse”, secondo disco inciso nel 1989 dai famigerati Pestilence capitanati dall’inossidabile Patrick Mameli, intenti a celebrarne il trentesimo anniversario procedendo nel Reduced To Ashes Tour. Ad accompagnarli in questo speciale evento abbiamo tre band pescate dal calderone death metal, i Bleeding Gods direttamente dai Paesi Bassi, i bulgari Grimaze e dalla nostra terra gli Hellretic: si prospetta una serata ad alto potenziale che non darà tregua ai nostri timpani.

Spetta ai romani Hellretic il compito di rompere il ghiaccio. Fondati nel 2014 da Piero e Simone (ex Opium Populi) trovano una line up stabile dopo molto tempo e, nel 2018, danno alla luce il primo EP “Lights Out”. Preceduti dall’intro “Ghosthouse” esordiscono con “Body”, per nulla intimoriti dai pochi presenti, al contrario li incitano ad avvicinarsi al palco. L’invito è ben accetto e senza indugi i romani danno sfogo a un death-thrash metal delineato dalle taglienti ritmiche e assoli di Piero e Lorenzo alle chitarre, ben amalgamate alle massicce linee di basso da parte di Simone, il tutto sotto i costanti colpi del potente Andrea dietro alle pelli. Tutti dimostrano determinazione e buone doti tecniche, infine il frontman Demetrio impone un growl molto ruvido, introducendo ogni brano il cui filo conduttore sono i film horror. In alcune parti vocali lo vediamo inoltre affiancato da Simone, il quale oltre a ben destreggiarsi al basso sfodera uno scream di tutto rispetto. Purtroppo il tempo è tiranno e con “Evil Dead” terminano il set, ricevendo buoni consensi dai presenti che hanno apprezzato l’intera esibizione. Senza dubbio un notevole inizio serata da parte di questi ragazzi emergenti, che grazie alla loro tenacia e bravura si sono fatti onore.

Setlist:
Ghosthouse (Intro)
Body
Three Evil Mothers
Lights Out
Devil’s Rejects
Hellretic
Imago Mortis
Evil Dead

Dall’Italia si passa alla Bulgaria dando la parola ai Grimaze, forti del debut album “Planet Grimaze” uscito l’anno scorso. Ben accolti dal pubblico leggermente più corposo, prendono posizione e alla fine dell’intro partono in quarta con “Disobey the Primitive” dando una prima scossa ai presenti. Ovviamente si continua sul filone death metal, brano dopo brano si susseguono scariche di riff provenienti dalle sei corde di Pavel Krumov e Melina Krumova, cementificate da dure note di basso ad opera di Phillip Kolarov, mentre Nedislav Miladinov martella piatti e pelli come un dannato. Il sound presenta una forte componente groove, evidenziata soprattutto dal growl estremamente gutturale sprigionato da Georgi Ivanov. Complessivamente tutti i pezzi hanno un bel tiro e la presenza scenica è molto dinamica, ciò nonostante nei confronti il pubblico rimangono piuttosto freddi a parte Melina, esponente del gentil sesso che sfodera qualche sorriso tra un vortice di capelli e l’altro. Nonostante la minima interazione, il pubblico ripaga con applausi ogni brano sino alla conclusiva “Bleeding Earth”, dopodiché la band di Sofia può ritirarsi degnamente per aver alzato il livello della serata, grazie a una prestazione schietta e diretta puntando tutto sulla sostanza.

Setlist:
Intro
Disobey the Primitive
Inner Engineering
Endless Life Force
Survival of the Fittest
Change
Bleeding Earth
Outro

Ora l’atmosfera si tinge del face painting “black style” adoperato dai Bleeding Gods, fondati a Utrecht nel 2012 dal chitarrista Ramon Ploeg e che portano in trionfo la seconda fatica “Dodekathlon”, pubblicata l’anno scorso e che eseguiranno quasi interamente. Ben accolti dal pubblico visibilmente aumentato irrompono con “Bloodguilt” facendo immediatamente capire di che pasta son fatti, ritmiche affilate come rasoi contornate da sfreccianti assoli sono la base di un cruento death thrash messo a punto da Ramon Ploeg e Rutger van Noordenburg alle chitarre, potenziato dalle furenti parti di batteria del dirompente quanto preciso Daan Klemann, il tutto fluidificato dalla minacciosa ma avvenente Yessica Otten al basso. In mezzo a tanta violenza, l’abile David Gutierrez Rojas alla tastiera riesce ad intersecare delle parti melodiche dando un tocco atmosferico, ma senza alterare troppo la pesantezza del sound, con cui si sposa perfettamente la ruvidità del growl di Mark Huisman, la cui presenza scenica ha oltretutto un effetto magnetico. Nel corso degli anni hanno cambiato diversi membri, ma vedendoli per la prima volta con questa line up, posso confermare che funziona alla perfezione sotto tutti gli aspetti, ne consegue una tenace tenuta di palco dovuta soprattutto al fatto di aver suonato a festival del calibro dell’Eindhoven Metal Meeting, Antwerp Metal Fest e Stonehenge Festival. Il riscontro del pubblico è molto positivo, ogni pezzo è ben acclamato e con “From Feast to Beast” chiudono una performance molto convincente, che ha acceso la miccia dell’esplosivo che i loro connazionali sono pronti a far detonare tra poco.

Setlist:
Bloodguilt
Beloved By Artemis
Saviour of Crete
Birds of Hate
Tripled Anger
Hera’s Orchard
Seeds of Distrust
From Feast To Beast

Questi meritevoli gruppi di supporto hanno sicuramente ben carburato il pubblico, l’affluenza purtroppo non è delle migliori rispetto alla capienza, ma tenendo conto che è la quinta tappa italiana del tour è comprensibile. Ma ciò che conta è la partecipazione al momento, i deathster presenti acclamano a gran voce i tanto attesi Pestilence che, senza troppi convenevoli, entrano in scena attaccando sulle note di “Dehydrated” provocando un’esplosione che investe la platea. Ha inizio la celebrazione di “Consuming Impulse” del quale rispetteranno l’esatta tracklist, facendo fare un salto temporale di trent’anni ai metallari più attempati, esaltati nel risentire quel sound sporco e maligno a tinte horror sbattuto in faccia da Patrick Mameli e soci. In passato hanno subìto molti cambi di line up, di cui l’ultimo avvenuto l’anno scorso con l’entrata del nuovo bassista Edward Negrea: essendo la prima volta che vedo i Pestilence dal vivo non posso fare paragoni ma una cosa è certa, hanno un impatto assolutamente devastante. Il pilastro portante nonché unico membro originale è il palestrato Mameli, che armato di chitarra scaraventa contro i fan ritmiche fiammeggianti e assoli fulminei, raschiando i loro timpani grazie al growl estremamente grezzo fuoriuscito dalla sua gola di carta vetrata. Al suo fianco il secondo chitarrista Calin Paraschiv lo segue a ritmi spietati, il giovane Edward Negrea si dimostra un ottimo acquisto dato che le sue agili dita colmano il sound passando da un capo all’altro del basso, infine il motore Septimiu Harsan mette a dura prova la resistenza del palco martellando senza sosta la malcapitata batteria. I fan sono entusiasti, acclamano ogni canzone a gran voce, fomentando qualche breve mosh-pit ma c’è spazio anche per le risate dato che Mameli, sfruttando le sue origini italiane, si rivela un simpatico intrattenitore. Infine con “Reduced to Ashes” completano l’intramontabile “Consuming Impulse”, ritirandosi nel backstage per una meritata pausa, accompagnati dalle urla dei presenti che, per niente sazi, li esortano a suonare ancora. E come di consueto dopo pochi minuti rieccoli sul palco pronti a iniettare nel cuore l’ultima dose di death metal, per la quale sfoderano tre cannonate dal granitico “Testimony of the Ancients”, “Horror Detox” da “Resurrection Macabre” e, come mazzata final, e “Land of Tears” che mette tutti in ginocchio. I Pestilence sono riusciti a placare la sete di death metal del pubblico, ma soprattutto a rendere onore a uno dei loro capolavori, sommersi di urla e applausi possono congedarsi trionfalmente.

La celebrazione de trent’anni di “Consuming Impulse” è stata fenomenale, ci tengo a complimentarmi con le band di supporto che hanno incrementato sempre più il livello della serata, suonando con grande passione e determinazione. Un’ovazione per i mitici Pestilence per averci impartito una sana lezione di death metal con una performance magistrale. Un sincero ringraziamento va dato all’Etrurian Legion Promotion e alla Nihil Prod per aver organizzato questo imperdibile evento, col prezioso aiuto dello staff dello Slaughter Club. Alla prossima!

Setlist:
Dehydrated
The Process of Suffocation
Suspended Animation
The Trauma
Chronic Infection
Out of the Body
Echoes of Death
Deify Thy Master
Reduced to Ashes

Encore:
The Secrecies of Horror
Twisted Truth
Horror Detox
Land Of Tears