Il giorno 7 giugno l’Alcatraz di Milano ha avuto l’onore di ospitare la RHAPSODY REUNION per la prima data italiana in onore del tour di addio per celebrare i vent’anni della band e che sta riscontrando un ottimo successo. La reunion degli storici membri dei RHAPSODY ha portato una ventata di aria fresca e melodie barocche nella prima data italiana dopo il tour in Sud America concluso con parecchie date sold-out. All’ Alcatraz di Milano ci hanno riproposto dal vivo dopo tanti anni i brani dello storico “Symphony of Enchanted Lands” risalente al lontano 1998, con Fabio Lione, Luca Turilli & Co. più in forma che mai e il pubblico ha reagito molto bene. Ad accompagnare il gruppo Power/ Melodic di Trieste, gli olandesi EPICA, ritornati in Italia dopo lo show di gennaio al Live Club di Trezzo Sull’Adda e i LABYRINTH in apertura che hanno dedicato lo show ai brani del nuovo lavoro “Architecture of a God“.

Tempo di prendere posto in platea dopo l’apertura dei cancelli fanno ingresso sul palco i LABYRINTH e la folla è già numerosa. Raffinati, emozionanti più che mai si rivelano un’ottima scelta come gruppo di apertura e l’impatto sul pubblico è notevole a tal punto che lo stesso Roberto Tiranti afferma che “è una figata che già molti di voi cantino i nuovi pezzi”. Ci deliziano al meglio nella prima mezz’ora del concerto, tempo forse anche breve rispetto a quanto meriterebbe un gruppo di questo calibro ma è arrivato il momento di lasciare il palco agli EPICA.

LABYRINTH 

Dopo una quindicina di minuti di attesa, finalmente le luci si fanno soffuse e parte l’intro “Eidola”. Un’orchestrazione maestosa ed imponente. Man mano iniziano a comparire i vari componenti della band, ultima a salire è naturalmente Simone Simons che con “Edge of the Blade” squarcia l’atmosfera. Un’energia coinvolgente e la band è al pieno della forma. A seguire la bellissima “A Phantasmic Parade” con tanto di headbanging del bassista Rob van Der Loo, instancabile ed esplosivo durante tutta la performance. A questo punto prende la parola il frontman e chitarrista Mark Jansen, che ringrazia il pubblico affermando che ‘è sempre bello tornare a suonare in Italia’ e ci riporta al primo album “The Phantom Agony” (2003) con la classica “Sensorium”. Attesissimo il primo singolo “Universal Death Squad” tratto dall’ultimo album in studio “The Holographic Principle” (2016), che alla scorsa data di Milano al Live Club di Trezzo sull’Adda non era stata messa in setlist. Un brano monumentale, con i suoi cori e i riff di chitarra. Il tutto accompagnato dal tastierista Coen Janssen che si diletta a far ruotare la tastiera andando a destra e sinistra sul palco. Segue “The Essence of Silence” tratta da “The Quantum Enigma” (2014) e successivamente la perla di “The Obsessive Devotion”, con tanto di richiesta di moshpit – che viene abbastanza soddisfatta. La band olandese ci delizia poi con un brano di vecchia data, “Fools of Damnation”. Melodie orientaleggianti e un cattivissimo growl. Prende la parola la cantante Simone Simons, annunciando che il brano che stavano per suonare sarebbe piaciuto alle madri di tutti e scherzando sul fatto che ‘i ragazzi italiani sono mammoni’. Invita poi a spegnere le luci dell’Alcatraz e a illuminarlo invece con quelle dei telefoni. Ecco che parte quindi la ballata “Once Upon A Nightmare”, con il bellissimo coinvolgimento del pubblico. Una performance da brividi. A seguire la spettacolare “Unchain Utopia” e la classicissima “Cry For The Moon”. Le luci si fanno tutte verdi e parte l’inconfondibile “Sancta Terra”, con l’interazione col pubblico da parte di Mark Jansen, Isaac Delahaye e Coen Janssen che scendono dal palco e giocano con le fortunate prime file. È il momento della colossale “Beyond the Matrix” che fa saltellare l’intero Alcatraz a suon di “shine through the sky”! A concludere un’esibizione pazzesca è ovviamente “Consign to Oblivion”, con tanto di wall of death e moshpit.

EPICA

Infine arriva il momento della RHAPSODY REUNION, chiamati così per non confonderli con i tradizionali RHAPSODY OF FIRE, alla cui direzione è rimasto il tastierista Alessandro Straropoli e impegnati ora con il nuovo cantante Giacomo Voli o con i LUCA TURILLI’S RHAPSODY. La RHAPSODY REUNION è un progetto che coinvolge i membri storici dei RHAPSODY  formati da Fabio Lione (voce), Luca Turilli (chitarra), Alex Holzwarth (batteria) insieme ai membri dei LUCA TURILLI’S RHAPSODY Dominique Leurquin (chitarra) e Patrice Guers (basso), nato per celebrare i vent’anni di storia della band dei RHAPSPODY dal primo album in uscita (lo storico “Legendary Tales” del 1997) con un tour di addio. La band opta però di riproporre dal vivo per intero i brani del secondo album “Symphony of Enchanted Land” al quale sono più affezionati. Dalla reunion purtroppo ha deciso di non far parte lo storico tastierista Straropoli, sostituito live da campionamenti delle sue tastiere, cosa che ha fatto storcere il naso a parecchi, ma al di là di tutto il tour è stato un grande successo e i membri erano parecchio entusiasti dei risultati. Il concerto all’Alcatraz, prima data italiana del tour è stato un vero successo, che ha rievocato tanti bellissimi ricordi dei primi successi con pezzi come “Esmerald Sword“, cantata insieme a tutto il pubblico, “Wisdom Of The King“, “Eternal Glory“, “Beyond The Gates of Infinity“, “Knightrider of Doom“, la favolosa “Wings of Destiny” e la baroccheggiante  “The Dark Tower of Abyss“.

I momenti dei ricordi si estendono anche con gli omaggi di Fabio Lione all’attore Christopher Lee a cui dedica i pezzi “Riding The Wind of Eternity” e la monumentale “Symphony of Enchanted Land” che ho avuto il piacere di sentire finalmente live. C’è spazio anche per un martellante assolo del batterista Holzwarth per poi proseguire con “Land of Immortal” estratto dal primo album e “Down of Victory” cantata nuovamente da parecchi tra il pubblico.

Sul finale Luca Turilli esprime immensa gratitudine a tutto il pubblico, scusando il marcato accento triestino, insieme a Fabio Lione che coinvolge tutti con dei vocalizzi e nel brano “Lamento Eroico“, uno dei preferiti del frontman toscano, felice di poter cantare in italiano, davanti ad un pubblico italiano e concludendo con “Holy Thunderforce” un concerto spettacolare!

RHAPSODY REUNION