Non poteva iniziare meglio di così questo 2018, con la storica band tedesca Rage, capitanata da un inaffondabile Peter “Peavy” Wagner, che porta in in Italia il tour di supporto del suo ultimo album “Season Of The Black”, buon album valutato molto positivamente da critica e fan. Ad affiancare i tedeschi ci sono i Firewind di Gus G., attivo fino all’anno scorso anche nella formazione di Ozzy Osbourne, e lo spettacolo per i greci è assolutamente assicurato. Come ospiti ulteriori della serata abbiamo gli australiani Darker Half, altra rivelazione della serata, e i nostrani Søndag. Ringraziamo il Legend Club di Milano e la Eagle Booking per aver ospitato le band e ad aver organizzato questo evento per chiudere in bellezza le festività natalizie e aprire con grinta e potenza il nuovo anno.

In apertura abbiamo i giovani Søndag, band piacentina dalle sonorità Hard Rock influenzate anche dal Post Grunge, decisamente fuori contesto rispetto alla serata, ma comunque curiosi e autori di una buona prova inizialmente coinvolgente ma che gradualmente tende a perdere qualche colpo, soprattutto nei brani più lenti. Ci attendiamo miglioramenti futuri considerando anche la giovane età dei componenti.

Con l’ingresso sul palco dei Darker Half la platea si riempie decisamente ed entriamo nel cuore della serata con le sonorità Heavy Metal di stampo Maideniano, tendenti talvolta al Thrash. Fortunatamente i suoni sono buoni e perfettamente percepibili e il pubblico è estremamente partecipe, scatenando il massimo durante l’esecuzione della cover degli Iron Maiden “Aces High“. Forse poco originali e con un sound non molto personale ma fin troppo influenzato dalle grandi leggende dell’heavy metal, ma gli applausi sono del tutto meritati, dato il loro desiderio di farsi conoscere dall’Australia anche nel continente europeo. Per essere la prima volta in Italia non potevamo chiedere di meglio e le soddisfazioni sembrano arrivate!

Con i Firewind notiamo un notevole salto di qualità di questo live: il pubblico è numeroso e diverse persone affermano di essere venuti per i greci piuttosto che per gli headliner. Potenti, tecnici e melodici, grazie al loro eccellente chitarrista Gus G. che ha dato prova di grande maestria negli assoli e di mantenere elevato il suo tecnicismo per tutta la durata del concerto. Li avevo già visti d’estate in occasione del Battlefield Metal Fest e anche questa volta posso dire che non si sono smentiti. Si parte con “Ode To Leonidas” estratto dal loro ultimo lavoro “Immortals“, album di debutto del cantante Henning Basse, che secondo molti non ha brillato particolarmente come in studio, anche se ad essere sincero la sua esibizione non è stata malvagia. Si prosegue con “We Defy“, “Head Up High“, “Few Against Many” e la storica “Between Heaven & Hell” estratta dal primo album, che in effetti non regge del tutto il confronto. Altro gran protagonista è Bob Katsionis, che si è divertito ad alternare parti di chitarra creando intrecci complicati e interessanti con Gus G. e parti di tastiera che hanno ammorbito il sound con le melodie. Ottima l’esecuzione del brano “The Fire and the Fury” dove tecnicismi, velocità ed epicità toccano il picco della serata, e della super ballad “Lady of 1000 Sorrows“. Bellissimo il finale in cui Gus G. incita il pubblico e poi scende a suonare in platea in mezzo ad esso durante l’esecuzione del brano finale “Falling To Pieces“. Applausi stra meritati per tutto quanto dimostrato!

I Rage si presentano forti di una formazione stabile da tre anni ricostruita dal suo membro fondatore Peavy Wagner, grintoso e simpaticissimo nonché una delle figure storiche più importanti nel panorama Heavy Metal. Ad affiancarlo nel trio troviamo il chitarrista venezuelano Marcos Rodriguez che per l’occasione festeggia il suo compleanno e il batterista Vassilios Maniatopoulos, formazione molto azzeccata che riesce a replicare la bellissima esibizione che ho già visto lo scorso anno al Dagda Live Club. Si parte subito con la bellissima ed entusiasmante “Justify“, estratta dal loro ultimo disco “Season Of The Black” pubblicato in estate, e subito si accende l’entusiasmo da parte dei presenti, catapultati in un’atmosfera di festa dove l’heavy metal domina in un clima scherzoso tra Peavy, Marcos e i partecipanti, tra cui figurano anche dei bambini nelle prime file, che dimostrano di conoscere e apprezzare i brani della band, cantando tutti insieme. La scaletta ricopre in gran parte il periodo ’90/2000, fatta eccezione per “Don’t Fear The Winter” risalente al primo periodo della band. La vera sorpresa, però, è stata l’inserire anche “Heaven & Hell” e “Holy Diver” come tributo a Dio, cantati da Rodriguez, protagonista di una grande esibizione vocale. Tra gli altri pezzi notevoli troviamo “From The Cradle To The Grave“, “My Way“, “End Of All Days“, “Blackened Karma“, estratta dall’ultimo lavoro, e la sempre bellissima “Higher Than The Sky“, cantata insieme da tutti i presenti che chiude un live di alto livello con i saluti calorosi di Peavy & Co. che nel finale regala anche diversi plettri tra i presenti in prima fila.