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MetalPit era al concerto dei Rhapsody Reunion all’Orion Club di Ciampino, lunedì 19 febbraio 2018. Il tour di reunion della storica band italiana Rhapsody ha riscosso un enorme successo in terre straniere con molte date sold out ed ora si è trovato nuovamente nel paese natio per quattro appuntamenti, con la partecipazione della special guest Nicoletta Rosellini, vocalist dei toscani Kalidia. La band è stata preceduta sul palco da due gruppi stranieri, gli Scarlet Aura (Romania) ed i Beast In Black (Finlandia).

Sono giunta sul luogo del concerto con un leggero anticipo rispetto al programma dell’intervista con Anton (Beast In Black), che si è rivelato essere molto gentile invitandomi ad entrare per offrirmi qualcosa da bere. Sono stata condotta nella sala comune in cui i tre gruppi in programma potevano trascorrere il tempo fuori dalle dressing rooms, dove Anton mi ha fatta accomodare in attesa dell’intervista. Svolto il mio compito, mi è stato consegnato un pass per poter trascorrere il tempo rimanente – prima del meet&greet con i Rhapsody e l’intervista con Fabio Lione – nella sala concerto; durante tale pausa ed il soundcheck, ho avuto modo di chiudere un’estemporanea intervista con gli Scarlet Aura, anche loro molto cordiali e visibilmente contenti di avere l’opportunità di raccontarsi. Successivamente è arrivato il momento del meet&greet, a cui anch’io ho preso parte, durante il quale i ragazzi del gruppo, estremamente disponibili, hanno firmato molti autografi e scattato molte foto con i fans, che hanno ricevuto anche dei regali oltre ad aver avuto l’opportunità di trascorrere parecchio tempo a chiacchierare amichevolmente con loro. Al termine del meet ho avuto l’opportunità di intervistare a lungo Fabio, che è sembrato aver gradito le domande rivoltegli in quanto successivamente, durante il concerto, ha anche voluto ringraziarmi mostrandosi cortese e signorile come sempre.

SCARLET AURA

Il concerto è stato aperto dagli Scarlet Aura, una female fronted Melodic Rock/Metal band proveniente da Bucarest, la vera sorpresa della serata. Il gruppo formato da Aura Danciulescu (voce solista), Mihai Thor Danciulescu (chitarra solista e voce), Catalin Ungureanu (basso e voce) e Sorin Ristea (batteria) ha affrontato un pubblico già alquanto consistente ma inizialmente freddo, sfoderando una carica energetica notevole ed inaspettata in grado di spazzare via lo scetticismo generale. Non è da tutti scaldare così bene il pubblico riuscendo, nel giro di un paio di canzoni, a coinvolgerlo completamente; il tributo a Dolores O’Riordan è stato molto apprezzato dai presenti, le cui voci si sono unite in un coro commemorativo sulle note di Zombie, riadattata in pieno stile Scarlet Aura. Una buona presenza scenica, soprattutto da parte della bella cantante Aura, ha contribuito all’ottimo lavoro svolto da questi ragazzi.

BEAST IN BLACK

Dopo un brevissimo cambio di palco sono entrati in scena i Beast In Black, il gruppo Heavy Metal proveniente da Helsinki formato da Anton Kabanen (chitarra e voce) dopo l’uscita dai Battle Beast, accompagnato da Yannis Papadopoulos (voce solista), Kasperi Heikkinen (chitarra), Mate Molnar (basso) e Atte Palokangas (batteria), in tour per il loro album “Berserker”. L’atmosfera era già calda, ma l’ondata di adrenalina proveniente dal palco durante il live di questo quintetto ha comunque colto di sorpresa il pubblico, la cui conoscenza di questo gruppo era evidentemente limitata; pochi presenti conoscevano le loro canzoni abbastanza da poterle cantare per intero, ma, nonostante questo, durante i ritornelli il pubblico riusciva comunque a seguire con grande coinvolgimento il cantante, il quale ha a sua volta interagito molto con esso. La presenza scenica dell’intera band è stata assolutamente impeccabile, dalla cura dei dettagli nell’abbigliamento al modo in cui ogni componente (batterista compreso!) è riuscito ad interagire con la platea ed instaurare con essa una sorta di legame. Un brano particolarmente interessante e che ha incuriosito e divertito il pubblico è sicuramente stato “Crazy, Mad, Insane, durante il quale la band ha inscenato una specie di piccola coreografia con l’aggiunta di alcuni accessori extra (occhiali a schermo con testi scorrevoli sul display, un guanto cyborg) che i componenti hanno indossato per quel momento. L’acclamazione espressa dai presenti al termine di ogni canzone ha chiaramente decretato il successo di un gruppo che, durante questa serata, ha sicuramente guadagnato molti nuovi fans.

Durante l’intervallo sono state trasmesse varie canzoni per intrattenere i presenti, fra cui “Night Crawler” dei Judas Priest che subito il pubblico ha intonato all’unisono con malcelato entusiasmo.

RHAPSODY

Veniamo dunque agli headliner: a questo punto della serata la sala era gremita di gente, fortunatamente la struttura del locale garantiva una buona visuale ed una buona acustica in ogni zona, vari cori invocativi recitanti il nome della band o dei vari componenti si sono susseguiti durante il lasso di tempo intercorso fra il saluto dei finlandesi e l’entrata in scena degli italiani; finalmente, al termine del secondo cambio di palco, nel locale riecheggia “In Tenebris” scelta come intro dello show ed i Rhapsody, poco dopo, fanno il loro ingresso sul palco accolti dalle urla dei fans entusiasti.

La familiarità con l’ambiente che si crea ad un evento simile è innegabile, i ragazzi sono letteralmente a casa loro, la folla è in visibilio e “Dawn of Victory” come primo pezzo scelto è certamente un eccellente modo per far esplodere la vitalità, l’animo dei fans. Nella scaletta ci sono state molte variazioni rispetto all’ultimo giro fatto in Italia, canzoni non presenti nei precedenti concerti come “The Village of Dwarves”, “Power of the Dragonflame” sono state inserite insieme a pezzi immancabili come “Knightrider of Doom”, “Holy Thunderforce” e “Lamento Eroico”. Proprio durante quest’ultimo brano carico di emotività si crea sempre un’atmosfera quasi surreale, pregna di malinconia e solennità al tempo stesso che irrimediabilmente emoziona molti dei presenti (me compresa), una costante ogni qualvolta viene suonato.

Ma le novità non terminano qui: accanto allo strabiliante solo di Alex Holzwarth alla batteria, è stato inserito anche un altrettanto epico solo di Patrice Guers al basso, che ha sorpreso e deliziato gli spettatori. Un’altra sorpresa è sicuramente costituita dal brano scelto per la performance solista di Fabio Lione, in questo caso il famosissimo successo di Andrea Bocelli “Con te partirò”, che lui ha introdotto raccontando un aneddoto relativo al giorno in cui si sono casualmente conosciuti; anche questo brano è stato decisamente molto apprezzato e cantato da tutta la platea, in un meraviglioso coro sul ritornello. Altrettanto apprezzata è stata la dedica a Christopher Lee, un breve discorso davvero molto sentito da parte di Fabio in memoria del grandissimo uomo ed artista dalla mente estremamente brillante, oltre che molto ben nota stella del cinema, con cui hanno collaborato. Prevedibili le espressioni di adorazione e le urla dei fans, che danno il 100% esattamente come i loro idoli sul pezzo finale, un’esplosiva “Emerald Sword” con cui i Rhapsody chiudono in bellezza un concerto indimenticabile, al termine del quale salutano tutti con una serie di profondi inchini al pubblico che voglia di lasciarli andare via proprio non ne ha.