Eccoci alla seconda tappa italiana del tour di supporto a “Machine Messiah”, il nuovo disco dei brasiliani Sepultura uscito il 13 gennaio 2017 via Nuclear Blast Records. Serata abbastanza nutrita con nomi piuttosto in vista del panorama estremo in salse diverse, con Fit For An Autopsy, Goatwhore e Obscura ad accompagnare il gruppo sudamericano.

FIT FOR AN AUTOPSY

Dopo aver aspettato un’oretta al freddo, finalmente si aprono i cancelli dei Magazzini Generali e mi piazzo all’interno del photopit. Dopo una decina di minuti, senza tanti preamboli, salgono sul palco i Fit For An Autopsy, a cui ormai siamo molto affezionati. Fin dalla prima nota conquistano gli scarsi avventori e regalano una performance alla quale sono già abituato, impeccabili. Il tempo a loro disposizione è poco e quindi si limitano a suonare i loro grandi successi degli ultimi album, come SaltwoundIron MoonHeads Will Hang. Bellissimi da sentire e da vedere, nonostante sia la quarta volta che li vedo dal vivo.

GOATWHORE

A seguire, aiutati dai Fit con il cambio palco, arrivano i Goatwhore. Il pubblico esplode in un applauso quando il cantante Ben Falgoust fa la sua apparizione con la gamba ingessata (l’aveva rotta qualche giorno prima) e canta per l’intero concerto seduto su una seggiola. La limitazione non ha impedito al quartetto di fare una serata di puro death glaciale, ci pensavano Sammy (chitarrista) e Robert (bassista) a fare gli animali da palco. Un concerto davvero intenso e potente nei volumi, hanno guadagnato qualche nuovo fan e spero di rivederli presto.

OBSCURA

Gli Obscura sono un gruppo che ascolto da parecchi anni e, dopo aver sentito solo due canzoni al Metaldays 2016, finalmente ho potuto assistere ad un loro concerto intero. L’attitudine di questi ragazzi tedeschi è stata totalmente diversa da quella dei gruppi precedenti: la loro tecnicissima musica è bastata a dare il carattere “cattivo”, mentre sul palco si divertivano tra loro incrociando le chitarre e saltando giù dagli amplificatori. Suonano brani presi dalla loro intera discografia, i più affezionati avranno avuto sicuramente la pelle d’oca sentendo le note di Centric Flow” a chiudere la loro apparizione. Il “me” 14enne è stato finalmente accontentato e con lui anche tanti fan che si solo letteralmente lanciati per acchiappare un plettro.

SEPULTURA

Dopo pochi minuti, finalmente facciamo conoscenza con i “padroni di casa” della serata, i mitici Sepultura. Pochi fronzoli e tanto, tanto groove. Sono massicci, grossi, rocciosi, ma per merito delle loro origini riescono a rendere le loro canzoni ballabili… o moshabili, dipende. Attaccano con I Am The EnemyPhantom Self” per poi proseguire con una setlist che prende dai loro migliori album. A chiudere, Ratamahatta” Roots Bloody Roots.  Dopo essere stato scacciato malamente dal photopit assieme ai miei colleghi fotografi, mi rendo conto che i Magazzini Generali sono pieni solo per metà, probabilmente il groove brasiliano è stato battuto dal brutal death americano. Il moshpit si crea quasi ad ogni canzone e c’è una bellissima atmosfera, per una volta posso godermi le band senza rischiare di venire molestato dall’ubriacone di turno: il cantante Derrick oltre a cantare si muove leggiadro sul palco (reminescenze di capoeira?) e il chitarrista Andreas si pavoneggia ad ogni assolo, è stata un’esperienza veramente interessante.

A conti fatti, una serata metal di alta classe: è stato un onore poter vedere una band che ha fatto la storia del metal come i Sepultura in un contesto così intimo.