Al Legend Club di Milano i Rhapsody of Fire affrontano la loro prima prova in casa per il tour del recentissimo “The Eight Mountain”, il primo album con il nuovo cantante Giacomo Voli, molto bello, affascinante e convincente, che ha ricevuto critiche molto positive, tali da farlo entrare perfino nelle classifiche italiane (situazione abbastanza rara per una band Metal nel nostro paese). La tappa italiana è andata alla grande e la serata è stata davvero spettacolare, attirando un pubblico numeroso che ha praticamente fatto il pieno nel locale. La band del tastierista Straropoli, unico membro storico rimasto fin dagli albori della loro carriera, ha trovato finalmente ora la sua stabilità con questa rinnovata formazione ormai da due anni e il nuovo singer Giacomo Voli ha portato una ventata d’aria fresca, conferendo quel tocco di aggressività in più, aumentandone l’epicità tipica hollywoodiana da sempre presente, ricercata e impressa nell’animo del suo leader tastierista. Ad accompagnare il gruppo triestino in questa data abbiamo i tedeschi Thornbridge e gli spagnoli Avalanch. A causa di impegni lavorativi, il tempo necessario per raggiungere la location milanese non è stato sufficiente per poter guardare lo show fin dall’inizio e con grande rammarico mi sono perso la parte del live dedicata agli opener tedeschi e arrivando giusto in tempo per poter guardare gli Avalanch a locale già praticamente pieno.

Il tempo di trovare la postazione giusta per cogliere al meglio gli artisti, il proseguimento della serata è affidato agli spagnoli Avalanch, band Power Progressive con qualche sfumatura di speed-symphonic, che ha appena pubblicato recentemente l’album “El Segreto”: è stata la prima volta che li ho sentiti dal vivo e devo ammettere che hanno sprigionato una vera e propria magia molto apprezzata e gradita dai presenti, grazie sia all’esperienza accumulata dall’asso della chitarra Alberto Rionda presente in ben tredici album e nei ventisei anni di carriera con la band, ma anche grazie ai virtuosismi tastieristici di Manuel Ramil, al buon Israel Ramos alla voce, al pulsante basso di Dirk Schläter e, non da meno, anche dal secondo chitarrista Jorge Salàn, musicista eccezionale. Ma forse a sovrastare tutti e rendersi ancora più protagonista è uno dei migliori batteristi in circolazione, il gran maestro dietro le pelli Mike Terrana, sempre più richiesto in diverse collaborazioni. Quando Terrana suona è come se tremasse la terra e in più occasioni sembrava oscurare il suono delle chitarre, ma il mio giudizio finale sul gruppo è molto positivo! Le melodie sono molto convincenti, pur non conoscendo molto bene i vari brani, e il buon impatto dal vivo sarà un’ottima scusa per andare ad approfondire questi portenti del Metal ispanico in futuro.

Setlist:

The Oracle
Demiurgus
Pilgrim
The Flower in the Ice
The Alchemist
Deception
Baal
Lucero
Torquemada

AVALANCH

E dopo un lungo cambio palco eccoci finalmente giunti al momento della verità per i Rhapsody of Fire! Dopo l’uscita dell’attesissimo album “The Eight Mountain” e le lodi che hanno fatto seguito, la band triestina è pronta a promuoverlo con un tour, con una prima data anche in casa propria e a ricominciare un nuovo capitolo della sua era per tornare a testa alta nel panorama del Metal moderno e ad immergerci in un nuovo e oscuro mondo meraviglioso e fatato. Come ripetuto più volte il volto dei ROF è completamente nuovo, grazie anche alla presenza del cantante Giacomo Voli, il quale ha avuto una responsabilità mica da poco: dover sostituire Fabio Lione. Il cantante emiliano però ha lavorato al meglio ed è riuscito a trarre il meglio da questa bella esperienza, trovandosi perfettamente a suo agio sia con Straropoli & Co., sia con il pubblico in sede live. Simpatia, carisma, voce cristallina da brividi, forte carica emotiva e straordinario talento sono sicuramente le sue migliori qualità e in questa occasione le ha dimostrate tutte! Si parte subito con “Distant Sky” e “The Legend Goes On” per poi immergersi nel pathos dei brani nuovi, tra quali troviamo “Dargor, Shadowlord of the Black Mountain“, “The Courage to Forgive” e “March Against the Tyrant“. La voce di Voli è strepitosa e non sbaglia una nota, ma ognuno dei membri è in stato di grazia questa sera: gli intrecci melodici creati da Straropoli e da Roby De Micheli alla chitarra sono pazzeschi, resi ancora più corposi grazie al pesante basso di Alessandro Sala e da Manuel Lotter, batterista tedesco anche lui new entry nell’epico five-piece di Trieste. Tra gli altri pezzi fondamentali ricordiamo “Warrior Heart” e “Rain Of Fury” in tutta la loro magnificenza, ma anche la bellissima versione in italiano del brano “The Wind, The Rain and the Moon” intitolata “Senza un Addio“, dove il nostro Giacomo tocca il picco vocale emotivo. Davvero maestoso! Ma come sempre non scordiamoci anche il valore e la nuova impronta che viene data ai brani più datati come “Land of Immortals“, “Holy Thunderforce“, “Dawn of Victory” e “Emerald Sword“, che chiude in maniera egregia un live monumentale! Signore e signori, che dire, i Rhapsody of Fire sono tornati e più in forma che mai: questo è solo l’inizio, il primo capitolo di una saga che sicuramente avrà il suo seguito nei futuri album! Bentornati ragazzi e continuate così!

Setlist:

Intro: In Principio
Distant Sky
The Legend Goes On
Dargor, Shadowlord of the Black Mountain
The Courage to Forgive
March Against the Tyrant
Into the Legend
The March of the Swordmaster
Dawn of Victory
Senza un Addio
Rain of Fury
Warrior Heart
Holy Thunderforce
Reign of Terror
Flames of Revenge
Master of Peace
Land of Immortals
Emerald Sword
Outro: Custode di Pace

RHAPSODY OF FIRE